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Il ruolo delle filastrocche nei figli di genitori separati

Tempo di lettura: 3 minuti

filastroccheScommetto che di fronte alle parole “Ambarabà ciccì cocò”, ognuno di noi sa completare la frase. Chi, nella propria vita, non ha mai avuto modo di imparare questa semplice filastrocca? Le filastrocche, infatti, sono un patrimonio letterario popolare vastissimo e di fondamentale importanza per grandi e piccini.

Le filastrocche, spesso, non sono scritte e non hanno un singolo autore, ma sono il frutto di un passaparola tramandato oralmente per generazioni, al fine di trasmettere conoscenze più o meno complesse. Esse rivestono un ruolo importante a diversi livelli: le filastrocche servono a tramandare le nostre tradizioni e a fortificare le nostre origini, ma hanno anche una valenza educativa.

Le cantilene, infatti, ci spiegano in maniera semplice e “a misura di bambino” cosa è giusto fare e cosa è meglio evitare, cosa è bene e, invece, cosa è male. Non da sottovalutare, inoltre, la funzione relazionale che esse ricoprono: le filastrocche sono strumenti assai importanti per creare un rapporto di intimità e condivisione con i più piccoli. Per questo motivo, oltre al contenuto, ciò che è importante è sicuramente la modalità con cui esse si esprimono; le filastrocche sono costituite da un linguaggio semplice, ripetuto, musicale, ritmato: è proprio per questo che i bambini inizialmente le ripetono come un gioco, per un piacere ludico che ne deriva, senza magari coglierne appieno il significato.

Non solo le parole, ma anche i gesti e le coccole che mamma e papà ripetono durante questi momenti diventano di primaria importanza. Il linguaggio utilizzato deve essere molto semplice, adatto all’età e al livello di sviluppo del bambino, evitando l’uso di deformazioni o vezzeggiativi inventati. Non solo: un’idea carina può essere quella di sostituire alcuni nomi nella filastrocca con i propri nomi o quelli delle cose a lui care, come il suo gattino o il suo peluche preferito.

Le funzioni delle filastrocche

L’importanza di questa modalità comunicativa è visibile anche dalla scelta di usare questo strumento prima di addormentarsi: in un clima intimo e rilassato, recitare filastrocche può essere un buon rituale per accompagnare i bimbi tra le braccia di Morfeo. Genitore e bambino costruiscono, dunque, uno spazio dove vige la comunicazione empatica e affettiva.

In questo modo, infatti, la filastrocca acquisisce un compito relazionale tra il bimbo e la figura di accadimento. Canzoncine e filastrocche, inoltre, permettono di rispondere alle paure e alle incertezze di questioni difficili che i bambini vivono, come, ad esempio, la separazione di mamma e papà.

Di fronte all’aumento esponenziale dei casi di separazioni e divorzi negli ultimi anni nel nostro Paese, sono sempre di più i bambini che si trovano ad affrontare questa complessa transizione familiare. Anche in questo caso, l’importanza non è solo del contenuto del testo, ma nel riuscire a ritagliarsi dei momenti da vivere con i propri figli, ricchi di intimità e condivisione. I bambini, infatti, hanno bisogno di sapere cosa stanno vivendo e cosa succederà loro, pena l’emergere di autospiegazioni errate, cariche di sensi di colpa e incertezze. I bambini, infatti, devono sapere cosa sta succedendo e i genitori devono loro delle risposte semplici e chiare. Per aiutare mamma e papà in questo percorso può essere molto utile, soprattutto quando i bimbi sono piccoli, ricorrere all’uso di cantilene e filastrocche che parlano di separazione.

Non vi sono, nella nostra tradizione, nenie che parlano di questo argomento, ma ultimamente è possibile trovare molti libri in commercio che trattano il tema della separazione di mamma e papà.

Come sceglierle

È molto utile scegliere testi decorati con disegni per bambini, grandi e colorati, in modo da stimolare la fantasia dei più piccoli. Nel caso la filastrocca sia stata inventata da noi, una buona idea potrebbe essere quella di riscriverla, a mano o al computer, per ricordarsi bene tutti i passaggi e assicurare al bambino di potervi accedere anche quando sarà più grande. Inoltre, potrebbe essere utile, anche in questo caso, affiancare questo scritto da alcuni disegni o raffigurazioni. Spesso ai bambini, anche se ancora incapaci di leggere, piace molto sfogliare questi libricini da soli e guardare le immagini, provando a ripetere la storia, o inventandosene una propria. È molto importante trovare dei momenti per cantare insieme queste nenie, magari in momenti particolarmente delicati come quello prima di andare a dormire, dove, a volte, la malinconia e la nostalgia possono fare da padroni: accompagnare queste filastrocche da coccole e abbracci può essere molto utile per ricordare ai bambini che, nonostante non si sia più marito e moglie, si continuerà per sempre ad essere e a fare i genitori. Mamma e papà, infatti, ci saranno sempre.

A volte, recitare filastrocche può essere un buon modo per creare uno spazio intimo e sereno dove i bimbi si sentono sicuri per fare domande o porre interrogativi anche molto forti. Può essere una bella idea, inoltre, quella di utilizzare la nenia come stimolo per far fare disegni ai bambini o altre rappresentazioni. Il testo, infine, può essere facilmente trasportato da una casa all’altra e fungere come una sorta di “coperta di Linus” per quando il bimbo deve dormire a casa di mamma o a casa di papà.

Il ruolo delle filastrocche nei figli di genitori separati
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Dr.ssa Annabell Sarpato

Dr.ssa Annabell Sarpato

Psicologa e conduttrice di gruppi
Esperta in Processi di Apprendimento
Svolge la libera professione privatamente presso il Centro di Psicoterapia Psicodinamica Eric Berne, lavorando con i bambini e le loro famiglie, attraverso interventi individuali e di gruppo.
Dr.ssa Annabell Sarpato

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