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Come gestire i comportamenti problema

Tempo di lettura: 2 minuti

comportamenti problemaI comportamenti problema

Nei precedenti articoli abbiamo approfondito gli ostacoli comunicativi che compromettono la relazione insegnante-studente e l’importanza dell’ascolto attivo all’interno di un contesto di comunicazione efficace.

All’interno delle classi tuttavia, insegnanti ed educatori non devono solo sostenere studenti in difficoltà, ma devono spesso confrontarsi con comportamenti problema, provocazioni o azioni disturbanti. Quali possono essere in questo caso le strategie più opportune per gestire e rispondere ai comportamenti problema?

Strategie per prevenire i comportamenti problema

La migliore strategia per affrontare i comportamenti problema è prevenirli, ovvero creare tutte le condizioni possibili affinché un comportamento disturbante non si presenti. Ecco come fare:

  1. Osservare: all’inizio di ogni anno scolastico, o nel momento in cui si entra in contatto con un nuovo gruppo classe, è indispensabile affiancare la normale attività didattica ad un periodo di osservazioni che permettano di comprendere le caratteristiche del gruppo classe, i punti forza e le fragilità degli studenti, e le variabili che possono portare all’attivarsi di comportamenti problema; l’osservazione risulta estremamente più semplice se condotta con obiettivi specifici e se accompagnata dall’uso di schemi di osservazione strutturati (affronteremo le modalità più opportune di osservazione in classe in uno dei prossimi articoli);
  2. Trarre conclusioni: sulla base delle osservazioni fatte, definire le variabili che facilitano la comparsa di comportamenti disturbanti (orario, materia, lezione orale/diretta, posizione dei banchi, posizione dell’insegnante, ecc…)
  3. Creare le condizioni: a seguito delle osservazioni e della loro analisi critica sarà più semplice creare le condizioni che possono prevenire la comparsa di comportamenti problema: ridurre i tempi di spiegazione orale, creare gruppi di lavoro pensando in modo puntuale alla loro composizione, definire la posizione dei banchi in funziono delle caratteristiche degli studenti e della natura della lezione, ecc
  4. Definire regole: creare occasioni per discutere dell’importanza di una convivenza serena, e spronare i bambini e ragazzi a proporre idee e regole di classe per promuovere un ambiente positivo; questi dibattiti rappresentano un’ottima strategia per definire alcune regole di classe, che dovranno essere:
    • poche: per essere ricordate meglio e facilmente applicabili;
    • in positivo: perché è importante sapere quali sono i comportamenti funzionali da sostituire a quelli inopportuni;
    • condivise: sarà più semplice che bambini e ragazzi si sentano in dovere di rispettare regole scelte da loro stessi piuttosto che imposte dall’alto.
Lettura di approfondimento:  Compiti delle vacanze: sì, no o ... come?

Strategie di comunicazione

Nonostante la prevenzione è tuttavia possibile che alcuni comportamenti problema si presentino comunque, e provochino un problema al normale svolgersi della didattica. Ecco cosa fare:

  1. Escludere che il comportamento problema non sia causato da difficoltà dello studente che non abbiamo ben compreso: in molte condizioni di neurodiversità (Disturbi dello Spettro Autistico, ADHD, ecc) sono spesso presenti comportamenti problema agiti in caso di stress. In questi casi è opportuno rimuovere gli elementi che possono provocare questo stress nello studente o allontanarlo dalla fonte di stress (eccesso di rumori, situazioni inaspettate, ecc);
  2. Messaggio-Io: questa modalità comunicativa rappresenta un efficace strumento per comunicare in modo opportuno la propria insofferenza rispetto al comportamento agito; il messaggio-Io si compone di 3 momenti:
    • descrizione senza giudizio: “quando interrompi la mia spiegazione”;
    • effetto tangibile e concreto: “perdo il filo del discorso e i compagni si distraggono”;
    • reazione agli effetti: “quindi mi innervosisco”.

Questo tipo di comunicazione permette all’educatore di esprimere il proprio punto di vista in maniera non giudicante, pacata e sincera, evitando quindi di incorrere negli errori di comunicazione che abbiamo già avuto modo di approfondire.

Questi due spunti, lungi dal rappresentare le uniche strategie di gestione dei comportamenti problema, possono rappresentare efficaci strumenti nel bagaglio di ogni educatore.

Come gestire i comportamenti problema
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Dr.ssa Sara Ruggeri

Dr.ssa Sara Ruggeri

Psicologa
Specialista in Disturbi Specifici di Apprendimento
Si occupa di bambini e ragazzi con DSA, difficoltà scolastiche, Disturbi dello Spettro Autistico, Disturbo da deficit di Attenzione e Iperattività e difficoltà emotive e relazionali.
Dr.ssa Sara Ruggeri

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