
Come far funzionare una relazione di coppia
12 Giugno 2026C’è una frase che sento spesso in studio, declinata in mille varianti: “Non è quello che pensavo.” A volte la dice lei, dopo anni di convivenza. A volte la dice lui, dopo il primo anno di matrimonio. La coppia davanti a me quasi sempre non è arrivata a uno scontro improvviso — è arrivata a uno scollamento lento, silenzioso, costruito mattone dopo mattone dalle aspettative non dette.
Le aspettative nella coppia sono, nella mia esperienza, la fonte di sofferenza relazionale più difficile da vedere. Non perché siano astruse. Perché sono invisibili finché non hanno già fatto danni.
Cosa sono le aspettative nella coppia
Le aspettative sono lo strumento con cui la mente costruisce il futuro in anticipo. Lo fa sempre, in automatico, a partire da tutto quello che abbiamo vissuto prima. Quando inizi una relazione, dentro di te esiste già un progetto — come sarà la vita insieme, come si comporterà l’altro nei momenti difficili, chi porterà il peso emotivo del rapporto, cosa significa “stare bene insieme.”
Il problema non è avere aspettative. Il problema è averle senza saperlo.
L’approccio Breve Strategico, sviluppato da Giorgio Nardone e dalla Scuola di Arezzo su cui mi sono formato, chiama questo meccanismo “tentata soluzione che diventa il problema“: la coppia cerca di mantenere l’armonia evitando il confronto, e proprio quell’evitamento trasforma ogni aspettativa delusa in un sedimento silenzioso che col tempo diventa muro.
Il meccanismo che si alimenta da solo
Marco si aspetta che Giulia capisca, senza che lui debba dirlo, quando ha bisogno di spazio. Giulia si aspetta che Marco le chieda come sta, specialmente nei momenti di stress. Nessuno dei due lo dice, perché entrambi credono che “se ci tieni davvero, dovresti già saperlo.”
Marco non chiede. Giulia non dice. Entrambi interpretano il silenzio dell’altro come conferma che qualcosa non va. Entrambi si ritirano un po’. Il ritiro dell’uno rafforza la convinzione dell’altro che le aspettative siano state deluse. E il circolo si chiude: più si evita il confronto per preservare la relazione, più la relazione si svuota.
Non è un difetto di carattere. È un meccanismo umano, uno degli automatismi più potenti in amore è aspettarsi che l’altro funzioni come noi funzioneremmo al suo posto. Cosa che, ovviamente, non succede quasi mai.
Aspettative irrealistiche: il partner che non può esistere
C’è una variante che in studio trovo particolarmente difficile: le aspettative costruite non sull’esperienza, ma sull’ideale. È la persona che cerca nel partner il completamento di qualcosa che non ha trovato in sé stessa, sicurezza, riconoscimento, la protezione emotiva che qualcuno avrebbe dovuto darle molto prima.
Una ricerca pubblicata sul Journal of Marriage and Family ha mostrato che le coppie con aspettative idealistiche e mai discusse riportano livelli di soddisfazione significativamente più bassi dopo i primi anni. Non perché la relazione peggiori, ma perché il confronto continuo tra il partner immaginato e il partner reale produce una delusione progressiva che non si sa da dove arriva.
Il partner reale non può essere il terapeuta, il genitore mancante e il migliore amico allo stesso tempo. Quando gli viene chiesto di esserlo — anche implicitamente, anche senza che nessuno lo dica — la relazione inizia a portare un peso che non è fatta per reggere.
Cosa puoi fare concretamente
Le aspettative non dette possono diventare aspettative negoziate. Non si tratta di abbassare gli standard. Si tratta di portare alla luce quello che già esiste, ma che rimane invisibile.
Nella pratica clinica con le coppie uso spesso un esercizio che chiamo “l’inventario delle aspettative tacite”: ognuno dei due, separatamente, scrive le tre cose che si aspetta dall’altro in tre aree — la vita quotidiana, i momenti di crisi, la sfera intima. Poi si confrontano i risultati.
La prima reazione è quasi sempre sorpresa. “Non sapevo che per te fosse così importante.” “Pensavo che tu capissi già che per me significava questo.” Quella sorpresa è il punto di partenza, perché rompe il presupposto che l’altro debba leggere nella mente.
Se vuoi iniziare da solo, puoi chiederti: “C’è qualcosa che mi aspetto dal mio partner e che non gli ho mai detto esplicitamente?” Se la risposta è sì — e scommetto che lo sarà — hai trovato il filo da tirare.
Quando le aspettative diventano un problema clinico
Non tutte le aspettative deluse si risolvono con una conversazione. Ci sono coppie in cui il meccanismo si è irrigidito negli anni, la comunicazione è diventata difensiva, e ogni tentativo di confronto finisce in uno scontro. In questi casi il lavoro da fare non è solo comunicativo.
Nella terapia di coppia con approccio Breve Strategico lavoriamo proprio su questo: non cerchiamo di spiegare alla coppia come funziona la dinamica, ma di modificare i pattern che la mantengono bloccata. In media, con le coppie che arrivano in studio a Milano o in sessione online, bastano poche sedute per rompere il circolo e ripristinare un dialogo autentico — a patto che entrambi i partner siano presenti, anche solo con una piccola disponibilità al cambiamento.
Domande frequenti
Le aspettative nella coppia sono sempre un problema?
No. Le aspettative sono normali e danno direzione alla relazione. Diventano un problema quando rimangono implicite, quando non vengono mai verificate con il partner, o quando sono costruite su un ideale irraggiungibile.
Come capisco se le mie aspettative sono irrealistiche?
Un segnale utile è la rigidità: se l’aspettativa tollera zero variazioni (“deve sempre…”, “non dovrebbe mai…”), è probabile che sia più legata a un bisogno personale profondo che alla relazione concreta. In questi casi vale la pena lavorarci in terapia individuale, anche parallelamente a quella di coppia.
È possibile cambiare aspettative consolidate da anni?
Sì. Le aspettative non sono tratti di personalità fissi — sono costruzioni cognitive che si possono rinegoziare. L’importante è che il lavoro avvenga su entrambi i fronti: non basta che uno dei due cambi prospettiva se l’altro mantiene i vecchi pattern.
Quando ha senso chiedere aiuto a un professionista?
Quando lo stesso conflitto si ripete in modo circolare senza che il confronto porti da nessuna parte. Quando uno dei due — o entrambi — ha smesso di credere che le cose possano migliorare. Quando l’evitamento è diventato la modalità comunicativa principale.
L’approccio Breve Strategico funziona per le crisi legate alle aspettative?
È uno degli ambiti in cui lavora meglio, proprio perché non si concentra sul perché le aspettative si sono formate, ma su come modificare i comportamenti che le mantengono bloccate. I risultati, nella mia esperienza clinica, sono visibili già nelle prime sessioni.
Se riconosci alcune di queste dinamiche nella tua relazione e vuoi capire come muoverti, puoi fissare una prima consulenza, in studio a Milano o online.
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