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Instaurare buone relazioni con l’Intelligenza Interpersonale

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Intelligenza InterpersonaleIntelligenza Interpersonale

E’ l’ora della ricreazione alla scuola materna, e un gruppo di bambini sta correndo nel prato. Marco inciampa, si fa male al ginocchio e comincia a piangere, ma gli altri bambini continuano imperterriti a correre – tranne Andrea, che si ferma. Quando i singhiozzi di Marco diminuiscono, Andrea di abbassa e si strofina il ginocchio dichiarando “Mi sono fatto male anche io!”.

Andrea potrebbe essere un esempio di quella che viene definita Intelligenza Interpersonale. Sembra che Andrea sia insolitamente bravo a riconoscere i sentimenti dei suoi compagni e a stabilire con essi connessioni facili e rapide. E’ stato solo Andrea a notare il dolore e la difficile situazione di Marco, e solo Andrea ha cercato di dargli un poco di sollievo, anche se tutto quel che è riuscito ad offrirgli è stato di strofinare a sua volta il proprio ginocchio.  Questo piccolo gesto tradisce un talento per i rapporti interpersonali, una capacità emozionale essenziale per la conservazione di forti relazioni – nell’ambito del matrimonio, dell’amicizia o di un rapporto d’affari. Nei bambini in età prescolare, queste capacità sono gemme di talenti che andranno maturando durante tutta la vita.

Come essere socialmente intelligenti con l’Intelligenza Interpersonale

riconoscere-emozioniIl talento di Andrea esemplifica una delle quattro abilità distinte che Thomas Hatch e Howard Garder, studiosi del concetto di intelligenza multipla, identificano come componenti dell’ Intelligenza Interpersonale:

  • Capacità di organizzare i gruppi. Si tratta dell’abilità essenziale dei leader, che comporta la capacità di coordinare gli sforzi di una rete di individui. Questo è il tipo di talento che si osserva nei registi e negli impresari teatrali o anche nei capi efficienti di organizzazioni. Il bambino dotato di questa abilità è quello che diventa il capitano di una squadra o che si assume la guida del gruppo decidendo quale gioco si farà.
  • Capacità di negoziare soluzioni. Questo è il talento del mediatore, capace di prevenire i conflitti o di risolvere quelli già in atto. Gli individuo dotati di questo talento eccellono nelle trattative, riescono a fare bene da mediatori nelle controversie e potrebbero fare carriera nella diplomazia. Nel caso dei bambini, questi sono soggetti capaci di sedare le liti che scoppiano durante il giorno.
  • Capacità di stabilire legami personali. È questo il talento di Andrea, la dote dell’empatia  e del saper entrare in connessione con gli altri. Esso facilita l’inizio di un’ interazione, il riconoscimento dei sentimenti e delle preoccupazioni degli altri e stimola la risposta adeguata- è l’arte stessa della relazione. Le persone che ne sono dotate sono buoni “giocatori di squadra”, coniugi affidabili, buoni amici o partner d’affari; nel mondo del lavoro essi riescono bene come venditori o manager, e possono anche rivelarsi eccellenti insegnanti. I bambini come Andrea vanno d’accordo praticamente con chiunque, riescono ad inserirsi in un gruppo già impegnato nel gioco e sono felici di farlo. Questi bambini sono bravissimi a leggere le espressioni facciali.
  • Capacità d’analisi della situazione sociale. Ossia, la capacità di riconoscere e di comprendere i sentimenti, le motivazioni e le preoccupazioni altrui. Questa conoscenza del modo in cui si sentono gli altri può facilitare l’intimità e i rapporti. Nel caso migliore, questa abilità porta ad essere terapeuti o consulenti competenti oppure se combinata ad un certo talento letterario, si confà a un romanziere o ad un drammaturgo.

Prese nel suo insieme, tutte queste abilità costituiscono l’essenza stessa della loro brillantezza nei rapporti interpersonali, gli ingredienti necessari per il fascino, il successo sociale – perfino per il carisma. Coloro che sono dotati dell’intelligenza sociale possono entrare in rapporto con gli altri con grandissima disinvoltura, sono abilissimi nel leggere le loro reazioni e i loro sentimenti e sanno fare da guide e da organizzatori. Essi sono per natura dei leader- le persone che sanno esprimere i sentimenti impliciti della collettività e sanno articolarli in modo da guidare il gruppo al raggiungimento dei proprio obiettivi. Questi individui sono il tipo di persona con i quali gli altri amano stare, perché sono rinvigorenti dal punto di vista emotivo – in altre parole, diffondono intorno a sé il buon umore, e portano gli altri ad esclamare che “E’ un piacere avere a che fare con gente così”. Queste capacità interpersonali si basano su altre intelligenze emotive. Gli individui che fanno un’eccellente impressione sociale, ad esempio, sono bravi a monitorare la propria espressione dell’emozione, e sono abili a sintonizzarsi sulle reazioni degli altri in modo da adattare alla perfezione la propria prestazione sociale.

I camaleonti sociali, campioni nel fare una buona impressione

mettere-la-mascheraSe le capacità interpersonali non sono bilanciate da un’acuta percezione delle proprie esigenze e dei propri sentimenti, come pure del modo di soddisfare entrambi, esse possono portare ad un successo sociale privo di significato – una popolarità conquistata a scapito della soddisfazione personale. Questa è la tesi di Mark Snyder, uno psicologo della Minnesota University; egli ha studiato individui che grazie alle loro abilità erano diventati una sorta di camaleonti sociali, il cui credo psicologico potrebbe benissimo essere riassunto delle parole del poeta W.H. Auden quando affermava che l’immagine privata che egli aveva di se stesso “è molto diversa dall’immagine che cerco di creare nelle menti degli altri per fare in modo che essi mi amino”. Tale compromesso si verifica quando le abilità sociali sono superiori alla capacità di conoscere e rispettare i propri sentimenti: per essere amati, o almeno per essere graditi, i camaleonti sociali sono disposti a prendere le sembianze di qualunque cosa gli altri sembrino desiderare. Il segno che un individuo appartiene a questa categoria, secondo Snyder, è che fa sempre un’eccellente impressione, pur avendo poche relazioni intime stabili o comunque soddisfacenti. Uno schema più sano, naturalmente, è quello di bilanciare la fedeltà a se stessi con le abilità sociali, usandole con integrità.

Prima di reagire, invece di dire semplicemente ciò che sentono davvero, queste persone cercano di analizzare minutamente l’altro alla ricerca di un indizio di ciò che egli desidera da loro. Per andare d’accordo con gli altri ed essere apprezzati, costoro sono disposti a far credere a coloro che detestano di essergli in realtà amici.

La differenza fra i camaleonti sociali, alla deriva della continua ricerca di fare buona impressione su tutti, e coloro che usano la propria brillantezza sociale in modo più conforme ai propri sentimenti, sembra risiedere nella capacità di essere autentici, “fedeli a se stessi”, un’abilità che consente di agire in armonia con i propri sentimenti e i propri valori più profondi, indipendentemente da quelle che potranno essere le conseguenze sociali del nostro atto.

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