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Disturbo post-traumatico da stress

Disturbo post-traumatico da stress
Tempo di lettura: 3 minuti

Disturbo post-traumatico da stress

Disturbo post-traumatico da stress

Il Disturbo Post-traumatico da Stress si presenta successivamente ad una esperienza traumatica (incidente, lutto, etc.) e in base a come la persona reagisce di fronte all’evento traumatico.

Il trauma crea di solito una frattura tra un prima e un dopo, all’interno della quale la persona si trova come “bloccata” ed ogni ricordo può diventare diventare fonte di angoscia, panico e di disagio psicologico, nel tentativo vano di “resettare” o ancora meglio di “provare a cancellare” quanto accaduto.

Tutto si trasforma quindi in una battaglia in cui si cerca di controllare il ricordo traumatico convinti che ciò possa aiutare a “dimenticare” e a controllare le sensazioni dolorose correlate. Il non riuscire a venirne fuori crea dolore, frustrazione, paura, angosciae a volte senso di colpa e rabbia, con un conseguente peggioramento del problema, non permettendo allo stesso tempo l’elaborazione dei ricordi connessi al passato traumatico.

Diagnosi del disturbo post-traumatico da stress

Per il DSM-IV-TR il Disturbo Post-traumatico da Stress si presenta con i seguenti criteri:

A. La persona è stata esposta ad un evento traumatico nel quale erano presenti entrambe le caratteristiche seguenti:

  1. ha vissuto, ha assistito o si è confrontata con un evento o con eventi che hanno implicato morte, o minaccia di morte, o gravi lesioni, o una minaccia all’integrità fisica propria o di altri;
  2. la risposta della persona comprendeva paura intensa, sentimenti di impotenza, o di orrore.

Nota: Nei bambini questo può essere espresso con comportamento disorganizzato o agitato.

B. L’evento traumatico viene rivissuto persistentemente in uno (o più) dei seguenti modi:

  1. ricordi spiacevoli ricorrenti e intrusivi dell’evento, che comprendono immagini, pensieri, o percezioni. (Nota: Nei bambini piccoli si possono manifestare giochi ripetitivi in cui vengono espressi temi o aspetti riguardanti il trauma)
  2. sogni spiacevoli ricorrenti dell’evento. (Nota: Nei bambini possono essere presenti sogni spaventosi senza un contenuto riconoscibile)
  3. agire o sentire come se l’evento traumatico si stesse ripresentando (ciò include sensazioni di rivivere l’esperienza, illusioni, allucinazioni, ed episodi dissociativi di flashback, compresi quelli che si manifestano al risveglio o in stato di intossicazione). (Nota: Nei bambini piccoli possono manifestarsi rappresentazioni ripetitive specifiche del trauma)
  4. disagio psicologico intenso all’esposizione a fattori scatenanti interni o esterni che simbolizzano o assomigliano a qualche aspetto dell’evento traumatico
  5. reattività fisiologica o esposizione a fattori scatenanti interni o esterni che simbolizzano o assomigliano a qualche aspetto dell’evento traumatico.

C. Evitamento persistente degli stimoli associati con il trauma e attenuazione della reattività generale (non presenti prima del trauma), come indicato da tre (o più) dei seguenti elementi:

  1. sforzi per evitare pensieri, sensazioni o conversazioni associate con il trauma
  2. sforzi per evitare attività, luoghi o persone che evocano ricordi del trauma
  3. incapacità di ricordare qualche aspetto importante del trauma
  4. riduzione marcata dell’interesse o della partecipazione ad attività significative
  5. sentimenti di distacco o di estraneità verso gli altri
  6. affettività ridotta (per es., incapacità di provare sentimenti di amore)
  7. sentimenti di diminuzione delle prospettive future (per es. aspettarsi di non poter avere una carriera, un matrimonio o dei figli o una normale durata della vita).

D. Sintomi persistenti di aumentato arousal (non presenti prima del trauma), come indicato da almeno due dei seguenti elementi:

  1. difficoltà ad addormentarsi o a mantenere il sonno
  2. irritabilità o scoppi di collera
  3. difficoltà a concentrarsi
  4. ipervigilanza
  5. esagerate risposte di allarme

E. La durata del disturbo (sintomi ai Criteri B, C e D) è superiore a 1 mese.

F. Il disturbo causa disagio clinicamente significativo o menomazione nel funzionamento sociale, lavorativo o di altre aree importanti.

Il trattamento del disturbo post-traumatico da stress

Esistono protocolli specifici di trattamento, che sono stati applicati a numerosi casi con la terapia breve strategica e che permettono un intervento efficace per questa tipologia di problema. Nello specifico, lavorando sulle coping reactions (F. Cagnoni, R. Milanese, 2009), ovvero interrompendo le tentate soluzioni (soluzioni che non funzionano), utilizzate per fonteggiare il problema, si ottiene di solito lo sblocco immediato del disturbo.

Approfondimenti

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Dott. Davide Algeri

Psicologo, Psicoterapeuta, Consulente sessuale e Coach at Psicologia Pratica: La psicologia del cambiamento concreto
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Aiuto le persone a trovare semplici soluzioni pratiche a problemi complessi.

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