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Feticismo sessuale: cosa è e rimedi per intervenire

Tempo di lettura: 5 minuti

feticismo-e-feticciMario nutre una profonda amicizia per Sara e fin da piccoli giocavano insieme a nascondino. Alla fine del gioco lui le leccava i piedi come premio. Ancora oggi si vedono, Mario è sposato, ma sente sempre il forte desiderio di leccare i piedi di Sara e lei, confusa sui reali sentimenti di Mario, non riesce a tirarsi indietro.

Giovanni è molto timido e si avvicina alle ragazze che gli piacciono annusando le loro scarpe, a scuola, nell’ora di ginnastica.

Sergio si è masturbato per la prima volta a 17 anni, dopo aver contattato una escort e averle leccato i piedi. Oggi a 35 anni, sta con una ragazza e ha rapporti purtroppo non soddisfacenti. Per raggiungere l’orgasmo, infatti, continua a contattare ragazze disposte a farsi leccare i piedi per il suo piacere.

Il feticismo

I casi sopra descritti rientrano nella descrizione di comportamento feticistico. Nello specifico il feticismo è una parafilia che consiste nello spostare l’attenzione sessuale da una persona verso un “feticcio”,  ovvero un oggetto inanimato che può essere una parte del corpo (es. piedi, gambe, glutei), indumenti e abbiagliamento intimo (es. gonne, calze, scarpe, mutande, reggiseni, etc.) o qualsiasi altro oggetto inanimato (occhiali, capigliature, etc.).

In genere il feticista tiene in mano, annusa, strofina, lecca o succhia l’oggetto feticistico e nel mentre si masturba, è impegnato in un rapporto sessuale.

Tipologie di feticci e di feticismo

I feticci possono attirare in base a due caratteristiche:

  • la forma: dove è appunto la forma e l’oggetto a ricoprire importanza. Es. scarpe con il tacco alto.
  • il tipo di materiale: dove ciò che risulta importante è ciò di cui è fatto l’oggetto. Es. la seta o pelle.

I feticisti spesso collezionano gli oggetti che creano loro piacere, alcuni arrivano a scegliere il proprio lavoro anche in funzione del loro oggetto del desiderio (es. fare il commesso in un negozio di scarpe). Nei casi più gravi, possono procurarsi gli oggetti del desiderio rubandoli o con aggressioni.

A chiunque può capitare di provare eccitazione per una parte del corpo o per un indumento provocante, ma ciò che differenzia un feticista da chi non lo è, è la fissazione.

Il feticista, infatti, è in grado di provare eccitazione sessuale fino all’orgasmo, utilizzando solo ed esclusivamente il feticcio o fantasticando su di esso. Nella maggior parte dei casi, infatti, fatica a raggiungere l’orgasmo con il rapporto tradizionale.

I tipi comuni di feticismo:

  • per i piedi
  • per il seno
  • per il fondoschiena
  • per il corsetto
  • per il pannolino
  • per il cibo
  • per i guanti
  • per il cuoio
  • feticismo medicale
  • per la gravidanza
  • per la gomma
  • per gli stivali
  • per le calze da donna
  • per il solletico
  • per l’ombelico
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Per parlare di feticismo, inoltre, gli oggetti non devono essere capi di abbigliamento utilizzati nel travestitismo (cross-dressing), nè oggetti che creano piacere sessuale, come i vibratori, quanto piuttosto oggetti di uso quotidiano.

Cause e criteri diagnostici

Il feticismo è un problema diffuso principalmente negli uomini, anche se vi sono alcune donne che mostrano comportamenti legati al feticismo. Si può sviluppare nell’infanzia, in seguito ad un’associazione tra un oggetto e un’eccitazione sessuale o forte gratificazione. Spesso può nascere da una profonda timidezza che porta il ragazzo ad avvicinarsi all’altro sesso, pur rimanendo distante, che ripetendosi nel tempo si trasforma in automatismo. In altri casi, esser stati vittime o aver osservato comportamenti sessuali inappropriati da bambini, imparando ad imitarli, può essere all’origine dello sviluppo del problema. In entrambi i casi il comportamento se si rafforza in adolescenza, diventa cronico in età adulta.

Per fare una diagnosi di feticismo è necessaria la presenza ricorrente e per un periodo di almeno sei mesi, di intense fantasie sessualmente eccitanti, sollecitazioni o comportamenti che coinvolgono oggetti inanimati.

Le fantasie, gli impulsi sessuali o i comportamenti devono causare disagio significativo o compromettere il funzionamento sociale, professionale e/o personale.

Feticismo nell’era moderna

telefonino-nuoceAl giorno d’oggi proviamo un pò tutti una sorta di “feticismo tecnologico” verso gli oggetti digitali e tecnologici, primi fra tutti i telefonini, verso i quali sviluppiamo una valenza affettiva, rispetto al resto degli oggetti. Considerato come un idolo della modernità, seppur non sostitutivo del rapporto sessuale, a volte è di aiuto per accedere ad un incontro erotico o per praticare il corteggiamento. Come avviene fra gli adolescenti, che spesso utilizzano il cellulare come veicolo per superare l’imbarazzo e la timidezza o per praticare l’auto-erotismo su foto o video presenti su internet.

