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Crisi di mezza età: quando si lascia tutto senza un apparente motivo

Crisi di mezza età

Uomo depresso a causa di una crisi di mezza età

Tempo di lettura: 7 minuti
crisi di mezza età femminile e maschile

Uomo depresso a causa di una crisi di mezza età

Quant’è bella giovinezza che si fugge tuttavia…

In questo articolo parleremo della crisi di mezza età femminile e maschile. Nello specifico approfondiremo quando si sviluppa, quali sono i fattori che la influenzano e le differenze della crisi nell’uomo e nella donna. Per concludere forniremo alcuni consigli pratici per affrontarla.

Crisi esistenziale sintomi, fattori esterni e sentimenti negativi

Tipico di ogni fase di transizione è un sentimento di squilibrio che può in qualche modo portare ad una condizione di malessere che può generare nel tempo un disagio emotivo importante. L’adolescenza ne è l’esempio calzante, ma essendo una fase iniziale di vita ricca di scoperte e sperimentazioni, quando un ragazzo o una ragazza prova uno scombussolamento a tutto tondo viene percepito come assolutamente pertinente nel ciclo di vita.

La cosiddetta “crisi di mezza età”, che spesso colpisce gli uomini sposati e uomini single a 40 anni donne di 40 anni e di 50crisi di mezza età uomo nell’età della menopausa, viene definita una seconda adolescenza in quanto gli stati d’animo provati posso essere congruenti, anche se provocati da pensieri e riflessioni diverse. Quando nel linguaggio comune si parla di “crisi di mezza età”, si fa riferimento a quella condizione, più frequente nell’uomo 40 anni disilluso rispetto alla vita e agli obiettivi desiderati, ma mai raggiunti, che prova una miscela di sentimenti negativi. La delusione rispetto ai propri standard di vita, al bilancio tra attese e desideri e la percezione d’inadeguatezza, portano a stati depressivi, sfiducia e sentimenti di rabbia tipici della crisi di mezza età maschile.

Il disagio associato alla crisi di mezza età ha iniziato ad attirare l’attenzione degli studiosi negli anni ’80, senza mai arrivare ad una categoria diagnostica concreta: quando si usa questa terminologia ci si riferisce ad una condizione molto variabile che si può presentare anche in età differenti. Questa riguarda uno stato emotivo e psicologico collegato anche al decadimento fisico, sessuale e cognitivo, per cui la persona si rende conto dei limiti del proprio corpo e della sua finitezza e della lontananza con l’età giovanile.

Oltre alle caratteristiche personali, vi possono essere fattori esterni che generano, in chi si trova ad avere 40 anni, sentimenti di ansia e riflessioni sulla vita in questo senso, come la crescita dei figli e la loro uscita dal nido: spesso la coppia deve riscoprire la propria intimità e ridarsi lo spazio che si merita dopo la dipartita della nuova generazione. Accettare l’allontanamento dei figli non è facile, oggi ancora di più, dato che i ragazzi tendono ad emanciparsi più lentamente rispetto alla generazione dei loro genitori e dei nonni.

Possibili cause della crisi di mezza età femminile e maschile

L’emancipazione dei figli sembra essere dunque un importante passaggio che segna la vita di un numero crescente di uomini in crisi tra i 50 e i 60 anni, che inizia dalla prima laurea, all’uscita di casa fino alla nascita di un possibile nipote. È stato notato come uno dei fattori che porta gli uomini di mezza età ad un disagio maggiore, e successivamente ad uno stato di depressione a 50 anni, sia la morte di uno o entrambi i genitori, in quanto si percepisce per la prima volta la finitezza della vita in modo concreto. Una volta deceduti i genitori ci si sente “in prima linea” e dunque i prossimi a dover lasciare spazio alle successive generazioni, e naturalmente l’accettazione di questa condizione è difficile, soprattutto adesso che la prospettiva di vita si è allungata così come il periodo lavorativo e tutto ciò che ne consegue. Il lutto di un genitore è sempre tragico, ma per una persona matura, probabilmente dopo un lungo periodo di degenza o di sintomatologia legata alla vecchiaia, potrebbe essere più facile accettarne la perdita in quanto processo progressivo e continuo -salvo in alcuni casi fuori dal normale percorso di invecchiamento-, ma può diventare un vero e proprio ostacolo per il proprio benessere psicologico perché si creano una serie di errate percezioni che alimentano paure e tensioni tipici di una vera “crisi d’identità”. In questi casi non bisogna lasciarsi trasportare da questo tipo di pensieri negativi, ma valorizzare ciò che si ha e investire maggiormente sulle relazioni interpersonali presenti, come gli amici e i colleghi oltre alla famiglia.

