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Tempo di lettura: 3 minuti

autostima-nel-bambinoLa costruzione dell’autostima

L’autostima va differenziata dal concetto di sé che è una costellazione di elementi a cui una persona fa riferimento per descrivere se stessa. L’autostima è una valutazione circa le informazioni contenute nel concetto di sè.

L’autostima viene determinata da informazioni oggettive e soggettive, riferite a tre tipi di sé:

  • sé reale: è la valutazione oggettiva delle nostre competenze;
  • sé percepito: è la valutazione del sé reale;
  • sé ideale: corrisponde a come si vorrebbe essere.

L’autostima si costruisce, passo dopo passo, sin dai primi giorni di vita del piccolo e dipende, soprattutto, dal rapporto con le figure significative che si prendono cura di lui, dalla loro capacità di infondergli sicurezza e fiducia in se stesso e negli altri. In questo articolo cercheremo di offrire dei consigli utili che possano fungere da guida per promuovere l’autostima del proprio bambino.

Come si costruisce l’autostima di un bambino?

Un bambino piccolo si basa inizialmente su criteri esterni per confermare il proprio valore personale e la propria competenza, attraverso la dimostrazione di amore e approvazione da parte degli altri. Nei primi anni di vita il bambino sviluppa un’immagine di sè in base alla percezione di una positiva o negativa relazione con le figure primarie di riferimento. Il “seme” dell’ autostima è insito in ciascun individuo già dalla nascita, ma non è una abilità posseduta in termini assoluti, è una facoltà che va coltivata e sviluppata.

L’autostima riguarda quattro ambiti fondamentali di vita:

  • sociale: riguarda il rapporto con i pari e le situazioni che possono implicare  l’incontro con persone nuove; si tratta di come stiamo quando siamo con gli altri, se ci sentiamo approvati, sostenuti, aiutati;
  • scolastico: riguarda il modo in ci sentiamo nell’intraprendere un’attività, superare una prestazione o raggiungere un risultato scolastico;
  • familiare: è in relazione al rapporto con i membri della famiglia e le valutazioni reciproche;
  • corporeo: è legata all’aspetto fisico e alle prestazioni fisiche.
Lettura di approfondimento:  Cyberbullismo: come si manifesta e come difendersi

L’autostima, influenza l’autoefficacia, cioè la consapevolezza di poter padroneggiare le situazioni e raggiungere i propri obiettivi, ma anche il tono dell’umore, le relazioni affettive e la presa di decisione. I bambini con bassa autostima vivono con un forte senso di inferiorità rispetto agli altri, sono solitari e reagiscono male alle critiche e alle pressioni sociali. Tendono a fuggire da eventuali fallimenti, tendono a idealizzare gli altri e provano un forte timore del giudizio altrui.

Come promuovere l’autostima nei propri figli?

  1. E’ estremamente importante evitare di etichettare il bambino come “timido”, sia parlando direttamente con lui sia con gli altri. Le etichette rimangono addosso generando una profezia che si autoavvera. È importante assicurarsi che il bambino abbia una visione positiva di se stesso e se manifesta emozioni negative come la paura, non bisogna dimenticare di aiutarlo ad accettare i suoi sentimenti: “Sembra che tu sia nervoso, è comprensibile”. In queste situazioni è fondamentale evitare di ignorare o minimizzare i suoi sentimenti con frasi del tipo “non essere sciocco, i grandi non sono timidi”. Questo tipo di commenti porta il bambino a pensare che i propri stati d’animo non siano adeguati. Questo può generare confusione e distorsioni cognitive. È riscontrato come i bambini, i cui sentimenti vengono accettati e compresi dai genitori, tendono ad essere molto più espressivi dal punto di vista emotivo, e ad avere più sicurezza e autostima.
  2. Per alleviare i dubbi del bambino potrebbe essere utile parlare di un generico “altro”: “tutti si sentono insicuri a volte”, o riferirsi a situazioni che scoraggiavano ma che sono state superate con successo: “a volte al lavoro avevo paura di parlare, ma ho sempre fatto uno sforzo e poi mi sono sentito bene”. Può essere utile usare dei racconti o delle fiabe per introdurre il tema relativo alle modalità con cui affrontare le proprie paure o superare le sfide della vita. Con il tempo è importante provare a  incoraggiare nuove attività, in modo graduale e facendo un passo alla volta per raggiungere dei piccoli successi,  che potranno aiutarlo ad acquisire più sicurezza.
  3. I bambini imparano le proprie abilità sociali e comunicative osservando gli altri, quindi è fondamentale essere un buon modello di riferimento da seguire per quanto riguarda le modalità interattive.
  4. È importante utilizzare con il bambino affermazioni che possano aiutarlo ad aumentare la fiducia e la sicurezza in se stesso: “Ah, vedo che sei un po’ preoccupato, ma sono sicura che riuscirai ad affrontare questa situazione!“. Inoltre, un altro suggerimento potrebbe essere di ricorrere a delle lodi e dei rinforzi, per identificare con chiarezza i comportamenti corretti: “Hai salutato anche se eri nervoso, sei stato proprio bravo!”.
  5. Se il bambino è sempre triste e chiuso, ha difficoltà relazionali, è diventato improvvisamente ansioso, può essere utile prendere in considerazione l’idea di parlarne con il proprio medico o chiedere un supporto psicologico.
Lettura di approfondimento:  Come funziona la nostra mente?

Approfondimenti

  • Margot S. (2005). Aiutare i bambini.… con poca autostima, Erickson.
  • Plummer D. (2002). La mia autostima, Erickson.
  • Pope A.,  McHale S., Craighead E.(2008). Migliorare l’autostima, Erickson
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