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psicologia dell'infuencer

La psicologia dell’influencer e le strategie di successo

Le strategie commerciali di aziende e business men hanno sempre sfruttato il carisma di personaggi di successo sul panorama nazionale o estero, dunque il trend di oggi non è sicuramente una novità. Quello che è cambiato è il modus operandi, diretta conseguenza delle trasformazioni date dall’avvento del web 2.0: lo scenario di oggi è quello di un mondo interconnesso, in cui ognuno di noi può generare contenuti, promuovere idee così come brand e marche.

In passato vi erano tre grandi cluster di influencer: il primo gruppo fa riferimento ai veri e propri addetti ai lavori, dunque persone come manager o consulenti che facessero da intermediari con le aziende per la scelta dei prodotti; il secondo gruppo riguardava le celebrità di ogni genere, dall’attore al noto uomo d’affari; la terza e ultima categoria era quella dei giornalisti che potevano guidare l’opinione pubblica coi propri scritti. Adesso, le conoscenze e la abitudini dei consumatori sono nettamente diverse, così come anche la fruizione del materiale reperibile sul web.

Ma chi sono gli influencer oggi?

Il profilo dell’influencer

Sono figure di riferimento, particolarmente conosciute per la loro efficienza e competenza in ambiti specifici, come blogger o semplici utenti che emergono dalla massa per la loro creatività e per la loro capacità di attirare i follower, ovvero altri utenti che condividono gli stessi hobby e interessi. Il mondo digitale ha modificato dunque non solo le modalità di fruizione dell’utente, ma anche quelle degli influencer: esistono sei diverse tipologie moderne di chi “influenza” il web:

  1. gli attivisti sono impegnati nei confronti della propria comunità o associazioni;
  2. connessi sono utenti che hanno numerosi seguaci sui social network come facebook;
  3. gli influencer d’impatto ovvero utenti che beneficiano delle fiducia altrui;
  4. le celebrità con centinaia o migliaia di follower e fan;
  5. le menti attive che hanno diversi interessi;
  6. i trendsetter ovvero i primi a promuovere un brand o ad abbandonare un mercato.

Un influencer è dunque un utente con migliaia di seguaci sparsi sui vari social network, può essere uno YouTuber, avere un sito, ma in genere ha quasi sempre un blog sul quale scrive gli articoli che poi condivide. Ogni volta che condivide un post, una foto o un video, riesce a ricevere moltissime visualizzazioni grazie alla fiducia dei suoi fan o all’interesse che suscita.

The Blond Salad

Il caso Chiara Ferragni è emblematico da questo punto di vista. La fashion blogger italiana, classe ’87, è diventata un fenomeno mondiale: ha raggiunto il successo con il suo blog “The Blond Salad” creato nel 2009. In un solo anno ha ottenuto un successo su larga scala arrivando a lanciare una linea di scarpe personale e ad avere 292.000 follower, anche se lo strumento principe utilizzato tuttora dalla blogger è Instragram, seguito da più di 8 milioni di utenti.

La Ferragni ha costruito una propria identità digitale anticipando il trend di oggi in tutto il mondo: iniziando a postare i suoi outfit giornalieri è stata subito contattata dalle più grandi marche italiane e internazionali per divulgare le proprie tendenze.

Ma perché e come ha ottenuto tutto questo successo? In origine lo scopo era quello di mostrare a tutte le ragazze appassionate di moda, che il mondo del fashion poteva essere economico e alla portata di tutti, infatti nelle prime foto che la ritraggono la ricordiamo con le Converse e abiti di Zara o H&M, dunque marche abbordabili da chiunque. Naturalmente il trend è mutato con la sua celebrità, infatti la vediamo oggi come ragazza copertina di marche come Todd’s. Amata da numerosissime ragazze, dalle più piccole a donne più mature, ha saputo circondarsi di seguaci che traggono ispirazione dal suo abbigliamento e dal suo stile di vita: il suo successo è dovuto al fatto che ha mostrato a quelle ragazze che sognano di andare alle sfilate più “in” o ai ricevimenti mondani “top” che questo è possibile. Anche lei era una ragazza come tante, bella certamente, ma con una vita nella norma, venuta da Cremona ha studiato giurisprudenza spostandosi nella vicina Milano per frequentare una delle università più “in” ovvero la Bocconi. Come tante altre dunque, ma ha saputo sfruttare la propria passione per la moda, e ciò che madre natura le ha donato, per farne un vero e proprio mestiere, anzi per crearlo, e in questo ha, in effetti, anticipato i tempi.

Una nuova visibilità

Psicologia degli influencer

Il potere del passaparola

Come Chiara Ferragni, oggigiorno esistono tantissimi blogger che hanno saputo incanalare nel web le conoscenze legate a un particolare settore integrandole con l’uso di Internet, ma come fanno a promuovere la propria immagine e a farsi conoscere fino a raggiungere notorietà? In effetti, sembra che usino il metodo più antico del mondo, il passaparola. Garantito ed efficiente, con l’avvento del digitale è quasi immediato lo scambio di opinioni, di idee, di immagini e contenuti, e in questo modo si riesce a condividere il proprio brand dall’altra parte del mondo in meno di un minuto.

Una volta avuta l’idea innovativa, slegata da una celebrità data dalla professione artistica che rende la persona già famosa, e fatta breccia nel cuore di alcuni fan, diventa abbastanza facile allargare la propria cerchia di follower, ma è fondamentale mantenere sempre l’eccellenza del proprio prodotto.

In questa prospettiva, sono nate numerose piattaforme e applicazioni in grado di trovare gli utenti “speciali” che orientino e guidino stili di vita e passioni. Tra questi strumenti ricordiamo Finder, che permette di individuare i profili più influenti fra due miliardi di utenti, includendo Facebook, Twitter, Blog e Siti vari: attraverso una ricerca avanzata che si basa su interessi specifici e altri dati come la nazionalità, consente di trovare i profili “top” e anche quelli emergenti.

Altri strumenti simili sono Blogdash, più adatta al panorama internazionale che italiano, Klear, strumento di social media analysis molto potente, Mblast che aiuta a distinguere tra popolarità e reale influenza e Commun, piattaforma di Twitter Management.

I criteri per individuare gli influencer di maggior successo sono la quantità dell’audience, l’eco ovvero la sua capacità di divulgare un dato messaggio e la pertinenza sull’argomento d’interesse.

Quali sono le strategie messe in atto dagli influencer?

La scelta dell’argomento e lo stile comunicativo

Per conquistare il pubblico la creatività è fondamentale. Dopo la scelta del focus e del target cui rivolgersi, gli influencer devono mostrare un’abilità comunicativa efficace in modo tale da attirare l’attenzione degli utenti; lo step successivo diventa però quello di saper mantenere vivo l’interesse dei follower. Dunque si può affermare che il successo del blogger dipenda principalmente dallo stile scelto per dialogare con i suoi fan: in generale la modalità prediletta è di tipo colloquiale, amichevole, in modo tale da far sentire gli utenti come propri pari, come parte integrante della propria vita sul web. Questo avrà come conseguenza il crearsi di un rapporto di fiducia dato dall’autenticità dell’influencer, che diventa trasparente agli occhi di chi lo segue. Inoltre il lavoro del blogger non viene percepito da tutti come un vero e proprio mestiere, ma come stile di vita, dunque ciò che viene condiviso appare ancora più autentico e genuino.

L’expertise

Dopo aver scelto un argomento specifico di cui si è appassionati, bisogna approfondirlo in modo continuativo fino a diventarne un esperto. Il primo punto quindi è quello di emergere dalla massa: oggi chiunque può diventare esperto di un determinato ambito, data la facilità di reperibilità delle notizie, ma bisogna diventare un punto di riferimento e di preferenza rispetto a tutti gli altri. Bisogna dimostrare l’esistenza di uno scarto tra la propria competenza e quella del resto del mondo digitale, proponendo un quid in più che attiri l’attenzione di numerosi utenti.

Successivamente bisogna frequentare gruppi tematici e creare relazioni con altri che si occupino dello stesso ramo specifico fino a diventare talmente presente realmente e virtualmente da diventare un vero e proprio influencer.

Ma perché non tutti diventano influencer?

