Lo psicologo in farmacia
25 settembre 2010
Dott.ssa Mara Giani – Psicologa Psicoterapeuta
30 settembre 2010
Tutte le ctegorie

Quando l’aiuto diventa necessario (nono incontro)

caso clinico
Tempo di lettura: 3 minuti

caso clinicoNono incontro con Maria

Come evince dalle sue parole la ragazza appare grintosa e positiva.

P – cara dottoressa, ti comunico che sto lavorando seriamente per liberarti di una paziente. Penso proprio che presto non ci sarà più motivo perché io venga qui!

T – magnifico Maria! Allora mi aspetto di ascoltare cose positive oggi da parte tua; non mi dire che hai già risolto tutto!

P – magari! Ma non vedo l’ora di poterlo dire davvero, però una cosa la posso dire: sento che sto acquistando più forza e sicurezza in me, sento che questo nuovo modo di usare la mia testa è come se mi avesse fatto capire che cosa vuol dire usare l’intelligenza. Ho la sensazione di sentirmi padrona di me e mi sono resa conto che non c’è nulla di male ad avere qualche problema, qualche cosa che ci fa soffrire, perché nessuno è perfetto, ora non mi sento impotente e rassegnata, perché ho incominciato a capire come aiutarmi da sola a correggere le cose che mi fanno soffrire. Ho capito, per esempio, quanto è opportuno cercare ogni volta il tiranno in azione, il”dovere”, cioè quello che stopretendendo che accada o pretendendo che non deve accadere, e poi smontarlo col tridente.

T – molto bene, sinceramente non potevo desiderare un feed-back migliore.

P – ora ti mostro il lavoro che ho fatto, ma prima ti devo raccontare una cosa che mi ha fatto sentire in gran forma per tutta la settimana, ascolta: ero alla fermata del’autobus ed ho tirato fuori dal borsellino la tessera intera rete; una volta salita sul mezzo e trovato un posto libero ho cercato di nuovo il borsellino per riporre la tessera, ma non c’era più nella borsa. Cerco e ricerco e mi rendo conto che me lo hanno sfilato probabilmente quand’ero  alla fermata e contrariamente a come avrei fatto qualche mese fa, mi sono accorta che con tutta calma mi stavo dicendo: è si! esistono pure i ladri e i ladri sono tali perché rubano, non è mica una novità cara Maria! E questa volta è toccato a te! Può capitare di essere derubati. Meno male che dentro c’erano solo spiccioli e che il documento l’avevo nella tasca! Sono stata proprio fortunata! E mentre pensavo questo mi sono sorpresa da sola! In altri tempi avrei gridato, l’avrei detto a tutti urlando ed avrei subito telefonato a mamma. Ecco questo fatto mi ha fatto sentire davvero molto bene con me stessa, mi sono proprio piaciuta.

T – devo dirti Maria che la tua reazione, i pensieri che hai fatto e l’emozione che hai provato, rispetto all’evento furto del borsellino, sarebbero da citare su un manuale di comportamento razionale! Molto bene, sono d’accordo sul fatto che inizi ad usare al meglio la tua intelligenza.

P – ….allora…. il mio lavoro consisteva  nel ripetere per iscritto la ridefinizione razionale e funzionale dei B, responsabili di una rabbia verso me stessa, relativamente all’A: ho un problema di schifo se penso al bacio in bocca. Io ho scritto, prendo l’ultima stesura: può capitare alle persone di avere un problema, io sono una persona ed ho un problema di rifiuto e di schifo pensando al bacio, ma questo non significa, né che sono sbagliata, né che sono difettosa, né che sono anormale; Significa solo che ho un problema pensando al bacio, problema che mi piacerebbe risolvere e che niente mi impedisce di farlo. Se, come insegna Elisabetta, tutto ciò che accade, in quanto accade, è possibile che possa accadere, allora avere il problema che ho è una cosa del tutto normale anche se a me non piace! Ma dove sta scritto che a me deve accadere solo quello che mi piace? La rabbia verso di me non l’avverto ed il mio E, rispetto a questo evento, mi sembra del tutto soddisfacente: l’emozione che provo ora è di comprensione e rispetto verso di me nonostante il problema. Questa emozione la provo spesso durante il giorno anche fuori dell’esercizio.

T – hai fatto un buon lavoro, ti stai muovendo bene. Continua l’esercizio per tutta la settimana sempre per iscritto, sempre tre volte al giorno. Se ti senti pronta, nel senso che non c’è più traccia della rabbia verso te stessa per il problema del bacio, puoi cominciare a discutere i B relativi al bacio in bocca. Che ne pensi?

P – penso che va benissimo.

Quando l’aiuto diventa necessario (nono incontro)
Dai un voto a questo articolo

Se ti è piaciuto questo post, aiutami a condividerlo sui Social Network!


_____________________________________________________

© Copyright, www.davidealgeri.com – Tutti i diritti riservati. Legge 633 del 22 Aprile 1941 e successive modifiche.

E’ vietata la copia e la pubblicazione, anche parziale, del materiale su altri siti internet e / o su qualunque altro mezzo se non a fronte di esplicita autorizzazione concessa da davidealgeri.com e con citazione esplicita della fonte. E’ consentita la riproduzione solo parziale su forum, pagine o blog solo se accompagnata da link all’originale della fonte. E’ altresì vietato utilizzare i materiali presenti nel sito per scopi commerciali di qualunque tipo.


Come ti senti dopo aver letto questo articolo?

0% 0% 0% 0% 0%

Contatta lo psicologo

Con l’invio del presente modulo acconsento al trattamento dei dati personali unicamente alla richiesta in oggetto, secondo la normativa vigente sulla Privacy D.Lgs. 196/2003.


HAI BISOGNO DI UNO PSICOLOGO NELLA TUA ZONA? CERCALO NELLA RETE DI PSICOLOGI


ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER
Iscriviti per ricevere future notifiche di nuovi corsi o contenuti da leggere. 🙂
Con l’invio del presente modulo acconsento al trattamento dei dati personali unicamente alla richiesta in oggetto, secondo la normativa vigente sulla Privacy D.Lgs. 196/2003.
Loading Facebook Comments ...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *