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Masturbazione compulsiva: masturbarsi per non pensare ai problemi

masturbazione compulsiva

Uomo che guarda siti porno

Tempo di lettura: 3 minuti
masturbazione compulsiva

Uomo con dipendenza da pornografia

Vi è mai capitato di utilizzare la masturbazione per distrarvi dai problemi o da pensieri angoscianti, ossessivi o depressivi? Magari eravate annoiati, arrabbiati con qualcuno o in ansia e per non pensarci siete ricorsi all’autoerotismo. Lì per lì la cosa vi ha generato piacere, ma ecco che subito dopo aver raggiunto il fatidico orgasmo, all’improvviso, vi siete sentiti in colpa.

Questo stato di cose spesso si verifica in chi, si è abituato per lunghi periodi, generalmente in fase adolescenziale, ad utilizzare la masturbazione come “tentata soluzione” per calmare o anestetizzare forti emozioni (noia, depressione, ansia, profonda tristezza).

In generale l’autoerotismo rappresenta un importante spazio di intimità individuale che, a differenza di quanto molti pensano, nulla toglie alla qualità del rapporto di coppia. Al contrario può invece favorire il processo di consapevolezza e conoscenza del proprio corpo, migliorando e facilitando il rapporto sessuale grazie all’utilizzo delle fantasie sessuali. (Leggi l’articolo che spiega cosa sono le fantasie sessuali e la differenza con la realtà)

Come distinguere un autoerotismo sano da uno disfunzionale

A volte, la masturbazione può diventare un modo per rassicurarsi da quelli che sono i problemi personali, un rifugio dai pensieri negativi e dalla noia, un modo per sfogare o “anestetizzare” le forti emozioni (ansia, rabbia, etc). In questi casi si può arrivare a perdere il senso dell’autoerotismo, inteso come spazio di intimità, e ciò che inizialmente rappresentava una soluzione, ripetuta nel tempo, si trasforma nel problema stesso. Il comportamento diventa così disfunzionale nascondendo un bisogno incontrollato di masturbarsi (compulsione), anche più volte al giorno, fino a generare una dipendenza da pornografia o da masturbazione.

Lettura di approfondimento:  La Nomofobia: quando si parla di dipendenza da cellulare

In generale si ha un problema di masturbazione compulsiva quando questa interferisce con la propria vita generando problemi nel rapporto di coppia, al lavoro, con i propri interessi e spazi personali e in alcuni casi anche con legge (leggi l’articolo sull’esibizionismo sessuale).

La masturbazione compulsiva riguarda entrambi i sessi e spesso chi ne è colpito può soffrire di ansia sociale, presentare insuccessi a livello scolastico o ancora avere problemi di tossicodipendenza.

Nella masturbazione compulsiva spesso in seguito al raggiungimento dell’orgasmo sopraggiunge il senso di colpa. Questo nasce dalla sensazione di aver perso il controllo e di non essere riusciti a fare a meno del comportamento masturbatorio come valvola di sfogo.

La persona quindi si ritrova a passare diverse ore a guardare siti porno, pur di non affrontare i problemi e le difficoltà.

Conseguenze della masturbazione compulsiva

L’eccessivo utilizzo di autoerotismo può comportare una riduzione del desiderio sessuale, calo di erezioneanorgasmia (a differenza dell’autoerotismo sano, dove tutto rimane).

Inoltre può capitare a volte di preferire la masturbazione al rapporto sessuale col partner,  trasformando così il “piacere” in “dovere”

Per contrastare la dipendenza spesso si cerca di controllare il comportamento o inibire la pulsione, finendo per perdere il controllo e cedere alla tentazione. Difficilmente, infatti, la persona riesce a farne a meno (spesso fatica a stare per più di 24 ore senza praticarla). E’ così che in alcuni casi si rassegna e si convince di non avere più il controllo delle proprie pulsioni.

Il trattamento della masturbazione compulsiva

Per uscire da questo problema bisogna arrivare a far a meno della masturbazione?

Assolutamente no! La masturbazione è qualcosa di sano e utile al nostro sviluppo sessuale nella misura in cui viene praticata con il solo intento di provare piacere. E’ nel momento in cui viene utilizzata come “via di fuga,” che rischia di diventare un problema, in quanto acquisisce la funzione del “non pensare”.

Lettura di approfondimento:  Dismorfismo corporeo o dismorfofobia: un contributo di ricerca

In questi casi è opportuno sostituire questa “valvola di sfogo” con strategie più utili per superare i problemi e gestire le emozioni. Non bisogna comunque puntare ad eliminare l’autoerotismo, quanto piuttosto trasformarlo in qualcosa di sano e consapevole.

Altra cosa molto utile da fare è provare a cercare dei piaceri alternativi, ovvero delle attività che possano fornire un piacere forte e distrattore, quanto quello provocato dall’atto del masturbarsi o ancora fare attività fisica può essere un ottimo metodo per distrarre, liberare la mente e scaricare lo stress.

Nei casi in cui si ha la sensazione di aver perso completamente il controllo, può essere utile prenotare una visita con un professionista esperto in sessuologia che potrà essere di aiuto nel comprendere il senso della masturbazione compulsiva, quali bisogni appaga e quali frustrazioni compensa, aiutando a gestire la dipendenza.

Approfondimenti

Masturbazione compulsiva: masturbarsi per non pensare ai problemi
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Dott. Davide Algeri

Psicologo, Psicoterapeuta, Consulente sessuale e Coach at Psicologia Pratica: La psicologia del cambiamento concreto
Psicologo, Psicoterapeuta, Consulente sessuale e Coach
Aiuto le persone a trovare semplici soluzioni pratiche a problemi complessi.

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