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Mediazione familiare: quando richiederla e come si svolge

mediazione familiare nella separazione
Tempo di lettura: 8 minuti
mediazione familiare nella separazione

Coppia che si guarda con rabbia durante una conversazione con un mediatore familiare psicologo.

La mediazione familiare: in quali casi è utile richiederla.

Durante una fase di separazione, i sentimenti negativi che tendenzialmente accompagnano le coppie più conflittuali, ostacolano il mantenimento di un dialogo costruttivo con l’ex partner.

Pensiamo ad esempio a quante volte abbiamo sentito la classica frase: “Io non ci parlo con te, rivolgiti al mio avvocato!”, ma l’interrompere il dialogo è davvero la soluzione migliore per una coppia?

Il separarsi è un evento stressante che porta ad una riorganizzazione della vita dei soggetti coinvolti. Ci sono molti aspetti pratici e logistici da gestire e sui quali accordarsi. A questi si affiancano le emozioni da gestire, quelle più irruente e distruttrici oltre ad una dose non indifferente di stanchezza.

Un percorso di Mediazione Familiare può risultare utile in questi casi e si può iniziare in diversi momenti della separazione e del divorzio poiché si adatta alle differenti esigenze espresse dalle diverse tipologie di coppie.

La Mediazione Familiare nasce e si sviluppa in un contesto storico-sociale nel quale le separazioni sono all’ordine del giorno e l’affidamento condiviso è la norma, quindi diviene fondamentale trovare nuovi accordi nell’essere buoni genitori anche se non si è più coppia affettiva.

In quali casi è possibile richiederla

Possono farne richiesta  coppie in crisi, quando uno dei due partner è deciso per la separazione e l’altro non l’accetta o laddove la decisione di separarsi è chiara per entrambi; coppie separate di fatto con una conflittualità aperta sui termini di affidamento dei figli e/o sulla questione economica; coppie separate legalmente le cui condizioni di separazione risultano di difficile attuazione o non vengono rispettate o nel caso in cui gli accordi presi in Tribunale, ormai inadeguati alle mutate condizioni di vita, devono essere aggiornati o modificati.

La Mediazione Familiare si rivolge principalmente a coppie con figli. Uno degli obiettivi principali è la riorganizzazione delle relazioni familiari in un’ottica di continuità genitoriale con particolare riguardo all’interesse dei figli. In questi casi non si parla proprio di Mediazione, ma possono essere attuati interventi mirati a trattare temi quali espressione delle emozioni legate alla separazione; elaborazione del lutto della separazione; problemi economico-patrimoniali; gestione del conflitto e riapertura dei canali comunicativi.

Come si svolge la mediazione familiare

La Mediazione è un percorso in cui un terzo imparziale è sollecitato dai genitori ad aiutarli a gestire le difficoltà emotive ed organizzative peculiari della frattura del legame coniugale.

La Mediazione Familiare si presenta quindi come uno spazio di incontro in un ambiente neutrale, nel quale la coppia ha la possibilità di negoziare le questioni relative alla propria separazione, sia negli aspetti relazionali che in quelli economici.

I genitori sono incoraggiati dal mediatore ad elaborare in prima persona gli accordi che meglio rispondano ai bisogni di tutti i membri della famiglia, con particolare riguardo all’interesse dei figli.

La Mediazione Familiare si presenta come una nuova risorsa a sostegno dei genitori grazie alla quale la coppia genitoriale è sostenuta e accompagnata durante la difficile transizione alla separazione.

La figura del mediatore familiare

Il mediatore familiare è uno psicologo in grado di porsi all’interno della situazione conflittuale portata dai due ex coniugi il cui compito è quello di giungere ad una serie di accordi che siano il più soddisfacente possibile per entrambe le parti. Questo è reso possibile dal fatto che il professionista si pone in maniera imparziale, accogliendo i vari dubbi e perplessità che vengono portati. Il mediatore familiare aiuta le parti a raggiungere una serie di accordi che siano più equilibrati possibili all’interno di un clima sufficientemente sereno e rispettoso dei soggetti coinvolti.

Affinché le cose procedano per il meglio il mediatore deve godere della fiducia di entrambi i partner.

Si sottolinea anche che il mediatore non si sostituisce nelle scelte, ma il suo ruolo è quello di facilitatore del processo decisionale. Questo è molto importante per le coppie poiché spesso riferiscono di sentirsi in balia degli eventi percependo uno scarso senso di autoefficacia.

E’ opportuno che gli incontri di mediazione siano preceduti da un incontro informativo durante il quale il professionista spiega il proprio ruolo di terzo neutrale che si inserisce in una situazione conflittuale con lo scopo di riaprire un canale comunicativo per permettere ai soggetti di poter prendere decisioni.

