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5 strategie per un sano litigio

Tempo di lettura: 3 minuti

sano litigioNello scorso articolo ho parlato di quali sono i comportamenti che andrebbero evitati nel contesto della relazione di coppia. Sorge spontaneo chiedersi come evitare di mettere in atto taluni comportamenti.

Nelle coppie la cui unione sfocia nel divorzio o nella separazione ad esempio, si può osservare una notevole assenza di tentativi, da parte di entrambi i partner, di ridurre la tensione.

Durante gli scontri coniugali, la presenza o l’assenza di modi per ricomporre gli screzi costituisce una differenza fondamentale fra le coppie che hanno un matrimonio sano e quelle che alla fine si separeranno.

Strategie per affrontare un sano litigio

  1. Non concentratevi su problemi specifici che generano conflitto quali l’educazione dei figli, il sesso, il denaro e i lavori di casa, ma piuttosto di coltivate un’intelligenza emotiva di coppia, aumentando così le probabilità di risolvere i problemi. Imparate ad utilizzare le competenze emozionali; sopratutto la capacità di calmarsi (e di calmare il partner), l’empatia e la capacità di ascoltare l’altro, in modo da aumentare la probabilità che la vostra coppia riesca ad appianare efficacemente gli screzi.
  2. Un’utile strategia, da utilizzare durante gli scontri molto accesi, consiste nell’accordarsi in anticipo, dando la possibilità ad entrambi di chiedere di sospendere la discussione nel momento in cui si presentano i primi segni di “inondazione” emozionale in uno dei due. Questo intervallo, aiuta a ritrovare la calma e riprendersi dal “sequestro” emozionale aiutandosi con una tecnica di rilassamento o un esercizio aerobico.
  3. Per liberarsi dei pensieri negativi, imparando a riconoscerli e a metterli in discussione, senza permetter loro di innescare una reazione di collera o generare una ferita, può essere utile monitorarli, compiendo uno sforzo intenzionale per richiamare alla mente fatti o prospettive che li mettano in discussione (Aaron Beck). Ad esempio, la partner potrebbe pensare: “Non gliene importa nulla delle mie necessità, è sempre talmente egoista”. A questo punto, potrebbe mettere in discussione il pensiero, ricordando tutti gli atti del marito che, in effetti, erano segni di premura. Ciò le consentirà di ridimensionare il suo pensiero facendogli assumere un’altra forma: “A volte dimostra che gli importa di me, anche se ciò che ha appena fatto è stato irriguardoso e mi ha fatto andare fuori di me”. In questo modo, se il primo pensiero genererà collera e risentimento, il secondo formulazione aiuterà ad intravedere una soluzione positiva.
  4. La capacità di ascoltare tiene unite le coppie. Alcune coppie spesso sono talmente assorbite dalla collera, che si fissano a tal punto sui dettagli del problema contingente, da non riuscire più ad ascoltare, meno che mai a ricambiare le eventuali offerte di pace che potrebbero essere implicite in ciò che sta dicendo il partner. Nella terapia di coppia viene comunemente usato un metodo per “ascoltare” efficacemente le emozioni che viene chiamato rispecchiamento. Quando un partner da voce ad una protesta, l’altro la ripete con le proprie parole, cercando di cogliere non solo il pensiero che la anima, ma anche i sentimenti che l’accompagnano. In questo modo il partner che sta rispecchiando l’altro controlla che la sua riformulazione corrisponda a quello che l’altro vuole effettivamente dire, riprovando finché non colpisce nel segno. Ciò genera nel partner, oltre alla sensazione di sentirsi compreso, anche una sintonia emozionale.
  5. Un altro modo molto efficace per ricomporre un diverbio è quello di far capire al partner che è possibile vedere le cose da punti di vista diversi, che possono ritenersi entrambi validi o anche di assumersi le proprie responsabilità e di scusarsi quando ci si rende conto di avere torto. Come minimo, riconoscendo la validità della prospettiva dell’altro, il partner gli comunica che lo sta ascoltando e che riesce a comprendere le emozioni che esprime, anche se non è d’accordo con la sua tesi.

Le strategie per un sano litigio devono essere sperimentate e ripassate non solo nella foga della battaglia, ma anche durante scambi privi di tensione: solo cosi facendo esiste una probabilità che esse divengano una risposta acquisita immediata (o almeno una seconda risposta non troppo ritardata) nel repertorio del circuito emozionale. Infatti se avessimo solo una scarsa familiarità verso un tipo di risposta emozionale, per quanto essa possa essere vantaggiosa, sarebbe estremamente difficile riuscire a ricorrere ad essa quando si è sconvolti.

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