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“Mal di scuola”? Ecco 7 anticorpi per affrontarla e come promuoverli

superare mal di scuola
Tempo di lettura: 3 minuti

superare mal di scuolaNell’esperienza clinica con bambini e ragazzi ci si trova spesso di fronte a situazioni di disagio che non sono direttamente riconducibili a condizioni conclamate quali Disturbi Specifici di Apprendimento (DSA), Disturbi da Deficit di Attenzione con Iperattività (ADHD), o disturbi dellumore o d’ansia.

Nonostante l’impossibilità di etichettare questa condizione di disagio, la sofferenza assume in alcuni casi dimensioni così importanti da poter essere definita “mal di scuola“, manifestandosi con disinteresse, timore, ostilità fino ad arrivare a forme di abbandono scolastico che vanno dalle ripetute assenze, alla bocciatura, fino alla rinuncia agli studi.

Possibili motivazioni del “mal di scuola”

Se non si è in presenza di un vero e proprio disturbo a cosa è riconducibile il mal di scuola?

Il professor Salvatore Sasso ha condotto un’interessante ricerca che ha portato ad individuare le 7 dimensioni che influenzano in maniera decisiva il rapporto con la scuola.

1. Gestione delle emozioni: essere in grado di riconoscere le proprie emozioni e manifestarle in modo funzionale appare fondamentale a scuola, contesto nel quale capita spesso di dover fronteggiare situazioni di stress, delusioni o imprevisti.

Come promuoverla? Parlare apertamente e correttamente delle emozioni anche a scuola significa aiutare bambini e ragazzi a trovare le parole giuste per esprimere qualcosa che spesso fa paura.

2. Autostima: una percezione di sé realistica permette infatti di accettare più serenamente eventuali difficoltà e riconoscere la possibilità di migliorare.

Come promuoverla? Evidenziare ogni giorno il valore intrinesco che ogni persona possiede, valorizzando i punti forza e ricordando che potenziare i punti deboli è sempre possibile.

3. Locus of control: attribuire la causa dei risultati scolastici all’impegno profuso, piuttosto che al caso appare essere utile per vivere con più serenità e maggiore soddisfazione l’esperienza scolastica.

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Come promuoverlo? Prevedere spazi di riflessione legate alle cause dei risultati di verifiche scritte e orali, promuovendo un atteggiamento critico che non sia legato solo al voto, ma al percorso che ha condotto ad esso.

4. Coscienziosità: la capacità di impegnarsi, organizzarsi, rispettare scadenze e mantenere un ritmo costante nell’impegno risulta come uno dei predittori più significativi del benessere scolastico.

Come promuoverla? Promuovere lavori singoli e di gruppo che permettano una progressiva abitudine alla gestione di scadenze e piccoli obiettivi, da calendarizzare in maniera via via più autonoma.

5. Apertura mentale: avere un atteggiamento positivo e curioso verso “il nuovo”, sia essa una nuova informazione o un nuovo percorsoper raggiungere a qualcosa di già noto, promuove quel pensiero divergente che alla base di una buona capacità di adattamento in situazioni nuove.

Come promuoverla? Selezionare pochi aspetti sui quali lavorare con tempi più dilatati, per favorire la riflessione e il confronto facendo emergere aspetti dissonanti e lasciando a ragazzi e bambini il tempo per favorire percorsi sia induttivi che deduttivi.

6. Relazioni interpersonali: la scuola è il luogo nel quale bambini e ragazzi costruiscono relazioni significative con figure adulte di riferimento e coetanei; un ambiente sereno, contenitivo e non conflittuale è un ottimo fattore di protezione dal disagio scolastico.

Come promuoverle? Essere consapevoli che durante ogni interazione, anche strettamente legata al contenuto scolastico, l’aspetto di relazione influenza il rapporto. Gli aspetti non verbali e para-verbali quali la prossimità fisica, il sorriso, il contatto oculare, il tono di voce, sono importanti tanto quanto il veicolare contenuti.

7. Metacognizione: intesa come insieme di conoscenze che si hanno rispetto al proprio funzionamento e capacità di controllare tali funzioni; tale aspetto permette di programmare e monitorare il proprio operato, effettuando eventuali aggiustamenti durante le diverse attività.

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Come promuoverla? Prevedere per ogni attività una fase di programmazione ed una di revisione, sottolineandone l’importanza: accorgersi di un errore e avere il tempo per correggerlo è ciò che fa la differenza!

Questi spunti di riflessione e strategie pratiche possono rappresentare per alcuni bambini o ragazzi difficili la via di uscita da un tunnel fatto di senso di impotenza, rassegnazione, senso di sé screditato.

Approfondimenti

Sasso, S (2010), Mal di scuola. Roma, Anicia (Acquista il libro)

“Mal di scuola”? Ecco 7 anticorpi per affrontarla e come promuoverli
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Dr.ssa Sara Ruggeri

Dr.ssa Sara Ruggeri

Psicologa
Specialista in Disturbi Specifici di Apprendimento
Si occupa di bambini e ragazzi con DSA, difficoltà scolastiche, Disturbi dello Spettro Autistico, Disturbo da deficit di Attenzione e Iperattività e difficoltà emotive e relazionali.
Dr.ssa Sara Ruggeri

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