Nel nostro piccolo, in qualche modo, siamo capaci di generare influenza. Quante volte un amico ci chiede un consiglio o lo chiediamo a nostra volta? Spesso se si è in dubbio si predilige una scelta perché questa è stata indirizzata da qualcuno di nostra fiducia. Lo stesso meccanismo di instaura sul web. I follower considerano l’opinione dei loro leader perché questo ha saputo dimostrare di essere degno di fiducia e credibilità. Naturalmente entrano in gioco fattori anche di tipo emotivo. È stato dimostrato come la persuasione sia un processo che coinvolge sia una parte prettamente cognitiva che una più affettiva: in questo senso è più probabile che ci si faccia influenzare da qualcuno che ci assomiglia o che reputiamo essere esteticamente gradevole. (Scopri l’importanza di essere belli)

I limiti dell’essere influencer

Naturalmente questa modalità di relazionarsi con i propri fan ha dei limiti. Innanzitutto, con l’evoluzione digitale ci si può collegare con chiunque e seguirlo facilmente, che la persona sia un “vip” o una persona “normale”. Ecco perché ogni fan diventa una goccia nell’oceano di utenti che seguono la pagina di un determinato attore, gruppo musicale o blogger: a questo punto però diventa difficile gestire un rapporto one-to-one, data l’immensa mole di messaggi che vengono ricevuti ogni giorno da migliaia di follower. Dunque diventa una chimera quella di mettersi direttamente in contatto con il proprio modello social, ma spesso gli utenti si illudono che i post condivisi possano diventare un canale di comunicazione con la propria celebrità. Oltre a questo, gli influencer incentrano il proprio obiettivo solitamente su un unico argomento, ecco perché tutto il resto passa in secondo piano: dunque un altro limine potrebbe essere individuato nell’essere monotematici e non più in grado di gestire argomenti diversi.

Dunque quali sono i suggerimenti da seguire per diventare influencer?

qualità dei contenutiCome già anticipato, tutti possono essere influencer, ma solo alcuni lo diventano davvero nel mondo digitale, così conosciuti da influenzare e guidare gusti e opinioni di milioni di persone.

Innanzitutto bisogna essere trasparenti: come già anticipato, nel momento in cui si dimostra la propria genuinità, questo viene apprezzato dal pubblico. Questo non basta; bisogna coltivare le relazioni con i propri follower, che naturalmente sono molto diverse da quelle che abbiamo nel mondo reale. Nel web, avere un rapporto con gli altri, riguarda la propria presenza virtuale dunque la percezione che gli utenti hanno del tempo che viene dedicato al proprio sito, alla propria pagina social o al proprio blog. Nel momento in cui si postano notizie, immagini o altro, coerentemente con gli obiettivi della propria pagina, e lo si fa con regolarità, allora i follower avranno la sicurezza della vostra continua attività: questo porterà alla percezione di creare un legame con le proprie celebrità, con l’ingenua credenza di essere speciale rispetto agli altri milioni di fan. Ovviamente i contenuti scelti devono essere sempre, evitando di puntare solo sulla “quantità”.

Oggi, tanti influencer o figure diventate celebri sul web, si pongono degli obiettivi iniziali che poi devono mantenere a tempo indeterminato, come fanno ad esempio numerosissimi YouTuber. Un esempio sono la coppia “comica” The Show: due ragazzi milanesi che durante i primi anni universitari hanno iniziato a pubblicare con cadenza settimanale dei video sullo stile delle “candid camera”. Dopo diversi anni, in cui i loro seguaci si sono moltiplicati a vista d’occhio, i due giovani hanno iniziato a ricevere molte critiche sui contenuti dei loro prodotti, definiti ormai obsoleti e senza più inventiva. Questo potrebbe essere il rischio di “abituare” i propri follower a ricevere contenuti di alto livello con un appuntamento fisso.

In conclusione è la modalità con cui ci si rapporta al mondo digitale che può creare terreno fertile per entrare nel monte Olimpo dei follower, ma il punto di partenza dev’essere un’idea nuova, un progetto strategico che apporti qualcosa di innovativo e originale che crei un interesse condiviso. In questo, la rete gioca un ruolo imprescindibile.

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Dott. Davide Algeri

Psicologo, Psicoterapeuta, Consulente sessuale e Coach presso Psicologia Pratica: La psicologia del cambiamento concreto
Psicologo, Psicoterapeuta, Consulente sessuale e Coach
Aiuto le persone a trovare semplici soluzioni pratiche a problemi complessi.

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