La crisi di mezza età femminile nella donna a 40 anni

Come anticipato, questo senso d’impotenza è stato rilevato principalmente in soggetti di sesso maschile, probabilmente a causa dell’investimento che riportano maggiormente in campo lavorativo ed economico e nel successo professionale, rispetto alle domne mature che puntano anche sulla famiglia e gli affetti.

I cambiamenti biologici e la mezza età che genera la crisi dei 40 anni

Oltre a questo, il tempo femminile è scandito dalle tappe biologiche che mettono la donna in crisi, dalla prima mestruazione all’età menopausa; l’uomo invece cresce, matura e invecchia senza rendersene conto, fino a quando i primi segni dell’anzianità non si fanno sentire in modo deciso e invadente. Anche per la fascia femminile però c’è un periodo più delicato, identificato nei quarant’anni, dopo il più alto picco di felicità a ventiquattro anni. Le ricerche hanno però evidenziato che superata quella “crisi”, la donna si risolleva, riscoprendo negli anni dai 45 ai 50 un periodo ricco e nuovo da reinventare e dove investire le risorse accumulate nel corso di vita. È naturale provare una serie di sentimenti emotivi negativi riguardo i propri fallimenti e le delusioni subite in passato, ma sfociare nella depressione e in disturbi d’ansia vuol dire rientrare nella sfera patologica che può essere davvero pericolosa se non riconosciuta in tempo.

Domande esistenziali, uscita di casa dei figli e successo professionale

Quello che manda in crisi le donne a 40 anni sono le tipiche domande esistenziali su quello che si è raggiunto, se gli obiettivi attuali sono gli stessi della giovinezza, se si è ottenuto quello che ci si aspettava e ci si interroga sulle mancanze, soprattutto legate alla sfera familiare. Uno dei motivi principali della crisi di mezza età femminile è la mancanza di un figlio, oppure l’eccessivo stress legato all’ampliamento familiare in una coppia non ancora pronta, così come le spese economiche e la gestione del lavoro. Ebbene si, questo non è il solito cliché, per le donne, conciliare carriera e famiglia, è molto difficile, così come la programmazione della maternità e il desiderio di non rinunciare al successo. È inevitabile che questo insieme di aspettative ed emozioni porti, nella donna che attraversa l’età della menopausa ad uno scombussolamento psicologico dato dallo scorrere del tempo. In alcuni casi la crisi di mezza età femminile spinge a ricercare un partner più giovane -altro cliché con un fondo di verità-, solitamente per colmare un senso d’inadeguatezza rispetto alle proprie aspettative di vita o per sentirsi ancora piacente nonostante il passare del tempo e le tracce che il corpo presenta, in particolar menodo quando si raggiunge l’età media della menopausa.

Crisi di mezza età femminile e maschile: sintomi e durata

Comportamenti tipici di uomini e donne in crisi di mezza età sono i drastici cambiamenti di vita. Sostanzialmente si tratta di uomini e donne di mezza età che credono di non aver raggiunto obiettivi importanti nella vita, sperano che stravolgendo la propria quotidianità questa trovi una nuova direzione, migliore e rinnovata. L’uomo di quaranta anni, a differenza delle donne 40 anni che di solito sono più legate al focolare domestico, mette in atto comportamenti di fuga e di evitamento, in primis con la rottura della coppia e l’allontanamento dalla famiglia. Il rigetto del ruolo di padre, marito, collega diventa un’idea fissa che genera una crisi interiore ed un sentimento di angoscia pericoloso.

A risentirne dunque spesso è la coppia: una compagna di vita può essere vista come un ostacolo all’indipendenza e alla libertà senza pensare che invece quella solidità è un qualche cosa che si è creato negli anni perché essa dia un senso di sicurezza e stabilità che l’uomo ha da sempre ricercato.

