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Pubblico di seguito un’intervista che ho rilasciato su Repubblica.it firmata da Irma D’Aria su come i social network influiscono nell’assunzione di comportamenti positivi.

Buona lettura

Davide Algeri

Una ricerca del Mit mette sotto una nuova luce i siti come Facebook e Twitter: “Non è vero che ci alienano e ci isolano, anzi ci stimolano a conseguire un obiettivo”di IRMA D’ARIA

riabilitati-social-networkPuò un social network aiutare a diffondere sani stili di vita? Un nuovo studio condotto presso il Massachusetts Institute of Technology (Mit) di Cambridge e pubblicata oggi (1 dicembre) su Science ha concluso che la chiave di tutto è l’omofilia, ossia la tendenza a cercare online chi ci somiglia e ha i nostri stessi interessi. Dunque, i social network non solo diffondono consigli e opinioni ma, ad un ulteriore livello, possono modificare i comportamenti. Conclusioni che confutano studi precedenti che avevano, invece, provato a dimostrare che la navigazione in rete e soprattutto la frequentazione di social network può ostacolare la effettiva diffusione di informazioni e ridurre la possibilità che ciascuno adotti delle sani abitudini di vita come mangiare bene o fare attività fisica. Invece, accade proprio il contrario perché in rete ci si sceglie non solo per similitudine ma anche per la voglia di migliorarsi.

Per esempio, chi sta meditando di iniziare una dieta o iscriversi in palestra, si registra ad un forum o frequenta una chat in cui può trovare consigli utili. Ed è proprio questa, secondo i ricercatori, la molla che induce poi le persone connesse a “contagiare” positivamente i comportamenti. Per dimostrare questa teoria, Damon Centola, docente alla Sloan School of Management del Mit, ha creato un social network nel quale i partecipanti erano collegati con i loro amici sia con un criterio casuale che sulla base del sesso, dell’età e dell’indice di massa corporea. Poi ha introdotto l’idea di un “diario della dieta” tramite un partecipante fittizio che invitava i vari membri a scrivere nel diario. Quando uno dei partecipanti si registrava in questo diario, automaticamente partiva l’invito anche per gli amici del nuovo iscritto. Risultato? L’adozione del diario della dieta è stata maggiore nell’ambito del network basato sulla somiglianza piuttosto che in quello in cui i contatti erano  casuali. Centola ha anche notato che i frequentatori abituali di social network, forum e community sono più portati rispetto agli altri utenti a partecipare a scambi di opinioni sulla salute e la medicina.

“Le esperienze degli internauti, oltre a fornire importanti informazioni, aiutano a prendere consapevolezza” conferma Davide Algeri, psicoterapeuta e ideatore del Servizio Italiano di Psicologia Online (SIPO). “Viviamo e percepiamo ciò che sarà il reale attraverso il parere virtuale degli altri. Potremmo dire che gli altri ci trasmettono una sorta di consapevolezza che ci condiziona, generando ben-essere sociale o mal-essere a seconda dei casi”. Gioca un ruolo importante anche la ridondanza delle informazioni che tipicamente circolano nei social network: proprio la ripetitività di alcune idee, infatti, stimola i cambiamenti di abitudine e rende gli utenti più propensi ad adottarne di nuove.

“Ma è importante non generalizzare”, avverte lo psicoterapeuta. “Nel campo della salute, leggere i pareri presenti sui forum, le community, i social network, se da un lato può aiutare, creando un contesto protettivo, dall’altro può contribuire a peggiorare la situazione. Mi riferisco ai casi di cybercondria o overloading information”. Come sempre, serve equilibrio.  Soltanto con un uso razionale i network possono essere considerati mezzi in grado di veicolare comportamenti e attitudini positive tra vari attori sociali. In ambito medico, queste conclusioni permettono di ipotizzare l’utilizzo di questi canali per promuovere pratiche mediche virtuose, come la prevenzione di alcune malattie o la vaccinazione.

Ma l’effetto virale dei social network sui sani stili di vita vale per tutte le età? “I giovani e soprattutto gli adolescenti sono un target molto sensibile ai social network” spiega Algeri. “Ecco perché Internet può essere visto come uno strumento per operare nel settore della prevenzione specialmente fra i giovani, visto che sono loro che principalmente utilizzano questa modalità di comunicazione. Ma poiché nel virtuale valgono le stesse regole del reale, bisogna fare attenzione al giro di amici o comunque di persone simili che si creano sulla rete, in particolare per i giovani che tendono all’omologazione” conclude.

Anche chi ha i capelli grigi, comunque, può trarre beneficio dalla frequentazione dei social network.  Uno studio tutto italiano ha, infatti, dimostrato che collegarsi quotidianamente a Facebook per un’ora ha un effetto benefico sulla memoria, la conserva attiva perché stimolata e migliora l’umore dei navigatori della Rete dalle tempie grigie.

Per chi desiderasse approfondire, riporto di seguito anche l’abstract della ricerca da cui parte la riflessione.

Social Similarity Promotes the Spread of Information:

social network

How do healthy behaviors, like eating well, spread from person to person across various social networks? New research suggests that having friends similar to oneself might be the key. But, the question has been important to public health officials and a long-standing focus of researcher Damon Centola’s recent studies. Last year, for example, Centola demonstrated that people usually require contact with many others before they are convinced to adopt a certain behavior, like registering for an online health forum. Now, a follow-up study by Centola refutes the notion that homophily, or the tendency of people to have similar friends, hinders the effective spread of information. (In the past, researchers have suggested that homophily — one of the most pervasive features of social networks — actually reduces the adoption of healthy behaviors among people in a social network.) Instead, this researcher found that increasing the similarity between paired participants in an online network only increases their access to and the adoption of healthy behaviors. Centola created an online social network in which participants were either matched with their “buddies” randomly or based on their gender, age and body mass indices. He then introduced the idea of a “diet diary” to the differently structured social networks via a dummy participant who invited its health buddies to write in the diary. Once a participant signed up for this diet diary, an invitation to join was sent to all of his or her buddies in the network. Centola eventually found that adoption of this diet diary was much higher in the network based on homophily than in the randomly structured network. In fact, it appears that the participants who needed the diet diary the most also received the most benefits from being in a network based on homophily, he says. A Perspective by Marco van der Leij explains these findings along with their implications for public health in greater detail.

An Experimental Study of Homophily in the Adoption of Health Behavior,” by D. Centola at Massachusetts Institute of Technology in Cambridge, MA.

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Dott. Davide Algeri

Psicologo, Psicoterapeuta, Consulente sessuale e Coach presso Psicologia Pratica: La psicologia del cambiamento concreto
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