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Compiti delle vacanze: sì, no o … come?

Tempo di lettura: 2 minuti

compiti-per-le-vacanzeI compiti scolastici assegnati durante le vacanze rappresentano uno dei più frequenti motivi di scontro tra scuola e famiglia.

E’ possibile considerare due posizioni estreme legate ai compiti, ed in particolare a quelli per le vacanze:

  • assegnare molti compiti per far fare più esercizio possibile allo studente
  • non assegnare compiti per lasciar riposare lo studente

Ma una maggiore riflessione sul tema dei compiti potrebbe fornire una terza posizione, più equilibrata e funzionale per i nostri ragazzi.

I compiti, intesi soprattutto come esercizi scritti, andrebbero considerati come la ripetizione di un’attività allo scopo di imparare a svolgerla meglio e più velocemente. Questo tipo di attività dunque è strettamente connessa ad un grado di apprendimento profondo e duraturo, che permette di renderci più competenti.

Appare tuttavia fondamentale comprendere quale tipo di esercizi possono essere considerati realmente utili a questo scopo, così da rendere il tempo speso nei compiti delle vacanze un tempo ben speso!

Come contrastare gli pseudo-esercizi?

Proporre compiti differenziati a seconda del livello di competenza, considerando che ad ogni livello corrisponde un impegno differente in termini di tempo e di sforzo cognitivo:

  1. esercizi per chi è all’inizio del processo di apprendimento:

    – tempi di esecuzione: lunghi in quanto poco l’esercizio è automatizzato

    – impegno cognitivo: alto in quanto l’esercizio è poco automatizzato

    – indicazioni: proporre un numero limitato di esercizi/compiti che permettano però di creare una routine; a questo scopo fornire esempi guida, schemi, guide, per la realizzazione dei primi esercizi

  2. esercizi per chi deve potenziare o approfondire l’apprendimento:

    – tempi di esecuzione: medi

    – impegno cognitivo: medio

    – indicazioni: in questa fase si possono fornire spunti e spazi di riflessione metacognitiva da affiancare all’esercizio (Perché è stato necessario un certo passaggio? Perché diamo un certo nome ad una data categoria? Cosa differenzia questo compito dal precedente?)

  3. esercizi per evitare che venga dimenticato un apprendimento già avvenuto:

    – tempi di esecuzione: brevi

    – sforzo cognitivo: basso

    – indicazioni: in questo caso può essere opportuno fornire esercizi che attivino maggiormente l’impegno cognitivo, per rendere il compito più sfidante e ridurre il senso di routine (Inventa tu un problema/esercizio utilizzando le regole che conosci; Riordina i seguenti dati; Inserisci negli spazi gli elementi mancanti)

Lettura di approfondimento:  Studente in difficoltà: cosa è meglio dire

Un aspetto fondamentale da considerare riguarda inoltre la necessità di prevedere uno spazio per gli esercizi già durante la lezione per diversi motivi:

    • permettere ai ragazzi di esercitarsi in un contesto nel quale possono usufruire del supporto di insegnanti e compagni in caso di difficoltà
    • rendersi conto del livello raggiunto dai ragazzi, così da definire esercizi differenziati a seconda del livello di competenza (all’inizio, per potenziare, per non dimenticare)
    • rendersi conto del tempo necessario all’esecuzione dell’esercizio, così da programmare la quantità di compiti in modo realistico

Bibliografia

  • Sorrentino W., Linser H. J., & Paradies, L. (2013). 99 idee per fare esercizi in classe. Trento: Erickson
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Dr.ssa Sara Ruggeri

Dr.ssa Sara Ruggeri

Psicologa
Specialista in Disturbi Specifici di Apprendimento
Si occupa di bambini e ragazzi con DSA, difficoltà scolastiche, Disturbi dello Spettro Autistico, Disturbo da deficit di Attenzione e Iperattività e difficoltà emotive e relazionali.
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Lettura di approfondimento:  5 falsi miti sul disturbo oppositivo provocatorio

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Dr.ssa Sara Ruggeri
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