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Disturbo Specifico dell’Apprendimento o difficoltà di apprendimento?

disturbi apprendimento specifico
Tempo di lettura: 3 minuti

disturbi apprendimento specificoDisturbo Specifico dell’Apprendimento e i disturbi di apprendimento

La recente divulgazione di indicazioni per promuovere l’inclusione scolastica (DM 27/12/12 e CM n.8 06/03/13) ha evidenziato la necessità di chiare indicazioni rispetto ad un tema dibattuto da anni nella comunità scientifica e che ha importanti ripercussioni sui percorsi scolastici dei nostri bambini e ragazzi: la differenza fra Disturbi Specifici di Apprendimento e difficoltà di apprendimento.

Cosa si intende per Disturbo Specifico dell’Apprendimento (DSA)?

Le definizioni di Disturbo Specifico dell’Apprendimento fornite dalla letteratura scientifica sono varie, ma tutte hanno in comune alcuni punti fondamentali:

  • la specificità: ovvero la presenza di prestazioni significativamente al di sotto della media in una specifica area (lettura, scrittura o calcolo) rispetto ai coetanei o a persone con lo stesso grado di scolarizzazione
  • la discrepanza: fra la prestazione carente e il livello di funzionamento generale dell’individuo
  • un’origineorganica o neuropsicologica: dunque non legata a disabilità, insufficiente scolarizzazione o disturbo psicologico
  • la resistenza: a trattamenti di potenziamento, che possono migliorare le prestazioni ma non tanto da raggiungere la media prestazionale dei coetanei o degli individui con uno stesso livello di scolarizzazione
  • l’ostacolo: che queste prestazioni carenti provocano rispetto ad un equilibrato sviluppo evolutivo in senso didattico, psicologico e sociale

La verifica di questi criteri di inclusione permette, a partire dalla fine della seconda o terza elementare, di effettuare una diagnosi di Disturbo Specifico dell’Apprendimento che accompagnerà l’individuo per tutto il suo percorso di vita, pur modificandosi nelle manifestazioni in base alle esperienze di vita.

Cosa si intende per difficoltà di apprendimento?

Questo termine ombrello comprende tutte quelle situazioni, transitorie o durature, che provocano nell’individuo difficoltà nel percorso formativo, ma di carattere più lieve rispetto ad un Disturbo Specifico dell’Apprendimento.

E’ fondamentale comprendere però che, se non considerate adeguatamente e fronteggiate con una didattica e un’attenzione opportune, tali difficoltà, seppur lievi, possono col tempo rappresentare un serio ostacolo al successo formativo, al pari, se non in modo ancora più incisivo, dei DSA.

I motivi alla base di una difficoltà di apprendimento possono essere diversi: la presenza di una disabilità, un percorso formativo non continuativo o insufficiente, problemi psicologici (ansia, depressione, demotivazione, impotenza appresa, ecc), fattori contestuali (svantaggio socio-culturale, fattori traumatici quali lutti, separazioni o trasferimenti).

Come capire se si tratta di un Disturbo Specifico dell’Apprendimento o di una difficoltà di apprendimento?

La comunità scientifica concorda nel riconoscere una sostanziale continuità fra le situazioni di problematicità e quelle di “normalità”, per cui il punteggio col quale si distingue il Disturbo Specifico di Apprendimento dalla difficoltà di apprendimento è arbitrario e frutto di principi condivisi.

Ne consegue che esistono molte situazioni in cui nonostante le manifeste difficoltà, non è possibile proporre una diagnosi di DSA, in quanto le prestazioni della persona nella lettura, scrittura o calcolo non sono gravemente al di sotto della media, ma si caratterizzano per essere al limite della sufficienza.

Il riconoscimento di queste situazioni, così delicate, passa per alcuni elementi fondamentali:

  • la valutazione deve essere fatta da uno specialista adeguatamente formato nell’ambito dei DSA
  • la valutazione deve essere fatta attraverso strumenti diagnostici di riconosciuta validità e attendibilità
  • la diagnosi può essere fatta solo dopo un percorso di potenziamento che dimostri un’effettiva resistenza al trattamento, e dunque il permanere di un importante livello di difficoltà

Cosa si può fare a scuola se ci sono difficoltà di apprendimento, ma non un Disturbo Specifico dell’Apprendimento?

Le recenti DM 27/12/12 e CM n.8 06/03/13 fanno rientrare i DSA e le difficoltà di apprendimento, così come la disabilità e lo svantaggio socio-culturale e linguistico, all’interno della macrocategoria dei Bisogni Educativi Speciali (BES), ovvero delle situazioni per le quali tutto il sistema formativo è tenuto ad attivarsi per ridurre gli ostacoli e promuovere la massima inclusione.

Così come già succede per i DSA, anche per le difficoltà di apprendimento sarà infatti possibile usufruire di misure compensative e dispensative, didattica personalizzata e specifiche attenzioni, ma in questo caso in assenza di una certificazione. Questi provvedimenti forniscono infatti al Consiglio di Classe o al team docenti la possibilità di individuare quei casi per i quali è necessaria qualche attenzione in più, senza dover necessariamente attendere un documento che attesti tale necessità.

Questa piccola grande rivoluzione nella legislazione italiana rappresenta uno dei più importanti passi verso l’abbattimento di tutti quegli ostacoli che impediscono l’inclusione e compromettono il successo formativo dei nostri bambini e ragazzi in difficoltà.

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Dr.ssa Sara Ruggeri

Dr.ssa Sara Ruggeri

Psicologa
Specialista in Disturbi Specifici di Apprendimento
Si occupa di bambini e ragazzi con DSA, difficoltà scolastiche, Disturbi dello Spettro Autistico, Disturbo da deficit di Attenzione e Iperattività e difficoltà emotive e relazionali.
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Dr.ssa Sara Ruggeri
Psicologa Specialista in Disturbi Specifici di Apprendimento Si occupa di bambini e ragazzi con DSA, difficoltà scolastiche, Disturbi dello Spettro Autistico, Disturbo da deficit di Attenzione e Iperattività e difficoltà emotive e relazionali.