Riporto qui di seguito un’intervista che ho rilasciato per Yahoo!Notizie su come spesso il potere può generare determinati comportamenti discutibili nella vita privata dei politici.
Buona Lettura
Davide Algeri
Tra scandali sessuali e condotte poco esemplari, perchè i potenti si comportano male?
Dalle accuse all’ex presidente del Fondo monetario internazionale al Rubygate, i vizi entrano nei palazzi del potere
Dovrebbero essere esempi da seguire, ma più spesso si scoprono fragili e pieni di vizi. Sono gli uomini considerati potenti, per il loro ruolo istituzionale, per le loro possibilità economiche o semplicemente per il loro nome. Ultimo episodio, lo scandalo che ha coinvolto il direttore del Fondo monetario internazionale Dominique Strauss-Kahn, accusato di stupro e altri reati sessuali ai danni di una cameriera di un albergo a New York. L’economista francese ha rassegnato le dimissioni, si è trovato sbattuto su tutte le prime pagine dei giornali ed è passato dai salotti buoni della finanza al carcere (ora si trova agli arresti domiciliari). Scandali sessuali non mancano neanche a casa nostra, anche se con i dovuti distinguo, con le ben note vicende del Rubygate e delle feste di Arcore nella casa del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, mentre di là dall’Oceano Arnold Schwarzenegger, a pochi mesi dalla fine del suo mandato come governatore della California, ha ammesso di aver avuto un figlio con la sua ex cameriera (ma sembra che ce ne siano in forse altri due).
Tre casi diversi, ma tutti accomunati da un comportamento discutibile. Ma cosa spinge uomini tanto potenti a comportarsi male? Lo abbiamo chiesto a uno psicologo, il dottor Davide Algeri: «La lotta al potere e le dinamiche che la caratterizzano mettono già di per sé in evidenza il fatto che, molto spesso, chi detiene il potere o decide di intraprendere la strada per la conquista, debba possedere delle caratteristiche ben precise, necessarie per la “lotta alla sopravvivenza” in un ambiente così altamente competitivo – spiega Algeri – Accade frequentemente, però, che proprio tali caratteristiche, di per sé positive, nel momento in cui si raggiunge un’alta posizione di potere, finiscano con il provocare altre dinamiche che intaccano inevitabilmente la vita della persona in tutti i suoi aspetti».
Insomma, più si ha successo nella carriera e più difficile diventa la vita privata. «Dominique Strauss-Kahn, Arnold Schwarzenegger e Silvio Berlusconi sono legati tutti da un aspetto comune che non è semplicemente il fatto di gestire il potere, ma anche e soprattutto il fatto di essere visti dalla società, dai mass media, come persone invincibili, costantemente seguite in ogni momento della loro vita – prosegue lo psicologo -.Tutto questo, finisce probabilmente col creare una sorta di patina nella vita privata di queste persone che la rende finta, priva di autenticità. La conseguenza immediata di questa condizione risiede nei vissuti di questi personaggi che finiscono col non essere in grado, o ad avere grosse difficoltà a distinguere la vita privata dalla vita pubblica. È come se sotto l’effetto del senso di onnipotenza generato dal potere, si sentissero autorizzati a oltrepassare, a volte senza rendersene conto, i limiti».
Recenti studi americani parlano anche di Sindrome di hybris (che in greco significa superbia): si tratta della tendenza delle persone di potere ad avere comportamenti arroganti e presuntuosi insieme a vissuti paranoici rispetto alla propria immagine e alla tutela del proprio ruolo: «Questa sindrome è stata riconosciuta e descritta soltanto recentemente, pertanto è necessario muoversi con cautela rispetto alla formulazione di diagnosi certe – sottolinea Algeri -. Rientrano in questo quadro alcuni comportamenti come cercare di mettersi sempre al centro di tutto, un’eccessiva preoccupazione della propria immagine e ritenersi sempre nel giusto rispetto a coloro che la pensano diversamente. La principale conseguenza che genera un simile quadro patologico è l’incapacità da parte della persona di prendere decisioni utili ed efficaci per la risoluzione dei problemi che è chiamato a risolvere chi occupa un ruolo di responsabilità sociale. Ciò è dovuto al fatto che tutte le energie della persona sono concentrate unicamente sul costante sforzo di proteggere la propria immagine e al soddisfacimento delle proprie esigenze personali a discapito invece del bene della collettività. Un tratto, quest’ultimo, che spesso riscontriamo nelle storie dei personaggi di potere, in particolar modo dei nostri tempi».
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