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Sport in adolescenza: come prevenire il drop-out

sport in adolescenzaL’importanza dello sport in adolescenza

Lo sport è fondamentale per lo sviluppo sano e armonioso dei minori. In particolare, per gli adolescenti, esso ricopre un ruolo fondamentale, favorendo la crescita cognitiva, emotiva e sociale.

In una fase della vita così ricca di cambiamenti fisici, ad esempio, praticare attività sportiva sembra aumentare la consapevolezza della nuova identità corporea che si sta costruendo. Con l’attività sportiva, inoltre, i ragazzi imparano l’importanza dell’impegno e della fatica, del sacrificio, del rispetto delle regole e della tolleranza alla frustrazione. Si impara a misurarsi con sé stessi e con le proprie capacità, ma, soprattutto nei giochi di squadra, anche con gli altri.

Il gioco acquisisce un importante ruolo educativo, aiutando ad incanalare le pulsioni aggressive in maniera socialmente accettata, nel rispetto di norme di comportamento definite. In particolar modo, i giochi di squadra acquisiscono un ruolo importante nello sviluppo degli adolescenti, attraverso la presenza del gruppo, luogo di confronto, condivisione e appartenenza. A livello sociale, dunque, lo sport sembra soddisfare il desiderio di autonomia tipico del periodo adolescenziale, permettendo l’allontanamento simbolico dalla famiglia, ma mantenendo comunque una posizione di dipendenza grazie alla presenza dell’allenatore.

Le difficoltà nello sport in adolescenza: quando cambia la motivazione

L’attività sportiva, quindi, si rivela molto importante per la crescita adolescenziale, ma è proprio in questa fase che possono sorgere le maggiori difficoltà. Soprattutto a livello agonistico, a questa età si può assistere ad una riduzione dell’interesse verso lo sport fino ad allora praticato, a volte accompagnato anche dalla decisione di abbandonarlo. Alcuni studi evidenziano che già a partire dagli 8-9 anni i bambini sembrano perdere interesse, ma è solo nel periodo adolescenziale che la decisione di concretizza.

Le motivazioni che possono portare al drop-out, infatti, sono molteplici e possono essere ricondotte alla difficoltà di conciliare le esigenze sportive con lo studio o alle criticità nei rapporti con la squadra o con gli allenatori. La motivazione alla pratica sportiva, dunque, sembra ridursi notevolmente in adolescenza, spesso accompagnata anche da una diminuzione di fiducia nelle proprie capacità e da un senso di fallimento personale.

In generale, si può dire che i ragazzi decidono di abbandonare lo sport fino ad allora praticato quando esso non soddisfa più i propri bisogni (fisici, psicologici o sociali), ma diventa solo portatore di stress, ansia e frustrazione.

A livello motivazionale, è molto importante il ruolo che acquisiscono le varie figure che ruotano intorno al giovane: dalla squadra stessa, all’allenatore fino ai genitori, il loro approccio allo sport e al suo valore avrà un’influenza molto importante sulla scelta del minore.

Cosa si può fare, dunque, per prevenire il drop-out nello sport in adolescenza?

  1. La prima regola fondamentale per prevenire l’abbandono dell’attività sportiva è la capacità dei genitori di saper distinguere tra le proprie motivazioni e quelle dei propri figli; lo sport deve essere scelto dai ragazzi, secondo i loro gusti e le loro inclinazioni.
  2. La cultura con cui si affronta l’attività sportiva dovrebbe essere condivisa sia dai genitori che dagli allenatori: il focus non è il risultato, ma l’importanza dello sport come strumento di sviluppo e crescita, oltre che come fonte di divertimento e gratificazione. È solo adottando un comportamento coerente tra questo pensiero e il proprio comportamento che le figure adulte che ruotano intorno allo sport possono trasmettere l’importanza di un certo tipo di cultura sportiva ai ragazzi.
  3. L’importanza di sostenere e incoraggiare i ragazzi, evitando aspettative troppo elevate e pressioni esagerate; utilizzare critiche costruttive ed edificanti, cercando sempre di gratificare i ragazzi per i piccoli successi.
  4. Il ruolo dell’allenatore è molto importante: esso non può limitarsi a insegnare tecniche, in quanto il ruolo educativo è intrinseco al suo lavoro.
  5. Facilitare la creazione di un clima positivo all’interno della squadra, favorendo una gestione costruttiva dei conflitti nel gruppo. E’ importante sviluppare condivisione e la definizione di obiettivi comuni tra i giocatori.
Sport in adolescenza: come prevenire il drop-out
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Dr.ssa Annabell Sarpato

Dr.ssa Annabell Sarpato

Psicologa e conduttrice di gruppi
Esperta in Processi di Apprendimento
Svolge la libera professione privatamente presso il Centro di Psicoterapia Psicodinamica Eric Berne, lavorando con i bambini e le loro famiglie, attraverso interventi individuali e di gruppo.
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Psicologa e conduttrice di gruppi Esperta in Processi di Apprendimento Svolge la libera professione privatamente presso il Centro di Psicoterapia Psicodinamica Eric Berne, lavorando con i bambini e le loro famiglie, attraverso interventi individuali e di gruppo.