Alcune mogli in crisi lasciano il lavoro e si prendono un periodo di pausa sperando di ritrovare una giovinezza perduta, frequentando ad esempio uomini più giovani, iscrivendosi a siti di incontri (es. www.cougaritalia.com) oppure investendo quantità ingenti di denaro in spese folli o rischiose. Il brivido del rischio diventa una componente importante della nuova identità di cui queste persone vogliono riappropriarsi. Il desiderio di fare qualcosa di drastico diventa una spinta potente, bisogna dunque evitare di fare scelte azzardate che in qualche modo stravolgano quello che si è creato in una vita intera nella speranza di guadagnare una spensieratezza ormai anacronistica. Scelte distruttive che coinvolgano, ad esempio, anche altri componenti della famiglia sono da vagliare in modo approfondito e una riflessione maggiore può aiutare in questi casi a non essere avventati ed evitare in un secondo momento di provare sentimenti di pentimento.

I 35 sono i nuovi 50

Negli ultimi anni si è notato come le generazioni nate tra la fine degli anni ’80 e ’90 inizino a provare sensazioni molto simili a quelle relative alla “crisi di mezza età” delle donne cinquantenni appena hanno accesso alla vita adulta. Finita l’università, i ragazzi vengono lanciati nel mondo del lavoro e arrivano le responsabilità, le convivenze e i figli. Il passaggio dalla fanciullezza alla maturità avveniva in modo più graduale nelle generazioni precedenti. Secondo un sondaggio inglese (Happiness Works) sono sempre meno gli under 40 soddisfatti della propria vita professionale. Mentre l’aspettativa di vita si allunga, questo tipo di crisi si sposta indietro nella linea temporale presentandosi in anticipo a 35 anni. Secondo questa ipotesi la vita dei nostri giovani sarà segnata almeno da una crisi profonda in più rispetto ai loro genitori: sarà allora compito anche della società creare un nuovo equilibrio e una nuova stabilità che sia da sostegno ai nuovi arrivati. È sempre più evidente che i ragazzi, una volta affacciati al mondo del lavoro, prendano decisioni ponderate sulla base del successo e dell’offerta del mercato, posticipando i loro bisogni personali nel tempo. L’apice arriverebbe proprio intorno ai 35 anni, momento in cui ci si chiede se la direzione presa non sia troppo distante da quello che ci soddisfa e l’idea di dover continuare a condurre lo stesso stile di vita per sempre crea insofferenza.

Crisi di mezza età femminile e maschile: consigli pratici per intervenire

Crisi esistenziale come uscirne

In questi casi bisogna porsi domande sulla concreta realizzazione di ciò che ci renderebbe felici, senza attaccarsi solo al prestigio che alcune professioni comportano, dato che pensare a lunga distanza impone una progettualità che consideri la soddisfazione professionale in toto.

La prima cosa da fare è non forzare le cose. Chi si trova in mezzo ad una crisi dei quarant anni, se messo sotto pressione scappa. Dare quindi il tempo di far chiarezza dentro di sé lasciando la possibilità, se vuole, di ritornare sui propri passi.

Dall’altro lato, sia nella crisi di mezza età femminile che maschile, è importante pure darsi dei tempi, senza necessariamente comunicarli all’altro. Non si può attendere all’infinito. Per questo è utile fissare delle scadenze, entro le quali si deciderà se continuare ad aspettare o se piuttosto scegliere di rifarsi una vita.

Anche mettere delle regole, nel caso in cui per la presenza di figli, ad esempio, la persona continua a frequentare la casa. E’ importante che sappia che può esser presente quanto e quando vuole, ma deve avvisare.

Ritrovare i propri spazi personali è fondamentale per non annullarsi come persona. L’altro in fondo si sta facendo i fatti propri, perché non possiamo recuperare i nostri spazi?

Evitare di fissarsi sulle cause della crisi di mezza età può essere utile per ridurre le “seghe mentali”. Spesso anche l’altro e confuso e non conosce i reali motivi e quindi il rischio è che arrivino domande inutili alle quali si cerca invano di dare risposte, leggendo, riflettendo, chiedendo ad altri. Ecco questo è tutto tempo perso. Piuttosto bloccate il tentativo di risposta.

Chiedere un aiuto psicologico può servire ad affrontare e superare questa fase di sconforto, confusione e sofferenza che fino a prova contraria, spesso non si sa quanto durerà.

Bibliografia

Crisi di mezza età: quando si lascia tutto senza un apparente motivo
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Dott. Davide Algeri

Psicologo, Psicoterapeuta, Consulente sessuale e Coach presso Psicologia Pratica: La psicologia del cambiamento concreto
Psicologo, Psicoterapeuta, Consulente sessuale e Coach
Aiuto le persone a trovare semplici soluzioni pratiche a problemi complessi.

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