Anche in altri casi, possiamo parlare di feticismo, ovvero quando la relazione viene consumata passando più tempo con l’oggetto che con la persona, procurando forti dosi di piacere. Come avviene ad esempio con l’utilizzo di applicazioni o giochi interattivi, stando ore in rete, o comunicando via sms, piuttosto che con telefonate o di persona.

Questo perché oggi l’oggetto tecnologico è diventato fonte di piacere autonomo, occupando tanto del nostro tempo, fino al punto di generare in alcuni casi l’isolamento e/o conflitti con il partner ed in altri arrivando anche a sostituirsi alla relazione dal vivo.

Il trattamento del feticismo

Trattamento individuale

La combinazione dell’approccio strategico con la consulenza sessuologica, si è dimostrata molto efficace nel trattamento del comportamento feticistico.

Gli obiettivi del trattamento riguardano la riduzione e/o la rimozione della dipendenza dal feticcio come mezzo di eccitazione sessuale e il miglioramento delle relazioni intime.

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La terapia in generale va nella direzione, da un lato di creare un sentimento avversivo verso l’oggetto che genera piacere, e dall’altro di contenere lo stimolo eccitatorio legato al’oggetto, spostandolo su altro.

Tra le tecniche più utilizzate in questi casi vi è la sazietà masturbatoria o verbale e il “ricondizionamento orgasmico”.

Molti feticisti hanno sentimenti contrastanti circa la valutazione e il trattamento del loro feticismo. Riconoscono infatti che i loro interessi e comportamenti sessuali differiscono dalla norma, nonostante ciò fanno di tutto per nasconderli. (Wiederman, 2003).

Per quanto, infatti si percepiscano diversi, i feticci rappresentano per loro grandi fonti di soddisfazione sessuale e di piacere e l’idea di perderli spesso non viene accettata.

In genere le motivazioni che spingono a chiedere aiuto sono per alleviare i sintomi come depressione o ansia, o per ridurre disagio personale che deriva dal conflitto di coppia.

Terapia di coppia

Il trattamento può essere rivolto anche alla coppia, con l’obiettivo di ridurre la dipendenza dall’oggetto feticistico all’interno del rapporto sessuale e di migliorare la soddisfazione complessiva nella relazione con il partner.

Attraverso gli esercizi di focalizzazione sensoriale e l’individuazione di un rapporto che risulti eccitante a tal punto da non dover spostare su altro, e ricadere quindi in comportamenti feticistici. Circoscrivendo ad esempio il comportamento feticistico associato al rapporto sessuale, ad un tempo limitato (es. 3 volte a settimana, due, etc.). Questo aiuta a migliorare la gestione e il controllo del comportamento.

Consigli per i terapeuti

Risulta fondamentale individuare l’oggetto feticistico e i comportamenti ad esso associato.

  1. Oltre ad ottenere una registrazione accurata della frequenza legata all’autoerotismo rispetto al rapporto sessuale, risulta importante anche raccogliere informazioni sulle situazioni che generano eccitazione sessuale. A tal proposito è utile far segnare i momenti in cui si manifesta un livello anche minimo di eccitazione, in modo da aumentare anche la consapevolezza della persona.
  2. Ancora è utile far registrare la risposta allo stimolo eccitatorio provando a dare un valore da 0 a 10.
  3. Una volta definito bene il feticcio è utile valutare il significato associato a questo oltre che il disagio che questo genera. In molti casi infatti è presente un forte grado di dipendenza che compromette la vita della persona e le sue relazioni, fino al punto di sostituire il proprio partner con l’oggetto.

Approfondimenti:

  • Di Gregorio, L., Psicopatologia del cellulare. Dipendenza e possesso del telefonino, Franco Angeli.
  • Huws, R., Shubsachs, A. P.W.,&Taylor, P. J., (1991) Hypersexuality, fetishism and multiple sclerosis. British Journal of Psychiatry, 158, 280–281.
  • Kafka, M. P.,&Hennen, J. (2003), Hypersexual desire in males: Are males with paraphilias different from males with paraphilia-related disorders. Sexual Abuse: A Journal of Research and Treatment, 15(4), 307–321.
  • Lowenstein, L. F. (1997), Fetishes: General and specific. Psychotherapy in Private Practice, 16(4), 53–65.
  • Mason, F. L. (1997), Fetishism: Psychopathology and theory. In D. R. Laws&W. O’Donohue (Eds.), Sexual deviance: Theory, assessment, and treatment (pp. 75–91). New York: Guilford Press.
  • Person, E. S. (2005), Paraphilias. In B. M. Sadock&V. A. Sadock (Eds.), Comprehensive textbook of psychiatry (8th ed., p. 1977). Philadelphia: Lippincott Williams & Wilkins.
  • Weinberg, M. S.,Williams, C. J.,&Calhan, C. (1994), Homosexual foot fetishism. Archives of Sexual Behavior, 23(6), 611–626.
  • Wiederman, M.W. (2003), Paraphilia and fetishism. The Family Journal: Counseling and Therapy for Couples and Families, 11(3), 315–321.
  • https://www.psychologytoday.com/conditions/fetishism
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Dott. Davide Algeri

Psicologo, Psicoterapeuta, Consulente sessuale e Coach presso Psicologia Pratica: La psicologia del cambiamento concreto
Psicologo, Psicoterapeuta, Consulente sessuale e Coach
Aiuto le persone a trovare semplici soluzioni pratiche a problemi complessi.

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