Viene spiegato altresì che il professionista è tenuto al segreto professionale e che gli incontri di mediazione costituiscono un percorso extragiudiziale.

Fasi della mediazione familiare

Il percorso di mediazione è divisibile in tre fasi:

Fasi della mediazione familiareLa pre-mediazione punta a creare le condizioni emotive migliori affinché i partner possano negoziare in modo più sereno e consapevole la loro separazione. In questa fase si affrontano i motivi che hanno portato la coppia a separarsi ed è utile che entrambi i partner facciano un bilancio personale, coniugale e genitoriale degli anni vissuti insieme, riconoscendo ed elaborando le motivazioni che hanno condotto alla separazione e le implicazioni emotivo-affettive connesse alla frattura.

Se la scelta della separazione appare definitiva la Mediazione viene proposta come risorsa utile per affrontare al meglio la difficile situazione presente e prefigurare prospettive per un futuro positivo della famiglia. In questa fase, il Mediatore ha il compito di aiutare i coniugi a superare le rigidità, sostenendoli e dando loro fiducia che riusciranno a superare le difficoltà che stanno vivendo.

Il contratto di mediazione serve a identificare e definire i temi che la coppia intende discutere. La sottoscrizione del contratto rappresenta un momento in cui i genitori si impegnano ad intraprendere un percorso, rispettandone le regole e condividendone gli obiettivi.

La negoziazione ragionata, che rappresenta la fase più lunga di tutto il percorso, permette l’esplorazione dei bisogni reali di entrambe le parti in conflitto, alla ricerca di soluzioni condivise che possano aiutare in seguito a gestire in autonomia probabili negoziazioni future.

Viene chiesto ad ogni singolo partner di identificare oggettivamente il problema e di definirne la personale soluzione dopo averne evidenziato i punti di disaccordo o di accordo già raggiunti. Fatto ciò si passa all’analisi dei bisogni e degli interessi specifici di ognuno, genitori e figli. La coppia viene quindi stimolata ad elaborare soluzioni innovative e personali per raggiungere l’obiettivo identificato nel rispetto dei bisogni emersi. In questo modo i partner hanno modo di valutare vantaggi e punti di debolezza di ciascuna soluzione proposta, facilitando così la presa di decisione, nella direzione che soddisfa al meglio i bisogni di genitori e figli.

Al termine del percorso di mediazione (la cui durata si aggira indicativamente in una decina di incontri a cadenza settimanale), i vari accordi raggiunti vengono messi per iscritto (il protocollo d’intesa) che, se la coppia lo vorrà, potrà essere ratificato dal giudice rendendo il processo più veloce.

Seguire tale percorso permette diversi vantaggi:

  • elaborazione del lutto della separazione e la possibilità di esprimere i sentimenti connessi a questo aspetto;
  • ridefinizione della propria identità personale; analisi delle conseguenze personali derivanti dalla separazione;
  • miglioramento delle capacità comunicative al di là del conflitto;
  • riconoscimento dei bisogni di genitori e figli;
  • continuità genitoriale e responsabilizzazione del reciproco ruolo genitoriale;
  • condizioni elaborate dai genitori autonomamente e non imposte dal genitore più forte (economicamente o emotivamente) o dall’autorità giudiziaria competente;
  • “genitore non prevalente” più coinvolto nel ruolo genitoriale;
  • accordi più equi, più condivisi e quindi più rispettati nel tempo, e infine riduzione dei tempi e dei costi rispetto alle controversie giudiziarie

Gli accordi presi in Mediazione risultano più condivisi, più soddisfacenti per sé e per i bambini, e quindi più rispettati nel tempo.

La specificità di questo approccio, permette anche di sperimentare gli accordi via via raggiunti e prendere graduale coscienza che è possibile essere protagonisti della nuova situazione senza necessariamente subirla per delega al partner più forte, all’avvocato o, in terza istanza, al giudice.

Obiettivi e temi della mediazione familiare

La Mediazione Familiare si pone l’obiettivo di rendere la coppia protagonista e responsabile nella gestione del conflitto, accompagnandola nella ricerca di soluzioni reciprocamente soddisfacenti per sé e per i figli. Un altro obiettivo consiste nel ricercare una comunicazione più funzionale che permetterà loro di rispettare gli accordi e di essere capaci di trovarne altri in base all’evoluzione dei bisogni di tutti i membri della famiglia e dei cambiamenti che la vita porterà loro di fronte.

