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Disturbo Bipolare: scopri come riconoscerlo e come intervenire

disturbo bipolare
Tempo di lettura: 7 minuti
disturbo bipolare

Il disturbo bipolare: scopri come riconoscerlo e come intervenire

Il disturbo bipolare: cosa è e cosa fare

Il disturbo bipolare, noto anche come disturbo maniaco-depressivo, è un disturbo psichiatrico che provoca insoliti cambiamenti dell’umore, della capacità di svolgere i compiti della vita quotidiana, dell’energia e dei livelli di attività.

Il nome bipolare nasce proprio dalla polarità dell’umore, ora depresso, ora euforico. Nonostante il disturbo può manifestarsi a qualunque età, è più comune che il suo esordio avvenga intorno ai 20 anni. Negli uomini il primo episodio è spesso maniacale, nelle donne è più comune che si abbia un episodio depressivo maggiore. (Approfondisci l’argomento sulla depressione)

Le diverse sfumature del disturbo bipolare

L’aspetto particolarmente disturbante per la persona e per chi vive con lei interessa il cambiamento del tono dell’umore, che da uno stato euforico e di eccitazione (noto come episodio maniacale) passa a uno stato triste e depressivo (episodio depressivo). Gli episodi meno gravi sono solitamente conosciuti come episodi ipomaniacali. Tra i disturbi bipolari ne conosciamo principalmente due:

  • Disturbo Bipolare I: definito da episodi maniacali che durano almeno 7 giorni, o da sintomi maniacali così gravi che la persona ha bisogno di cure ospedaliere immediate. Si verificano pure gli episodi depressivi, e tipicamente sono della durata di almeno 2 settimane.
  • Disturbo Bipolare II: definito da un modello di episodi depressivi ed episodi ipomanicali, ma non dagli episodi maniacali come nella forma precedente.

Inoltre rientra nella categoria dei Disturbi Bipolari anche il Disturbo Ciclotimico definito da numerosi periodi in cui si osservano sintomi ipomaniacali numerosi e sintomi depressivi della durata di almeno 2 anni.

Manifestazioni dei sintomi maniacali e depressivi

Le persone con disturbo Bipolare vivono esperienze di intense emozioni, cambiamenti significativi dei ritmi sonno-veglia e livelli di attività tali da portarli a compiere comportamenti insoliti e in certi casi rischiosi. Non è da confondere con il normale cambiamento dello stato d’animo che possiamo avere e vivere durante la giornata, perché gli episodi maniacali sono molto più gravi.

Durante l’episodio maniacale, nella persona si possono osservare alcuni dei seguenti sintomi:

  • Euforica
  • Avere un sacco di energia
  • Aumentati livelli di attività
  • Aver difficoltà a prendere sonno
  • Distrarsi facilmente
  • Assumersi molti compiti e portare avanti dei progetti che rimarranno incompiuti
  • Parlare velocemente e di argomenti diversi spesso senza seguire quello che dice l’interlocutore
  • Essere agitata, irritabile o permalosa
  • Avere un pensiero accelerato (si osserva nella velocità verbale)
  • Avere bisogno di fare tante cose nello stesso momento con difficoltà a rilassarsi
  • Non avere la sensazione di essere stanchi
  • Autostima elevata
  • Distacco dalla realtà
  • Mettere in atto comportamenti rischiosi come spendere soldi, usare sostanze, gettarsi in attività pericolose, aumento dell’attività sessuale

Durante l’episodio depressivo, la persona può riferire di:

  • Non avere energia
  • Avere diminuiti livelli di attività
  • Piangere senza un’apparente ragione
  • Vivere sentimenti di colpa o di inutilità
  • Essere incapace a prendere delle decisioni
  • Essere sempre stanco
  • Aver perso l’ interesse per le attività che prima svolgeva
  • Avere difficoltà a dormire o al contrario dormire per la maggior parte del tempo
  • Sentire la propria vita vuota
  • Avere difficoltà a concentrarsi
  • Avere difficoltà a memorizzare e ricordare le cose
  • Mangiare troppo o troppo poco
  • Avere pensieri di morte

Questi comportamenti elencati si verificano in assenza dell’assunzione di una sostanza e tutti interferiscono in modo minore o maggiore con lo svolgimento delle attività di vita quotidiana.

A volte un episodio di alterazione dell’umore include sintomi di entrambi i sintomi maniacali e depressivi. Questo è chiamato episodio con caratteristiche miste. Chi soffre di un episodio con caratteristiche miste può sentirsi molto triste, vuoto, o senza speranza, e allo stesso tempo sentirsi estremamente eccitato.

Differenze tra Disturbo Bipolare I e disturbo Bipolare II

Depressione e maniacalità nel disturbo bipolare

Il duplice aspetto depressivo e maniacale del disturbo bipolare

Il disturbo Bipolare II ha delle manifestazioni meno evidenti rispetto al disturbo Bipolare I e questo ne rende più difficile la diagnosi. Ad esempio alcune persone con episodi ipomaniacali possono anche essere socialmente ben visti: sono molto produttivi al lavoro e funzionano bene nelle relazioni. Solitamente la persona interessata non riesce a riconoscere il problema e sono i familiari i primi a chiedere aiuto a uno psicologo e/o psichiatra che valuta se il comportamento è alterato da un problema organico oppure mentale.

La persona che riconosce il problema ha una tendenza a chiedere aiuto durante l’episodio depressivo piuttosto che maniacale a causa proprio dello stato euforico e manie di onnipotenza che questa fase comporta.

L’aspetto dell’onnipotenza potrebbe essere uno dei sintomi più gravi, in quanto porta l’individuo a compiere degli atti pericolosi. Non è insolito che i soggetti bipolari presentino anche altri disturbi, come per esempio dipendenza da sostanze o da gioco d’azzardo; spendono grosse somme di denaro nell’acquisto di oggetti o indumenti, bevono e fumano più del solito. Questi soggetti nelle fasi più acute negano il loro bisogno di dormire (che spesso sopprimono con l’uso di sostanze eccitanti) e di mangiare. È alto il rischio suicidio.

Distinguere il disturbo Bipolare da altre malattie

Alcuni sintomi del disturbo bipolare sono simili ad altre malattie che possono rendere difficile allo psichiatra una giusta diagnosi. Inoltre soggetti con disturbo Bipolare possono presentare anche altri disturbi come ansia, abuso di sostanze e disturbi alimentari. Queste persone sono a rischio maggiore di malattie della tiroide, emicrania, malattie cardiache, diabete, obesità e altre malattie fisiche.

A volte una persona con gravi episodi maniacali o depressivi presenta uno stato simil psicotico come deliri e/o allucinazioni (scopi le cause della psicosi nell’infanzia). Esempi per lo stato maniacale sono il credere di essere famoso, credere di avere poteri speciali o di immortalità; per la depressione sono il credere di non avere soldi o di aver commesso un reato. Allo stesso modo l’uso eccessivo di sostanze potrebbe portare lo psichiatra a diagnosticare un disturbo da dipendenza da sostanze.

Questa confusione non permette di fare la giusta diagnosi e quindi trovare il trattamento più adatto alla persona. Non è difficile infatti che il disturbo Bipolare venga diagnosticato dopo anni dal suo esordio.

Fattori di rischio nel disturbo bipolare

Trovare una causa specifica al disturbo bipolare sembra essere difficile nonché impossibile. La maggior parte degli studiosi concordano sul fatto che non esiste una sola causa. Alcuni studi mostrano come il cervello delle persone con disturbo Bipolare sia diverso dal cervello delle persone sane o con altri disturbi mentali. Vi sarebbe per esempio una riduzione dell’attività dell’area frontale che elabora i pensieri e le idee, ossia le attività psichiche superiori, e regola i nostri comportamenti. Anche gli studi sulla genetica dimostrerebbero un’alterazione nei soggetti con disturbo bipolare, così come la storia familiare: bambini con genitore bipolare possono sviluppare il disturbo. Inoltre non è esclusa l’esposizione ad un evento traumatico, di abuso o di una relazione interpersonale preoccupante.

Trattamenti e terapie del disturbo bipolare

Farmaci e psicoterapia

Riuscire a diagnosticare la malattia in modo corretto e nel minor tempo possibile, permette di scegliere il trattamento più idoneo per la persona restituendogli una vita più serena. Un buon trattamento aiuta anche le persone più gravi ottenendo un miglioramento evidente degli sbalzi d’umore e altri sintomi che caratterizzano il disturbo Bipolare sopracitati. Il trattamento solitamente comprende una combinazione di farmaci e psicoterapia. È un disturbo purtroppo cronico, ciò significa che non può scomparire, ma rimarrà a vita. Gli episodi maniacali e depressivi torneranno durante la vita per questo un trattamento a lungo termine permette di controllare questi sintomi. Importante è che i farmaci vengano assunti sotto lo stretto controllo di uno psichiatra, che non vengano interrotti o modificati nel dosaggio in modo autonomo. Infatti si rischierebbe di avere l’effetto contrario e quindi di stare più male. La sospensione improvvisa di un farmaco può portare alla ricomparsa del sintomo o al suo peggioramento.

