Coppia narcisista/anti-narcisista: quale modalità relazionale?
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Coppia narcisista/anti-narcisista empatico: come sopravvivere alla relazione on/off

Coppia narcisista/anti-narcisista

La coppia narcisista/anti-narcisista

Coppia narcisista/anti-narcisista

La coppia narcisista/anti-narcisista

Ho identificato nell’anti-narcisista empatico il partner che spesso si relaziona e si contrappone al narcisista all’interno di una relazione che possiamo definire disfunzionale o di dipendenza affettiva.

Proviamo a spiegare la dinamica della coppia narcisista/anti-narcisista empatico.

L’amore nella coppia narcisista/anti-narcisista empatico

Capita sovente che il narcisista individua nell’anti-narcisista empatico una possibile “preda” per la sua sensibilità e pensa di doverla assolutamente conquistare. Inizia così a corteggiarla in modo ripetitivo, ossessivo, determinato e convinto. Il narcisista in questa fase è pienamente convinto di quello che sta facendo, si sente fortissimamente e rigidamente “attratto” dall’altra persona, di cui si convince che potrà darle la felicità che cercava.

Il profilo del narcisista

Bisogna premettere che il narcisista, tendenzialmente fatica a provare emozioni. Questo perché è una persona fredda, ossessiva e apparentemente anaffettiva. Spesso, per il passato che ha sperimentato, è portato a controllare rigidamente le emozioni, fino al punto di assopirle. Possiamo dire che soffre di “anestesia emozionale” e di conseguenza, una fase come quella dell’innamoramento, gli permette di sperimentare un’attivazione emotiva molto forte, che lo fa sentire vivo. Proprio per questo sentire, è spinto a continuare, sperando che questo stato di attivazione permanga in eterno. Spesso queste persone rientrano nella categoria dei sensation seeker, ovvero ricercano esperienze emotivamente molto forti (sport estremi, guida veloce, uso di droghe, sesso promiscuo, etc.) proprio per sentirsi vive (approfondisci il profilo del narcisistista perverso).

L’anti-narcisista empatico, spesso si lega profondamente nella relazione, rimanendone ingabbiato (Leggi come uscire da una relazione con un narcisista).

Il profilo dell’anti-narcisista empatico

L’anti-narcisista empatico, di contro, è una persona che sperimenta molto le emozioni. E’ particolarmente sensibile e attento allo stato emotivo di chi sta intorno. Inizialmente vive con ambivalenza il primo approccio con il narcisista. Vorrebbe non fidarsi, ma al tempo stesso ne risulta attratto. All’inizio l’anti-narcisista empatico si mostra quindi diffidente, anche se accoglie le lusinghe, senza dare troppo a vedere, perché di base, sente delle sensazioni che non riesce bene a decifrare. A lungo andare spesso accade che di fronte alle continue lusinghe e attenzioni finisce per scambiare le “strane sensazioni” per innamoramento e cade nella trappola.

Il rapporto ON/OFF

E’ a quel punto, quando la preda cade in trappola, che il narcisista comincia a togliere le attenzioni date precedentemente in modo insistente. In questo modo, l’anti-narcisista empatico, inizia a percepire l’assenza e quindi l’astinenza, ricercandole e richiedendole in modo ossessivo. Inizia così un rapporto di tira e molla e una volta creato e stabilizzatosi il rapporto tra i due, piano piano iniziano a crearsi delle crepe. Spesso il narcisista vuole tutto il tempo dell’anti-narcisista empatico orientato su di sé e non tollera gli spazi di autonomia dell’anti-narcisista empatico, attaccandoli per distruggerli. Può richiedere continue prove d’amore, quali, chiudere i rapporti con ex, con amici, con il lavoro, con parenti, con i propri interessi e spazi personali. Tutto questo in cambio di un amore promesso che sembra non arrivare mai. Ogni relazione viene minata, perché vista come minaccia alle attenzioni che il narcisista vorrebbe tutte per sé. L’anti-narcisista viene criticato di dare poco affetto e amore, di non fare rinunce e in molti casi emergono forti scenate di gelosia.

Spesso quando l’anti-narcisista empatico rinuncia ai propri spazi, avvicinandosi al partner, viene criticato di non fare abbastanza. A quel punto l’anti-narcisista empatico, potrebbe fare di più, escludendo ulteriormente i propri spazi personali, ma questo ancora non sarebbe abbastanza. Quindi potrebbe accadere che indispettivo l’anti-narcisista si chiuda in sé e si distacchi emotivamente. E’ in quel caso, quando si allontana, che il narcisista inizia ad avvicinarsi per paura (forte emozione) di perdere l’altro o meglio spinto dal pensiero che l’altro possa fare a meno di lui. Si genera così nel tempo un rapporto ON/OFF, dove quando uno va verso l’altro, questo sfugge e viceversa.

La relazione di coppia narcisista/anti-narcisista empatico nel quotidiano

Passata la fase di innamoramento iniziale, la coppia narcisista/anti-narcisista spesso si configura come molto conflittuale, oltre che di dipendenza affettiva. Entrambi, nella coppia narcisista/anti-narcisista, spesso presentano degli schemi mentali molto rigidi, anche se in genere l’anti-narcisista lo è un po’ meno e accade che entrambi entrino in competizione, partendo dalle piccole cose, fino ad arrivare a quelle più importanti. Il narcisista vuole a tutti i costi che l’altro segua per filo e per segno la realtà che lui ha in mente e spesso mette in atto delle strategie, come ad esempio il gaslighting per manipolare il partner. L’altro, per quanto innamorato, da un lato si adatta, ma dall’altro cerca di emanciparsi. Questo genera spesso una reazione di critica e svalutazione da parte del narcisista a cui l’anti-narcisista non si risparmia di rispondere. L’altro che non permette di “chiudere il cerchio”, viene vissuto come un ostacolo e su questo viene utilizzata una rabbia più o meno forte, per ripristinare lo schema iniziale. Si innesca quindi un ciclo di provocazioni, da una e dall’altra parte, che in molti casi termina in liti furibonde, arrivando pure alle mani.

Come iniziare ad intervenire

Alle coppie che seguo in terapia spesso consiglio di iniziare a veicolare rabbia, insulti, critiche e polemiche su un quaderno, piuttosto che “sputarsi addosso il veleno”. Questo, oltre ad interrompere lo sterile rapporto basato sull’averla vinta sull’altro, aiuta entrambi a prender consapevolezza di quello che spesso possono arrivare a pensare dell’altro.

Dall’altro lato, se si vuole provare a far funzionare la relazione, è importante da un lato, provare ad interrompere le provocazione e dall’altro, “lasciar cadere” le provocazioni, almeno sulle cose futili.

Diventa ancora importante fare un lavoro sui rigidi schemi per flessibilizzarli, sull’ascolto delle emozioni (spesso il narcisista, essendo emotivamente anestetizzato, non riesce ad empatizzare) e sul distacco relazionale.

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Dott. Davide Algeri

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Dott. Davide Algeri
Psicologo, Psicoterapeuta, Consulente sessuale e Coach Aiuto le persone a trovare semplici soluzioni pratiche a problemi complessi.