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Tolleranza all’ambiguità e creatività

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personalita-creativaEccoci di nuovo qui per il terzo appuntamento con il dossier “L’influenza delle cure parentali nello sviluppo del pensiero creativo”.

Prima di passare alla “pratica” (come i genitori possono praticamente stimolare la creatività dei loro figli) di questo dossier ho deciso di approfondire alcuni aspetti caratteriali dei genitori e dei figli importanti nel determinare uno sviluppo più o meno positivo della creatività.

Un atteggiamento di tolleranza verso le situazioni nuove e impreviste; la tipologia di stile genitoriale adottato dai genitori nel processo di educazione e il livello di autostima e sicurezza dei figli che si sviluppa nel ambito della relazione genitori-figli e che, come vedremo, sembra essere direttamente connesso al potenziale creativo.

Questa settimana vi propongo un approfondimento sull’aspetto che riguarda la relazione tra l’aspetto di tolleranza/intolleranza dei genitori e creatività dei figli attraverso la presentazione di uno studio effettuato da Frank Zenasi, Maud Besançon e Todd Lubart nel 2008, Creatività e tolleranza all’ambiguità.

Introduzione

L’apertura mentale dei genitori e la tolleranza verso situazioni considerate ambigue, può avere un’influenza significativa sullo sviluppo della creatività dei figli.
La tolleranza/intolleranza all’ambiguità è generalmente considerato un tratto di personalità che corrisponde al modo in cui un individuo percepisce e si relaziona con stimoli o situazioni ambigue.
Persone tolleranti si trovano a loro agio in situazioni ambigue e possono vivere con queste per qualche tempo. Persone intolleranti all’ambiguità si sentono invece limitate, ansiose o tese di fronte a stimoli o situazioni di questa natura. I soggetti considerati come tolleranti devono essere capaci di lavorare in presenza di numerosi stimoli e in vari contesti incluse situazioni ambigue che soggetti intolleranti cercherebbero di evitare. La tolleranza all’ambiguità ottimizza il potenziale creativo poiché mette le persone in una disposizione mentale aperta a numerose e diverse situazioni e in grado di considerare possibili soluzioni alternative che permettono di risolvere problemi vari di natura anche complessa.
Le situazioni che richiedono pensiero creativo sono spesso ambigue e più una persona può tollerare oggetti ambigui maggiore è la capacità di relazionarsi con questi. La tolleranza all’ambiguità è legata alla creatività perché gli individui ambiguità-tolleranti sono in grado di accettare sentimenti di ansia e situazioni psicologicamente non confortevoli provocate da ambiguità naturalmente associata a situazioni nuove, sconosciute e difficoltose. Le componenti del modello creativitàtolleranza all’ambiguità danno un contributo al processo creativo in quanto comprende intrinsecamente motivazioni all’esplorazione del nuovo, dell’inusuale o di stimoli complessi.
Kerr and Chopp (1999) indicano che c’è una significativa relazione tra creatività dei genitori e creatività dei loro figli, hanno anche dimostrato l’esistenza di un significativo impatto dello stile genitoriale sulla creatività. Infine anche la personalità dei genitori può avere un influenza sulla creatività dei figli. Ad esempio Runco and Albert (2005) hanno individuato una relazione tra le variabili familiari e il talento manifestato dai figli in ambito scolastico e non.
Lo studio Lo studio ha visto la partecipazione di 34 adolescenti con rispettivi genitori , 14 femmine e 20 maschi con un range di eta da 11 a 17 anni; 28 madri e 6 padri con un range di età da 39 a 61 anni.
Per la valutazione della dimensione creatività sono stati somministrati tre tipologie di task: il primo era volto alla valutazione del pensiero divergente, ai soggetti venivano mostrati diversi stimoli ambigui dai quali dovevano generare idee. Gli stimoli erano stati selezionati da un pre-test nel quale per ognuno di essi doveva essere data una valutazione del livello di ambiguità con una scala Likert a 5 passi.
Il secondo task prevedeva la presentazione di una figura ambigua partendo dalla quale ciascun partecipante doveva assegnare un titolo e creare una narrazione. La stesura delle storie è stata valutata da tre giudici dove, in modo indipendente, hanno giudicato la fluidità, l’unicità delle storie e l’originalità. Infine l’ultimo task prevedeva un test di autovalutazione degli atteggiamenti considerati creativi. Il test utilizzato è il The Creative Personality Scale from the Adjective Checklist ( ACL, Gough e Gendre, 1982). Questo test è composto da una scala di aggettivi indicativi e controindicativi degli atteggiamenti e comportamenti del soggetto creativo. La personalità creativa è stata stabilita tramite la scelta degli aggettivi più indicativi. Il punteggio alla creatività era dato dalla media dei punteggi risultati utilizzando una scala Likert di valutazione a 7 passi per ognuna delle tre dimensioni considerate.
Per la misurazione della tolleranza all’ambiguità sono stati utilizzati due questionari Measurement of Ambiguity Tolerance (MAT ; Norton, 1975; Zenasni e Lubart, 2001) e il Behaviour Scale of Tolerance/Intolerance of Ambiguity (BSTIA; Stoycheva 1998, 2003). L’autore del MAT , Norton, vede la dimensione della tolleranza come un continuum con estremi di tolleranza e intolleranza.
Questa misurazione contiene 27 affermazioni legate al comportamento considerato ambiguo, i soggetti hanno ha disposizione una scala Likert a 7 passi per la valutazione di accordo/disaccordo con il comportamento ( da 1 « totale disaccordo » a 7 « totale accordo »). Un alto punteggio indica una alta intolleranza all’ambiguità, viceversa un basso punteggio indica un soggetto tollerante all’ambiguità. Il Behaviour Scale of Tolerance/Intolerance of Ambiguity (BSTIA; Stoycheva 1998, 2003) è stato utilizzato per valutare la risposta di genitori e figli adolescenti difronte ad eventi incerti . La scala è formata da 14 item ( 7 item riferiti a comportamenti considerati tolleranti all’ambiguità e 7 non tolleranti) valutati con scala Likert a 5 passi dove 1 indica “solitamente ambigui” e 5 “raramente ambigui”. Sulle risposte sono stati calcolati tre punteggi : punteggio di tolleranza, punteggio di intolleranza e punteggio globale. Un alto punteggio globale indica un individuo intollerante all’ambiguità.