La psicoterapia è l’altro fondamentale momento di cura che permette di supportare la persona, informarla sul disturbo, aiutarla a conoscere i propri comportamenti al fine di riconoscerli e gestirli. Riconoscere quando si sta per entrare in una fase maniacale o depressiva preserva la persona da conseguenze peggiori e ne limita i rischi.

Le terapie includono:

  • La terapia cognitivo-comportamentale, che vi potrà aiutare a cambiare i vostri pensieri e comportamenti negativi.
  • La terapia familiare, che attraverso il coinvolgimento della famiglia permetterà loro di apprendere delle strategie per risolvere i problemi di vita quotidiana che il disturbo comporta e riuscire a riconoscere i sintomi quando iniziano a manifestarsi.
  • Psicoeducazione, che consente di riconoscere gli sbalzi d’umore prima che si verifichi un vero e proprio episodio, e l’educazione ai ritmi sonno – veglia e rispetto degli orari dei pasti.

Suggerimenti per una buona gestione del disturbo bipolare

Umore e disturbo bipolare

Come gestire l’umore nel disturbo bipolare

È fondamentale essere parte attiva sia del trattamento farmacologico sia di quello psicoterapico. Esprimere senza paure le proprie domande e perplessità. Cercate inoltre di creare una rete sociale che sia in grado di darvi supporto dopo che sia stata opportunamente informata circa il disturbo.

Cercate di evitare tutte le situazioni stressanti. Imparate a conoscere i vostri limiti e non esagerate. Fermatevi quando vi sentite stanchi e anche quando non sentite di esserlo. Fate delle pause al lavoro o nelle situazioni che potrebbero essere stressanti e cercate di fare attività piacevoli e rilassanti per voi. Non spingetevi mai oltre.

Un consiglio potrebbe per esempio quello di mantenere un diario  cui annotare tutti i sintomi, l’umore quotidiano, il sonno ed eventuali episodi che hanno potuto scatenare il sintomo.

Nonostante questi trattamenti e accorgimenti, i sintomi possono ripresentarsi soprattutto in alcuni momenti della propria vita. In questi casi è sempre opportuno avere un rapporto di totale fiducia e autenticità tra paziente e psicoterapeuta e/o psichiatra per fare delle scelte concordate.

Cosa fare in caso di pensiero suicidario

Il disturbo Bipolare è uno di quelli che espone la persona a un alto rischio suicidario. Se si sta pensando seriamente al suicidio:

  • ditelo a qualcuno che possa raggiungervi subito
  • chiamate il vostro psichiatra e il vostro psicoterapeuta
  • andate al pronto soccorso più vicino o chiamate un’ambulanza.

Se a pensare al suicidio è una persona che conosciamo:

  • non lasciatela sola
  • state con lei e chiamate un’ambulanza o accompagnatela al pronto soccorso
  • nascondete qualunque oggetto che possa diventare un’arma, farmaci compresi.

Il ruolo cruciale della famiglia

Per un familiare a volte è difficile capire come e perché la persona non riesca a regolare il proprio comportamento e il proprio umore e si corre il rischio di chiedere alla persona cose che non è in grado di fare alimentando quindi un senso di colpa e frustrazione già presente. Allo stesso tempo bisogna evitare di giustificare ogni comportamento come sintomo. Insomma non bisogna cadere nei due poli opposti.

Come fare quindi a distinguere un sintomo da un comportamento normale della persona? Attraverso la comunicazione e l’ascolto. Chiedete alla persona come si sente, imparate a osservare le variazioni del comportamento, aiutatela ad esprimere i propri stati d’animo, cosa le è accaduto e quali sarebbero le sue possibili soluzioni. Abbiate sempre un atteggiamento accogliente e accudente, fatela sentire al sicuro perché è solo così che l’aiuterete a prendersi cura di sé migliorando la qualità della sua vita.

Per fare tutto questo è anche importante che la famiglia stessa chieda aiuto per sé data la complessità delle situazione.

La difficoltà del vivere con tale disturbo rende spesso la persona incapace di riconoscerne i sintomi, in quanto manca la consapevolezza del problema. Il consiglio è quello di potersi fidare delle persone che ci stanno attorno e di ascoltarle se ci riferiscono dei cambiamenti nei nostri comportamenti che li preoccupano.

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Dott. Davide Algeri

Psicologo, Psicoterapeuta, Consulente sessuale e Coach at Psicologia Pratica: La psicologia del cambiamento concreto
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