Consigli per un buon inserimento a scuola
29 novembre 2013
L’esaltazione del passato: un modo per rendersi infelici
6 dicembre 2013
Tutte le ctegorie

5 falsi miti sul disturbo oppositivo provocatorio

Tempo di lettura: 3 minuti

Disturbo Oppositivo Provocatorio

Disturbo Oppositivo Provocatorio

1. E’ semplicemente maleducazione

Il Disturbo Oppositivo Provocatorio (DOP) è un disturbo dell’età evolutiva che si caratterizza per la presenza di: perdita di controllo, litigiosità eccessiva, opposizione attiva o rifiuto di rispettare richieste o regole degli adulti, azioni deliberate che arrecano fastidio agli altri, accuse agli altri per i propri sbagli o per il proprio cattivo comportamento, suscettibilità, collera o risentimento, dispetti o vendicatività. Tali comportamenti devono manifestarsi in maniera frequente per almeno 6 mesi consecutivi e causare nel bambino difficoltà nell’adattarsi ai suoi diversi contesti di vita.

L’oppositività e provocatorietà si presentano in modo così intenso e frequente da rappresentare un ostacolo per lo sviluppo emotivo, relazionale e, a volte, cognitivo del bambino.

Per questi motivi si parla di disturbo e non di semplice maleducazione.

2. E’ colpa dei genitori

Le ricerche più accreditate e condivise fanno riferimento al Disturbo Oppositivo Provocatorio come ad un disturbo di tipo neurobiologico che provoca alterazioni nelle risposte agli stimoli ambientali. Nonostante alcune pratiche educative possano enfatizzare o favorire la cronicizzazione di alcune di queste alterazioni, la letteratura scientifica non riconosce nei genitori la causa diretta di tali condotte.

3. Questo disturbo scompare con in passare degli anni, basta aspettare

Come ogni titpo di disturbo, le sue caratteristiche si modificano e accompagnano l’evoluzione dell’individuo. Queste modifiche sono legate a 2 ordini di fattori interconnessi:

  • cambiamenti fisiologici dell’individuo, che hanno ripercussioni sulle manifestazioni del disturbo;
  • modelli mentali che l’individuo costruisce in base all’esperienza fatta nel proprio contesto.

L’assenza di un intervento opportuno sia sull’individuo che sul suo contesto rischia di cronicizzare quel circolo vizioso che caratterizza le manifestazioni di disagio esternalizzate come appunto il Disturbo Oppositivo Provocatorio: mi comporto male, le persone mi trattano male, credo che le persone ce l’abbiano con me, mi comporto male. Prima si rompe la catena attraverso cambiamenti nel singolo e nel sistema, più favorevole sarà l’esito prognostico, in caso contrario possono manifestarsi disturbi d’ansia, dell’umore, disturbo della condotta.

4. E’ il bambino a comportarsi male, è lui che deve essere curato

Sebbene la presenza di queste caratteristiche disfunzionali all’adattamento siano presenti nel singolo, come già detto, il contesto ha un ruolo fondamentale nell’alimentare o meno l’intensità di alcuni sintomi. Dopo aver riconosicuto il problema appare quindi indispensabile generalizzare l’intervento psico-educativo del singolo ai suoi contesti di vita, attraverso la collaborazione delle diverse figure di riferimento: genitori, famiglia, insegnanti, allenatori, amici.

Lettura di approfondimento:  Gestire la classe in modo efficace con la testa e con il corpo

5. Bisognerebbe reagire all’aggressività con altra aggressività

Alla base di comportamenti provocatori e aggressivi c’è molto spesso la tendenza ad interpretare in modo distorto gli eventi esterni, tendenza che deve essere non solo compresa, ma accolta e pazientemente ridefinita. Reagire ai comportamenti aggressivi con ulteriore aggressività, sebbene pratica sul breve termine, perché permette di sfogare la propria stessa rabbia e di avere maggior controllo, non fa altro che alimentare questa tendenza.

Strategie più opportune per prevenire o intervenire in caso di comportamenti aggressivi

  1. prevenire: organizzando il contesto, le attività e premunendo forme di gratificazione per tutti i comportamenti adattivi e funzionali che il bambino sicuramente emette già;
  2. ignorare: tutti quei comportamenti che non danneggiano il bambino stesso o chi gli è accanto o che non sono inopportuni per il contesto, ma che semplicemente arrecano fastidio a noi e hanno lo scopo di provocarci (parlare a voce alta, utilizzare parolacce, ecc);
  3. costo della risposta: da utilizzare in caso di comportamenti non opportuni per il contesto, ma non pericolosi sul piano fisico (urlare in una sala d’attesa, insultare o urtare volontariamente un ospite); consiste nel sospendere la gratificazione o il privilegio promessi (vedi punto 1) al proseguire del comportamento o dei comportamenti inopportuni;
  4. time-out: da utilizzare solo nei casi in cui il comportamento può potenzialmente arrecare danno fisico al bambino stesso o a chi gli è intorno, e molto utile durante episodi di scoppio d’ira o aggressività agita; consiste nell’allontanamento del bambino dal gruppo verso un luogo di “decompressione” in assenza di altri stimoli per pochi minuti;

Affrontare da soli il Disturbo Oppositivo Provocatorio non è semplice, il consiglio è dunque quello di rivolgersi ad un esperto che ci possa aiutare e guidare nella definizione di un piano ad hoc che permetta al bambino di esprimere al meglio il suo potenziale positivo e alla famiglia di non sentirsi sola e incompresa.

Lettura di approfondimento:  Quando risulta difficile la comprensione di un testo scritto
5 falsi miti sul disturbo oppositivo provocatorio
2 (40%) 3 votes

Se ti è piaciuto questo post, aiutami a condividerlo sui Social Network!

Dr.ssa Sara Ruggeri

Dr.ssa Sara Ruggeri

Psicologa
Specialista in Disturbi Specifici di Apprendimento
Si occupa di bambini e ragazzi con DSA, difficoltà scolastiche, Disturbi dello Spettro Autistico, Disturbo da deficit di Attenzione e Iperattività e difficoltà emotive e relazionali.
Dr.ssa Sara Ruggeri

Articoli recenti di Dr.ssa Sara Ruggeri (guarda tutto)


_____________________________________________________

© Copyright, www.davidealgeri.com – Tutti i diritti riservati. Legge 633 del 22 Aprile 1941 e successive modifiche.

E’ vietata la copia e la pubblicazione, anche parziale, del materiale su altri siti internet e / o su qualunque altro mezzo se non a fronte di esplicita autorizzazione concessa da davidealgeri.com e con citazione esplicita della fonte. E’ consentita la riproduzione solo parziale su forum, pagine o blog solo se accompagnata da link all’originale della fonte. E’ altresì vietato utilizzare i materiali presenti nel sito per scopi commerciali di qualunque tipo.


Come ti senti dopo aver letto questo articolo?

28.57% 0% 28.57% 14.29% 28.57%

Contatta lo psicologo

Con l’invio del presente modulo acconsento al trattamento dei dati personali unicamente alla richiesta in oggetto, secondo la normativa vigente sulla Privacy D.Lgs. 196/2003.


HAI BISOGNO DI UNO PSICOLOGO NELLA TUA ZONA? CERCALO NELLA RETE DI PSICOLOGI


ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER
Iscriviti per ricevere future notifiche di nuovi corsi o contenuti da leggere. 🙂
Con l’invio del presente modulo acconsento al trattamento dei dati personali unicamente alla richiesta in oggetto, secondo la normativa vigente sulla Privacy D.Lgs. 196/2003.
Loading Facebook Comments ...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *