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Disturbo oppositivo provocatorio: suggerimenti per gli insegnanti

oppositivo provocatorio
Tempo di lettura: 2 minuti

oppositivo provocatorioParliamo del disturbo oppositivo provocatorio

Il Disturbo Oppositivo Provocatorio (DOP) è presente in quei bambini con livelli di rabbia persistente (almeno 6 mesi) ed inappropriata, irritabilità, comportamenti provocatori e oppositività, che generano problemi nell’adattamento e nel funzionamento personale e sociale.

I comportamenti negativistici ed oppositivi vengono espressi con resistenza alle direttive, vi è una scarsa disponibilità al compromesso, ad arrendersi o a negoziare con gli adulti e/o coi coetanei. Spesso i bambini oppositivi mettono alla prova dei limiti, ignorano gli ordini e non accettano i rimproveri, mostrando anche disturbi della condotta (disturbano deliberatamente gli altri o li aggrediscono verbalmente).

Lo psicologo scolastico può intervenire per meglio indirizzare gli insegnanti con alunni che hanno caratteristiche del disturbo oppositivo provocatorio.

Disturbo oppositivo provocatorio: cosa può fare l’insegnante

  1. incoraggiare spesso il bambino quando manifesta comportamenti socialmente accettabili;
  2. mantenere la massima coerenza nel modo di reagire ai comportamenti dell’alunno;
  3. date agli alunni l’opportunità di guadagnarsi meriti e riconoscimenti;
  4. mantenere il più possibile una certa calma e pazienza;
  5. assicurarsi che l’alunno comprenda ciò che ci si aspetta da lui;
  6. porre i limiti in modo fermo;
  7. in caso di inaccettabili eccessi verbali da parte degli alunni, è bene cercare di reagire alle loro emozioni, non alle parole pronunciate;
  8. favorire negli alunni l’interesse per il ragionamento e il problem-solving;
  9. stimolare l’apprendimento cooperativo;
  10. sviluppare accorgimenti per ridurre la tensione che può crearsi in certe situazioni;
  11. favorire relazioni strette e di collaborazione tra genitori ed insegnanti;
  12. coinvolgere gli alunni nella determinazione delle norme di comportamento da osservare;
  13. aiutare gli alunni a scegliere meglio il comportamento che soddisfa le loro esigenze;
  14. organizzare gruppi di discussione su come risolvere i problemi di rapporto tra compagni;
  15. usare in modo strategico tutto ciò che può funzionare come rinforzo;
  16. evitare di lasciarsi manipolare attraverso adulazioni e lacrime;
  17. evitare rimproveri prolungati e “prediche”;
  18. rendere gli alunni consapevoli di quali azioni possono causare loro la perdita di amici;
  19. procedere con gradualità per perseguire cambiamenti comportamentali;
  20. concedere agli alunni più turbolenti la possibilità di dare qualche contributo utilizzando
  21. le proprie doti personali e i propri talenti (tutti ne hanno);
  22. quando i genitori sono abbastanza collaborativi è utile comunicare giornalmente l’andamento del comportamento dell’alunno, in modo che questi riceva un feedback in famiglia.
Lettura di approfondimento:  5 falsi miti sul disturbo oppositivo provocatorio

 Come l’insegnante può andare incontro ai bisogni emotivi dell’alunno:

  1. essere abbastanza controllati da assorbire un po’ dell’ostilità di questi alunni;
  2. stabilire e mantenete dei limiti;
  3. evitare le moralizzazioni;
  4. mostrare calore umano e pazienza;
  5. offrire opportunità di riconoscimento;
  6. alcuni ragazzi potrebbero aver bisogno di stabilire un rapporto con una figura maschile di riferimento;
  7. aiutare l’alunno a sentirsi accettato e rispettato come persona;
  8. evitare di svalutare l’alunno, ma limitarsi a evidenziare i suoi comportamenti indesiderabili;
  9. adottare un approccio positivo per modificare il comportamento attraverso la lode, dimostrando fiducia nelle capacità dell’alunno.

Come l’insegnante può venire incontro ai bisogni scolastici dell’alunno:

  1. modificare il curriculum e abbassare gli obiettivi didattici, se necessario. Portare avanti
  2. il lavoro in altre aree, se possibile;
  3. ripetere spesso le istruzioni;
  4. dare più tempo per eseguire le istruzioni
  5. dare la possibilità di fare pratica ripetutamente;
  6. fare in modo di controllare il lavoro;
  7. dare più aiuto individuale possibile;
  8. permettere agli alunni di dare e ricevere aiuto reciproco.
Disturbo oppositivo provocatorio: suggerimenti per gli insegnanti
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Dr.ssa Mara Giani

Dr.ssa Mara Giani

Psicologa, Psicoterapeuta, Mediatrice Familiare
Esperta in EMDR
Offre interventi di psicoterapia ad individui, coppie e famiglie. E' consulente tecnico d’ufficio e consulente tecnico di parte per il Tribunale di Milano.
Dr.ssa Mara Giani

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