I temi più frequentemente discussi sono:

  • l’organizzazione della separazione
  • l’affidamento dei figli
  • l’analisi dei bisogni di genitori e figli
  • la continuità genitoriale
  • il calendario delle visite del genitore non prevalente e le vacanze
  • la regolazione dei tempi e dei modi di frequentazione tra i figli e i componenti delle famiglie d’origine
  • le scelte educative
  • la comunicazione della separazione ai figli
  • la comunicazione tra i genitori
  • la relazione con gli eventuali nuovi compagni dei genitori
  • problematiche legate alla famiglia ricostituita

Rispetto alle questioni economiche, le tematiche oggetto di negoziazione sono:

  • l’assunzione degli impegni economici per i figli
  • la determinazione dell’assegno di mantenimento a favore del partner
  • l’assegnazione della casa coniugale
  • la divisione dei beni comuni 

In Mediazione può accadere che solo alcuni dei temi vengono affrontati nell’ambito di una separazione, avendo per altri già elaborato in autonomia delle soluzioni soddisfacenti.

In mediazione i minori spesso non sono coinvolti attivamente, per proteggerli dalla conflittualità dei genitori e per alleggerirli dalle responsabilità che competono agli adulti.

Il progetto di intesa e il setting

Gli accordi scritti nel protocollo di intesa

Protocollo intesa mediazione familiareAl termine degli incontri, negoziati tutti i punti in conflitto, il mediatore stende gli accordi raggiunti in un progetto di intesa che consegna ad entrambi i partner, ognuno dei quali è libero di seguirne le indicazioni per riorganizzare in modo responsabile la propria vita e quella dei figli o di formalizzarlo ai fini di una procedura legale di separazione personale congiunta.

Verranno presi accordi su tutti gli aspetti della crescita dei figli come il mantenimento, la scelta della scuola, le attività extrascolastiche, la stesura di un vero e proprio calendario di visite del genitore non collocatario fino alla decisione relativa al se e come introdurre possibili nuovi partner esterni alla coppia genitoriale.

L’organizzazione dello spazio (setting) ha una funzione importante in quanto condiziona l’interazione tra gli individui. L’ambiente deve infatti facilitare l’espressione delle emozioni e consentire una positiva gestione della conflittualità, trasmettendo calma e serenità (ad esempio, le stanze dove vengono effettuati i colloqui prevedono che le sedie vengano disposte a circolo, modalità che favorisce la comunicazione e l’interazione diretta).

La frequenza dovrebbe essere quindicinale e i temi variano in funzione del numero di temi da affrontare e il livello di conflittualità presente all’inizio del percorso di mediazione.

Infine bisogna segnalare che ci sono alcune situazioni che precludono l’avvio di un percorso di mediazione familiare come ad esempio:

  • Episodi di grave violenza dichiarati e/o dimostrati
  • La presenza di denunce penali
  • Episodi di abuso nei confronti dei figli
  • La presenza di patologie e/o dipendenze in uno o entrambi i genitori tali da inficiare la capacità genitoriale e la possibilità di instaurare relazioni interpersonali.

Come accedere alla mediazione familiare

Un percorso di mediazione può essere intrapreso direttamente dalle coppie interessate oppure può essere suggerito dal giudice stesso, con particolare riferimento all’articolo 155 sexies della legge 54/2006 “Qualora ne ravvisi l’opportunità, il giudice, sentite le parti e ottenuto il loro consenso, può rinviare l’adozione dei provvedimenti di cui all’articolo 155 per consentire che i coniugi, avvalendosi di esperti, tentino una mediazione per raggiungere un accordo, con particolare riferimento alla tutela dell’interesse morale e materiale dei figli”. La partecipazione quindi è di natura volontaria.

E’ importante sottolineare che la maggior parte delle coppie che accede ad un percorso di mediazione sono coppie genitoriali. In queste situazioni la mediazione si fa ancora più delicata dal momento che il professionista deve tutelare gli interessi del minore in un contesto di genitorialità che deve essere condivisa. Spesso infatti capita che un partner escluda l’altro ostacolandone la continuità del legame ed impedendo un progetto educativo condiviso.

Scritto dalla Dott.ssa Mara Giani e dalla Dott.ssa Chiara Cicchese

Mediazione familiare: quando richiederla e come si svolge
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Dr.ssa Mara Giani

Dr.ssa Mara Giani

Psicologa, Psicoterapeuta, Mediatrice Familiare
Esperta in EMDR
Offre interventi di psicoterapia ad individui, coppie e famiglie. E' consulente tecnico d’ufficio e consulente tecnico di parte per il Tribunale di Milano.
Dr.ssa Mara Giani

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