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Dipendenza da Facebook: quando una mania si trasforma in problema

Dipendenza da Facebook
Tempo di lettura: 3 minuti

Dipendenza da FacebookDipendenza da Facebook e dai Social Network

Con la nascita e la diffusione di Facebook nel 2008, l’Italia si è posizionata al primo posto della classifica mondiale dei paesi con una maggiore percentuale di incremento utenti. (Leggi il mio contributo nell’inchiesta uscita su Repubblica.it  “L’ossessione da like che ci rende vulnerabili“).

Facebook, come ormai tutti sanno, è un aggregatore di persone che cercano e vogliono mantenere contatti con vecchi e nuovi amici, condividendo foto, video e contenuti della propria vita.

Purtroppo però, accanto alle caratteristiche positive di visibilità, congregazione, condivisione, recupero di vecchie conoscenze ed amicizie e nascita di nuove, sempre più vanno creandosi  problemi legati all’uso e all’abuso, che spesso terminano in vere proprie situazioni di dipendenza.

Dipendenza da Facebook, ovvero la dipendenza da amici

Stiamo parlando di quella che è stata definita “Social Network addiction” o “Friendship addiction“, ovvero una sorta di dipendenza legata ad un bisogno di connettersi, aggiornare il proprio profilo e controllare la propria pagina web e da amicizia (detta anche amico-dipendenza), o meglio la ricerca di nuove amicizie virtuali da poter registrare sul proprio profilo.

Come in tutti i casi di dipendenza, anche in questa sono presenti:

  • sintomi di tolleranza (assuefazione), connessa alla necessità di stare collegati e/o aggiornare i contenuti personali della propria pagina sempre di più ad ogni nuova connessione per raggiungere la medesima sensazione di appagamento;
  • sintomi di astinenza, ovvero sensazioni di intenso disagio psico-fisico che si presenta quando non ci si collega per un certo periodo di tempo;
  • sintomi di craving, ovvero l’aumentare di pensieri fissi e di forti impulsi a come e quando connettersi.

Dipendenza da Facebook  o bisogno di sicurezza?

La dipendenza dai Social Network sembra essere dovuta al forte senso di sicurezza, di personalità e di socialità che Facebook apparentemente offre in maniera facile e immediata. In una società sempre meno connotata da contatti sociali reali e autentici e al contempo sempre più caratterizzata dal prevalere dell’immagine, Facebook si presenta come potenziale luogo all’interno del quale accogliere e, attraverso un meccanismo di capovolgimento, trasformare le insicurezze delle persone in certezze, i difetti in pregi, il brutto in bello (tasto mi piace nelle foto, video, e contenuti in generale; condivisione di link con frasi fatte, dettate dal senso comune, bizzarre, bizzarre; inviti a far parte di gruppi, etc). E’ a partire da queste premesse che l’utilizzo smodato di facebook sembrerebbe portare dei vantaggi nella vita della persona, ma che ad un’analisi approfondita si rivelano apparenti, tra gli pseudo-vantaggi è possibile individuare:

  • mascheramento delle personali ansie, preoccupazioni, sbalzi d’umore e il proprio senso di disistima e di solitudine.
  • riempimento, conferma e/o rafforzamento del proprio ego, attraverso le richieste di nuove amicizie
  • meccanismi psicologici e neurologici di piacere, soddisfazione, affettività ed autostima.

Dipendenza da Facebook: effetti collaterali

Se da un lato gli pseudo-vantaggi portano il soggetto a sperimentare una sensazione immediata di piacere e soddisfazione, dall’altro a lungo termine, subentrano gli effetti collaterali:

  • isolamento sociale;
  • menomazione delle principali sfere vitali come quelle lavorativa, familiare, sociale, affettiva;
  • distorsione del senso dell’amicalità, dei rapporti affettivi e sociali causata dalla competizione tra gli utenti nel cercare di raggiungere il numero più alto di “amici”, connessi al proprio profilo;
  • dipendenza da amicizia (“Friendship addiction”) cioè la tendenza ad aumentare il numero di amici aggregati alla propria pagina, al fine di ottenere riconoscimento e visibilità;
  • amicizie virtuali, che forse non si conosceranno mai;
  • tolleranza, astinenza e craving;
  • sintomi psicologici come ansia, pensieri fissi, depressione, attacchi di panico, paura (ad esempio di non avere più informazioni o collegamenti e di stare o rimanere da soli), problemi di sonno, insicurezza, suscettibilità;
  • problemi sociali, familiari, affettivi e lavorativi quali ritardi o assenze a scuola o a lavoro (con la sua possibile perdita), graduale isolamento, distorsione dei rapporti affettivi e sociali, disgregazione dal gruppo familiare ed amicale;
  • emicrania, stress oculare, iper sudorazione, tachicardia, tensioni, crampi e/o dolori muscolari (a causa delle numerose ore passate davanti al computer), forte stanchezza;
  • altre dipendenze che possono scaturire quali dipendenza da internet o la dipendenza da contenuti pornografici online.

Consigli utili:

  1. Provare a circoscrivere il tempo, ponendosi degli orari (es. max un’ora/due ore al giorno)
  2. Cercare di selezionare le amicizie (meglio pochi ma buoni)
  3. Coltivare attività e amicizie nel proprio contesto di vita reale
Dipendenza da Facebook: quando una mania si trasforma in problema
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Dott. Davide Algeri

Psicologo, Psicoterapeuta, Consulente sessuale e Coach at Psicologia Pratica: La psicologia del cambiamento concreto
Psicologo, Psicoterapeuta, Consulente sessuale e Coach
Aiuto le persone a trovare semplici soluzioni pratiche a problemi complessi.

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