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Il coaching “creativo”

Tempo di lettura: 3 minuti

C’è qualcosa che sapete,
ma che non sapete di sapere.
Quando scoprite ciò che sapevate
sapete di poter incominciare

Milton H. Erickson

coachingIn questo momento storico di cambiamento e di crisi economica e sociale, la creatività è uno degli strumenti più importanti per reinventarsi e per innovare il proprio mondo.

Per favorire l’applicazione della creatività, intesa come risorsa, alla creazione di uno spazio di lavoro attivo, autonomo e propositivo, oggi sempre più, vengono in aiuto coaches, orientatori, consulenti psicologi che, servendosi di parole chiave, quali innovazione, soluzioni trasformative, progettano e definiscono gli obiettivi personali e professionali, insieme ai loro clienti.

Il coaching e l’orientamento, risultano infatti essere metodi di intervento molto efficaci, che favoriscono il cambiamento e l’innalzamento dei livelli di performance, attraverso la definizione e il raggiungimento di obiettivi, fino al punto di rendere la persona capace di procedere in maniera autonoma.

La definizione degli obiettivi, avviene ad esempio attraverso diversi step quali:

  1. la ricerca e l’organizzazione delle competenze, delle risorse utili e necessarie, ma soprattutto delle potenzialità inespresse (attitudini, passioni, abilità che non hanno avuto modo di esprimersi concretamente);
  2. la valorizzazione e l’utilizzazione di queste attraverso l’elaborazione di idee, di alternative e di soluzioni opportune;
  3. la produzione e la sperimentazione di un piano di azione, monitorato costantemente nell’efficacia e nella realizzabilità, al fine di generare motivazioni e di superare la confusione ad orientarsi e a progettarsi.

Al fine di evitare quelle trappole mentali che non consentono di effettuare scelte adeguate, relativamente alle mete da realizzare, alle strategie e alle operazioni da effettuare, è necessario rendere l’obiettivo misurabile e rilevante, per avere chiara la differenza tra lo stato di partenza e lo stato desiderato. Altrimenti si rischia di colmare il divario esistente tra il primo e il secondo stato, ponendosi ad esempio una meta irrealistica e finendo per “abbassare l’asticella”, per avvicinare lo stato desiderato a quello attuale, favorendo in tal senso l’immobilismo. Ciò aumenterebbe il rischio, anche in seguito, che possa crearsi una norma che regoli verso il basso i risultati futuri.

Si parla in questo caso di erosione degli obiettivi: una condizione in cui si tende ad abbassare le aspettative di successo, piuttosto che aumentare l’impegno, per arrivare allo stato desiderato.

Per evitare ciò può tornare utile far riferimento al cosiddetto obiettivo ben-formato che Peter Drucker definisce con l’acronimo SMART individuando le caratteristiche di un obiettivo, deve possedere.

In particolare deve essere:

  • Specifico, dettagliato e definito nei particolari, se si vuole sapere realmente dove si vuole arrivare;
  • Misurabile, nei cambiamenti comportamentali, attraverso la comparsa di un’azione o di un atteggiamento che prima non c’era, di una nuova abitudine, di un modo di comunicare, o di reagire di fronte a specifiche situazioni;
  • Arrivabile o raggiungibile per mezzo di specifiche azioni;
  • Realizzabile, grazie ad un’attenta analisi della realtà entro cui deve essere formulato, rispetto ai vincoli, all’ambiente, alle risorse e alle competenze di cui si dispone;
  • Tempo, di cui deve tener conto.

Tutti strumenti utili per la crescita, il cambiamento, la trasformazione che, permettono di coniugare le risorse interne con aspetti della vita dell’individuo e/o del gruppo, al fine di ottenere livelli di performance più efficaci.

Miriam Vetrano

Riferimenti

  1. Drucker P.F., The Practice of Management, Harper & Row, New York, 1954
  2. Parsi M.R., Del Monte M., Piperno S., Coaching Creativo. Tecniche per la crescita, l’innovazione, il cambiamento personale ed aziendale, F. Angeli, 2007.
  3. Del Monte M., Parsi M.R., Piperno S., I percorsi del Coaching Creativo. Agire per obiettivi, creare soluzioni, realizzare cambiamento, F. Angeli, 2009

Il coaching “creativo”
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