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6 consigli pratici per affrontare la nascita di un bambino prematuro

Tempo di lettura: 3 minuti

bambino prematuroIl fenomeno delle nascite premature è in aumento. In Italia, ogni giorno, nascono in media 13 bambini prematuri con peso inferiore a 1500 gr., circa 5mila all’anno. La cifra colpisce, ma in compenso rassicura sapere che sono migliorate le tecniche di assistenza: ciò permette la sopravvivenza anche ai piccoli nati ad età gestazionali e peso sempre più bassi. Le cause delle nascite premature possono essere tante e diverse, le più comuni ovviamente sono le patologie della mamma o del bambino. Fra i fattori che incidono sulla cause di parto prematuro ci sono la gemellarità, la troppo giovane (meno di 20 anni) o troppo avanzata età materna (oltre 38 anni), precedenti aborti o precedenti parti pretermine. Anche alcune patologie, quali anemia, diabete, ipertensione arteriosa, presenza di fibromi uterini possono incidere sulla durata della gravidanza. Anche lo stile di vita può influenzare l’esito della gravidanza, come l’esposizione a periodo prolungati di stress, oppure un eccessivo consumo di alcool e fumo.

Spesso di fronte a questo evento i genitori sono impreparati, manifestando reazioni diverse rispetto l’accettazione e il superamento dell’evidenza.

In alcuni casi si possono generare sentimenti di colpa, inadeguatezza e tristezza profonda. Ci si domanda che cosa sia successo e perché, ci si colpevolizza pensando a quello che si sarebbe potuto fare per evitare che il bimbo nascesse così presto. La donna, in particolare, può sentire il peso di non essere stata in grado di portare a termine un disegno biologico, a cui le altre donne sono riuscite a realizzare in modo naturale. Il padre, dal canto suo, vive la frustrazione di colui che non è riuscito a impedire che tutto ciò accadesse. In questi casi la rabbia viene diretta interiormente, sotto forma di sensi di colpa e biasimo di se stessi. Le persone che difficilmente esprimono la rabbia, talvolta interiorizzano i loro sentimenti trasformandoli in depressione, uno stato emotivo caratterizzato da sintomi come crisi di pianto, inappetenza, insonnia, letargia, mancanza di concentrazione, difficoltà nella digestione, cefalee o dolori al torace. Se invece la rabbia è diretta verso l’esterno, può essere rivolta verso chi viene percepito come più fortunato o verso l’équipe medica.

Lettura di approfondimento:  Depressione post-partum: influenza lo sviluppo del bambino?

Diventare genitori di un bambino prematuro in condizioni di alto rischio, che necessita l’intervento costante del personale medico e di tecnologie sofisticate, comporta situazioni di elevato stress. Il parto pre termine è spesso un trauma che mette in crisi la coppia. La madre si trova ad essere separata dal proprio figlio per un tempo che può andare da pochi giorni a qualche mese, a seconda del grado di maturità e delle condizioni di salute del neonato. In questo arco di tempo le necessità del bambino non vengono soddisfatte dai genitori, bensì da medici, infermieri e apparecchiature che lo mantengono in vita, esperienza che per i neo-genitori può essere deprimente e frustrante.  Il padre, oltre a condividere le ansie della mamma, spesso è anche preoccupato per lo stato di salute della sua compagna ed è maggiormente gravato a dover provvedere agli aspetti pratici.
Nonostante le difficoltà iniziali che comporta una nascita prematura, è di fondamentale importanza guardare alle risorse che si hanno a disposizione e ricercare aiuto laddove si ritenga di non poterne avere a sufficienza all’interno della rete familiare.

Consigli pratici:

  1. Imparare a gestire le emozioni e lo stress per favorire un miglior adattamento.
  2. Parlare e confrontarsi con altri genitori di bambini prematuri: è molto utile per scambiarsi le proprie esperienze e uscire dall’isolamento.
  3. Accettare l’aiuto e il supporto sia del personale medico che delle persone significative che fanno parte del vostro contesto di vita per sentirsi accolti e sostenuti nelle difficoltà quotidiane.
  4. Fare domande, osservazioni, sollecitazioni al personalemedico stabilendo una relazione di fiducia: più informazioni otterrete sullo stato del bambino, più vi sarà facile accettarlo e affrontare i problemi che potrà presentare. Meno saprete, maggiori saranno le paure e i timori. 
  5. Annotare su un quaderno e fotografate i progressi del bambino: vi aiuterà a restare obiettivi qualora la guarigione fosse lenta o procedesse per piccole tappe. Il ritmo “due passi avanti e uno indietro” diventa rassicurante.
  6. Creare un legame prima possibile con il bambino attraverso un tocco della pelle costante e amorevole e facendogli sentire la vostra voce.

Approfondimenti

Coppola G., Cassibba R. (2004). La prematurità. Fattori di protezione e di rischio per la relazione madre-bambino, Carocci Editore.

Lettura di approfondimento:  4 suggerimenti per recuperare il benessere psicologico dopo il parto
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