Risultati

L’ipotesi di relazione tra tolleranza all’ambiguità e creatività è stata confermata. La maggior parte degli individui creativi sono anche tolleranti all’ambiguità (generano idee uniche e nuove, storie creative e possiedono tratti di personalità creativa). Un’altra relazione positiva è stata riscontrata tra
creatività dei genitori e dei figli, questo spiega la presenza dei cosiddetti “figli d’arte”, la trasmissione del genio creativo da una generazione all’altra. Per quanto riguarda la seconda ipotesi di relazione tra tolleranza all’ambiguità dei genitori e tolleranza all’ambiguità e creatività dei figli, non è stata riscontrata una relazione tra tolleranza all’ambiguità dei genitori e tolleranza e creatività dei figli. Sembrerebbe quindi che il tratto tolleranza non abbia effetti significativi. Una spiegazione di questo potrebbe essere l’instabilità di personalità degli adolescenti più forte rispetto alla stabilità cognitiva e di personalità dei genitori; in questo senso sarebbe interessante ripetere lo stesso studio con bambini di età più bassa.

Conclusioni

Lo studio ha fornito una risposta alle nostre domande di partenza. Nonostante non siano stati riscontrati risultati significativi per quanto riguarda tolleranza/creatività dei figli ciò non toglie che i genitori svolgano un ruolo importante anche nello sviluppo di questo tratto appunto la tolleranza/intolleranza verso situazioni ambigue e nuove. Questo è un aspetto intrinseco della creatività, se sei creativo è probabile che tu sia anche tollerante a situazioni nuove o ambigue.
L’età del campione si è rivelato un limite per questo studio, l’adolescenza è un periodo instabile per la personalità; in futuro si potrebbe ripetere lo studio con un campione di età più piccolo o più grande, nel periodo post adolescenziale dove la personalità è più definita e stabile rispetto agli adolescenti. Tuttavia vista la relazione tra creatività e tolleranza all’ambiguità è molto probabile che una personalità adulta la cui creatività è stata influenzata dai genitori sia anche una persona tollerante all’ambiguità.
Buona settimana, ci vediamo venerdì prossimo con un approfondimento su come lo stile genitoriale dei genitori può influenzare la creatività dei loro piccoli.

Riferimenti bibliografici

  • Albert , R. (1992). Genius and Eminence. New York: Pergamon.
  • Kerr, B. & Chopp, C. (1999). Families and creativity. In M.A. Runco, & S.R. Pritzker (Eds.), Encyclopedia of creativity (pp.709-715). New York: Academic Press.
  • Frank Zenasi, Maud Besançon, Todd Lubart ( 2008) Creativity and Tolerance of Ambiguity : An Empirical Study. Journal of Creative Behavior vol 42 (1) pp 61-73
  • Gough, H., & Gendre, F. (1982). Manuel de la Liste d’Adjectifs ACL. Les Éditions du Centre de Psychologie Appliquée, Paris
  • Mouchiroud, C., & Lubart, T. (2001). Children’s original thinking: An empirical examination of alternative measures derived from divergent thinking tasks. Journal of Genetic Psychology, 162, 382-401.
  • Norton R. W. (1975). Measurement of ambiguity tolerance. Journal of Personality Assessment, 39, 607-612.
  • Stoycheva, K. (1998). Ambiguity Tolerance: Adolescents’Responses to Uncertainty in Life. Research report (ERIC) Document Reproduction Service No. ED 422 547).
  • Stoytcheva, K. (2003). Tolerance of ambiguity. Pleven: Lege Artis (en bulgare)
  • Zenasni, F., & Lubart, T. (2001). Adaptation française d’une épreuve de tolérance à l’ambiguïté. European Review of Applied Psychology/Revue Européenne de Psychologie Appliquée, 51 (1-2), 3-12.

Elisabetta Boschini

Tolleranza all’ambiguità e creatività
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