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cyberbashing e bullismoUna forma evoluta di bullismo è il Cyberbashing o Happy Slapping, letteralmente “maltrattamento informatico” o “schiaffeggiamento divertente”, che prevede una violenza in rete esercitata su un individuo, di fronte ad un gruppo di persone il cui compito risulta essere quello di filmare un’aggressione fisica nella vita reale, con il proprio telefono e divulgarlo successivamente in rete.

Questo tipo di violenza sembra coinvolgere una fascia d’età che va dai 12 ai 16 anni. Sembra essere inoltre una violenza esercitata verso i pari o verso coloro che sono ritenuti più deboli.

Di contro i cyberbulli sembrano mancare del tutto di empatia nei confronti dei coetanei, poiché hanno la tendenza di prevaricare, incuranti della debolezza altrui. Possono anche esseri ragazzi annoiati che, essendo alla ricerca di trasgressione, tendono a sfidare le regole, i luoghi comuni, le convenzioni e anche le persone (Approfondisci il tema del cyberbullismo).

Alla base di questo fenomeno sembra esserci la voglia di umiliare, attaccare e denigrare l’altro, per soddisfare il proprio bisogno di sentirsi più forti, sicuri e di valere qualcosa.

Diversi sono i canali social, contenenti questi video, che sono stati aperti e poi chiusi dalla polizia postale, più e più volte, a causa del grande impatto che hanno sulla vita delle vittime.

Un fenomeno violento grande portata, quindi, frequente in Italia, ma anche nel mondo, che preoccupa i ragazzi stessi. Perché di questo si sta parlando: di violenza tra persone. Una violenza verbale che ha la stessa portata di quella fisica.

Secondo i dati della ricerca di Ipsos per Save the Children, il 72% degli adolescenti vede infatti il Cyberbullismo come uno dei fenomeni più pericolosi del proprio tempo.

Invisibilità, intollerabilità, condivisione ed effetto contagio: le caratteristiche del Cyberbashing

A differenza del bullo “classico” che cerca la prevaricazione fisica, il bullo da internet si sente forte perché ha, dalla sua, una certa invisibilità, ma allo stesso tempo ha anche la possibilità di “spargere la voce”, la sua, in un modo molto più veloce e ampio.

Per questo motivo questo tipo di violenza risulta essere “intollerabile”, perché agisce di nascosto con una potenza triplicata rispetto a quello che accadrebbe nella vita reale.

Il web, dunque, per gli aggressori diventa proprio questo: uno strumento di autoaffermazione, che amplifica la portata distruttiva degli atti violenti e cancella i principi base della convivenza, tra cui il rispetto per l’altro.

L’atto di violenza del Cyberbashing, prende forma nella sua intollerabilità, solo se esiste un gruppo di persone che sta lì a guardare, a filmare, ad incoraggiare l’aggressore, dinanzi al silenzio o all’indifferenza degli altri, rendendo in questo modo l’atto come “lecito”.

Lettura di approfondimento:  Rapporto di coppia: la comunicazione efficace per una sana relazione (Parte I)

Secondo i Dati dell’Osservatorio Nazionale Adolescenza, si parla infatti, di 4 adolescenti su 100 che filmano e riprendono i loro coetanei, mentre subiscono violenze fisiche, senza intervenire, divertiti da ciò che filmano.

Ma non è solo questo il punto, ma anche la velocità con cui tutto questo naviga su internet. Tutto ciò che viene pubblicato, infatti, diventa istantaneamente materiale del Web, immediatamente commentabile e a prova di “like”.

cyberbullyingQuesto è il Cyberbashing.

Internet, tra le tante opportunità, dà quindi anche la possibilità all’odio e all’istigazione alla violenza, di proliferare. Poiché le persone si sentono più libere di tirar fuori tutta la loro aggressività e in questo incitano gli altri a fare altrettanto.

Come anticipato le pagine che raccolgono questi filmati sono state chiuse più e più volte, ma purtroppo sono state anche riaperte con altri nomi.

Di fatto però questi video rimangono sul web per sempre e tutto ciò non fa altro che dare il via ad un “effetto contagio” vertiginoso.

Nonostante la polizia postale faccia il possibile per cercare di arginare il fenomeno, cercando di chiudere siti illeciti e di tutelare soprattutto i minori, vittime di un sistema complesso e feroce.

Carnefice, vittima e spettatori

Ma quali sono gli attori del Cyberbashing? Come nel Cyberbullismo, ad agire la violenza sono dei ragazzi, giovani e senza punti di riferimento forti che, per un ruolo e sentirsi accettati, sentono il bisogno di prevaricare sull’altro, tramite una divulgazione in rete e la successiva “approvazione del web” tramite like e commenti. Tutto questo solo per sentirsi popolari, famosi, almeno nel loro gruppo di appartenenza.

Rispetto alle vittime, anche in questo caso, possiamo trovarci in presenza di individui privi di punti di riferimento forti e abbastanza introversi.

Ma ora poggiamo il nostro sguardo su chi “guarda”, su tutti quelli che guardano e non fanno nulla e sui quali si può dunque riconoscere una forma di deresponsabilizzazione.

Questi “guardoni”, infatti, non si sentono coinvolti personalmente, sanno di non essere loro i veri carnefici e quindi credono di potersi mettere al sicuro dietro a queste false credenze.

Eppure lo schermo facilita una sorta di deumanizzazione dove, anche se si è lontani dall’evento fisico, si può poter guardare ed esprimere pareri senza “metterci la faccia” in prima persona.

Proprio come se si guardasse un film, si diventa spettatori.

Diverse forme di spettatori

Nella vastità che caratterizza la rete online, secondo Sabatello (2010), sembrano esistere diverse forme di spettatori.

Lettura di approfondimento:  Bullismo psicologico...al femminile

Quelli passivi che si limitano ad osservare i video, senza “mettersi in mezzo”, poiché pensano che ci sarà qualcuno pronto ad intervenire.

Poi ci sono gli spettatori che invece scelgono di prendere le difese della vittima e infine sembra esistere una nuova forma di spettatore che osserva, ma non pensa che qualcuno farà qualcosa né tanto meno crede che sia sbagliato abusare di qualcuno. Questo nuovo tipo di spettatore sembra osservare dunque per il semplice gusto di osservare, senza emozioni, senza empatia.

Consigli utili per affrontare il Cyberbashing

Lingbo (2017) sostiene che la rete è il luogo dell’autoaffermazione di sé, che passa attraverso l’identificazione con il più forte.

Gli adolescenti oggi vivono infatti a stretto contatto con una realtà online, sempre più ricca di esempi coi quali “distorcere la realtà”.

Internet, sembra non esaurirsi mai, poiché come già affermato, nonostante la chiusura dei vari siti illeciti, tutto ciò che è in rete resterà in rete.

Nonostante questo, però, rimangono alcune strategie utili da adottare per arginare il problema.

Suggerimenti per la vittima:

  • Reagisci
  • Non isolarti
Suggerimenti per il cyberbullo

  • Non sottovalutare il problema
Suggerimenti per i genitori

  • Favorisci una buona comunicazione.
Suggerimenti per gli spettatori

  • Siate consapevoli

Il genere di persona che ha bisogno di aggredire l’altro è sempre alla ricerca di qualcuno “meno forte” di lui. A volte si scherza, ma altre volte si fa sul serio e basta poco per far sfuggire la situazione di mano.

E’ molto importante inoltre evitare di isolarsi, ma al contrario parlare con chi sta attorno e chiedere aiuto se necessario.

Ci sono volte in cui crediamo di sapercela e potercela cavare da soli.

Il telefono Azzurro a tal proposito ha delle linee guida che possono essere molto utili, come consigli pratici, per difendersi.

Tali linee guida, infatti, suggeriscono di:

  • non rispondere a chi offende online;
  • di bloccare le e-mail, la messaggistica istantanea, gli sms, il numero del bullo che perseguita;
  • di cambiare account o numero di cellulare se necessario e darlo solo a pochi
  • di evitare i siti dove è capitato di imbattersi in persone che sono facili ad insultare
  • di tenere sempre traccia delle conversazioni o degli sms che hanno infastidito, in quanto potrebbero tornare utili.

La buona comunicazione come strumento utile

Chiaramente, le responsabilità di quanto detto, non cadono solamente sui ragazzi, ma anche sui loro genitori che non possono più comportarsi come se questo non fosse un problema.

Lettura di approfondimento:  Peer education: in cosa consiste e in che modo utilizzarla

Molti genitori, con estrema ingenuità, un po’ come tutti, danno troppa fiducia ai propri figli, non considerando quelli che possono essere i possibili rischi della rete.

no cyberbullismoE’ importante allora instaurare una buona comunicazione con i propri figli, anche se, specialmente in adolescenza, spesso questo risulta complicato. E’ importante, infatti, che i figli sentano di potersi confidare con i propri genitori, senza essere giudicati.

Soprattutto è molto importante, sin da subito, cercare di monitorare, per quanto possibile, l’utilizzo di cellulari, iPad e computer, aiutandoli a farne un uso corretto.

E se siamo spettatori?

Cosa possiamo fare per evitare una situazione che ormai sembra esserci sfuggita di mano?

Una soluzione la si può trovare nella nostra coscienza personale. Possiamo scegliere di guardare il video, di commentare, eventualmente di farci una risata o esserne indifferenti, pensando che sia una cosa lontana dalla nostra realtà. Oppure possiamo fermarci a riflettere e domandarci: “E se accadesse a me?”. Provare a pensare a come possa sentirsi la vittima e piuttosto che condividere, scegliere di segnalare ogni volta che ci troviamo davanti ad un abuso in rete.

Ricordate che tutti potrebbero ritrovarsi dall’altra parte dello schermo.

Bibliografia

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Dott. Davide Algeri

Psicologo, Psicoterapeuta, Consulente sessuale e Coach at Psicologia Pratica: La psicologia del cambiamento concreto
Psicologo, Psicoterapeuta, Consulente sessuale e Coach
Aiuto le persone a trovare semplici soluzioni pratiche a problemi complessi.

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