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Didattica inclusiva: l’Apprendimento Cooperativo per gli studenti in difficoltà

Tempo di lettura: 2 minuti

didattica inclusivaLa didattica inclusiva

La recente normativa in ambito scolastico (Direttiva Ministeriale 27/12/12 e le Note 06/03/13, 27/06/13 e 22/11/13) ha esplicitato con maggiore forza la necessità di una didattica strutturalmente inclusiva, piuttosto che una didattica “normale” dedicata per la maggior parte degli studenti, affiancata ad una didattica “speciale” pensata per gli studenti con difficoltà o disturbi.

Il concetto di inclusività sottende la presenza di un sistema che organizza anticipatamente il contesto per accogliere le più varie diversità al suo interno, piuttosto che un contesto che chieda all’individuo di adeguarsi a parametri normativi.

Per questo motivo è indispensabile affidarsi a pratiche didattiche efficienti ed efficaci che attivino gli studenti nel loro percorso di apprendimento.

Cosa è l’Apprendimento Cooperativo?

L’Apprendimento Cooperativo (AC) è una tecnica di insegnamento/apprendimento che ha origine negli USA intorno agli anni Settanta e che si basa su 2 concetti principali:

  1. il gruppo è una risorsa per l’insegnamento/apprendimento
  2. gli allievi rappresentano risorse da attivare e non contenitori da riempire

Rispetto alla didattica classica, rappresentata da un insegnante/educatore unico che trasmette informazioni ad un gruppo di discenti in ascolto passivo, l’AC propone profonde differenze concettuali e strutturali:

  • non è più l’insegnante ad essere l’unico mediatore, ma lo è il gruppo classe
  • il gruppo rappresenta un’ulteriore fonte di conoscenza oltre a quella dell’insegnante
  • l’apprendimento è co-costruito in gruppo e risente dell’apporto di ogni menbro del gruppo
  • il ritmo di lavoro è dettato dal gruppo, e non dal membro più veloce
  • la motivazione è alimentata dal gruppo
  • è promossa una costante autovalutazione

Differenza fra Apprendimento Cooperativo e lavoro di gruppo

L’AC si caratterizza per 5 principi fondamentali che è necessario seguire e che la differenziano profondamente da altri metodi di lavoro in gruppo:

  1. interdipendenza positiva: i membri del gruppo devono infatti percepire che la riuscita del compito e il successo dipendono necessariamente dalla collaborazione con gli altri
  2. responsabilità individuale e di gruppo: ogni compito risente dell’azione dei singoli, duqnue il risultato è frutto del proprio lavoro così come da quello degli altri
  3. interazione promozionale faccia a faccia: la numerosità del gruppo deve essere tale da permettere una vicinanza fra i membri e dunque uno scambio aperto
  4. abilità sociali: una cooperazione efficace è funzione del livello di socialità che ogni ebro del gruppo mostra rispetto agli altri
  5. revisione e monitoraggio individuale e di gruppo: al fine di raggiungere l’obiettivo comune, è indispensabile che il gruppo si automonitori costantemente

Altri due consigli utili

Oltre ai 5 principi fondamentali è utile ricordare che la massima efficacia nell’applicazione di questo metodo può essere ottenuta assicurandosi che ci sia:

  • contemporaneità delle azioni: è opportuno infatti che i mebri del gruppo siano attivi per più tempo possibile , è il più possibile in modo contemporaneo, così da limitare al massimo la noia dell’attesa
  • leadership distribuita: perché è giusto che tutti abbiano il loro spazio, anche coloro che solitamente hanno difficoltà a crearselo autonomamente

Approfondimenti

  • La Prova, A. (2008). Apprendimento cooperativo e differenze individuali. Trento: Erickson.
Didattica inclusiva: l’Apprendimento Cooperativo per gli studenti in difficoltà
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Dr.ssa Sara Ruggeri

Dr.ssa Sara Ruggeri

Psicologa
Specialista in Disturbi Specifici di Apprendimento
Si occupa di bambini e ragazzi con DSA, difficoltà scolastiche, Disturbi dello Spettro Autistico, Disturbo da deficit di Attenzione e Iperattività e difficoltà emotive e relazionali.
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