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Sono solo parole, ma…

Tempo di lettura: 3 minuti

promozione-benessereSono solo parole, ma…
…il nostro IO emotivo che è una dimensione bambina crede ciecamente a ciò che la ragione propone.

Il principio di cui sopra, egregiamente confermato dalla psicosomatica, è stato proposto alla riflessione degli individui anche da Moliere nel suo: Malato immaginario.

In pratica le idee, le convinzioni, le credenze che abbiamo fatto proprie, grazie alla fedele messa in pratica da parte dell’energia inconscia, diventano la nostra realtà.

Le idee doveristiche, di cui è gremita la psiche dell’uomo, sono le cellule responsabili del disagio umano poiché, in quanto un falso, tutto ciò che è costruito su di esse risulterà negativo e disfunzionale per la persona dando luogo a sentimenti negativi e disagi vari fino ad organizzarsi in veri e propri nuclei nevrotici i quali sotto forma di circoli viziosi diventano i diretti responsabili della sofferenza e la patologia mentale.

Come da promessa tenteremo di dimostrare il come ed il perché DOVERE è un falso. Useremo criteri scientifici nelle nostre indagini quindi concordiamo che se un imperativo ha ragione di essere ciò dovrà essere dimostrato con prove inconfutabili, viceversa sarà un falso.

Prendiamo in considerazione una legge doveristica molto popolare e condivisa/fatta propria dalla maggior parte degli esseri viventi: “non si deve ammazzare”. Se prendiamo un microfono e andiamo in mezzo alla gente a chiedere: secondo lei è vero che non si deve ammazzare? Velocemente ci rendiamo conto che ci guardano con sospetto e sdegno; qualcuno mormorerà: ma che domande! Ma dove siamo arrivati! E ce lo chiedono pure! Ciò per sottolineare che siamo tutti convintissimi che non si deve ammazzare, che è una provocazione di cattivo gusto il solo chiederlo.

Bene allora assumiamo che è vero, non si deve…, ma come la mettiamo con la indifferenza glaciale di tutti di fronte alla morte violenta che ogni giorno si manifesta intorno a noi? Come la mettiamo con la realtà storica che l’uomo prima di imparare a scrivere ed accendere il fuoco già ammazzava per futili motivi come ad esempio il territorio, la donna, il potere, la fame? Come fa una persona ad essere fervidamente convinta che non si deve ammazzare e poi rimanere indifferente di fronte ai molteplici misfatti? È come essere convinti che un foglio bianco è contemporaneamente pure nero!

La risposta è solo una: o siamo tutti dissociati mentali oppure c’è qualcosa che non quadra. Se un fenomeno accade, in quanto accade, è possibile che può accadere, perché ci ostiniamo a pensare/pretendere che non debba accadere per poi straziarci per il fatto che è accaduto?

Da quanto esposto possiamo senz’altro ipotizzare che il DOVERE/NON DOVERE (ammazzare) essere, fare, ottenere ecc. è un falso ed è un falso perché dimostrato inconfutabilmente dalla storia dell’uomo.

Per le stesse ragioni possiamo ritenere e dimostrare che tutte le presunzioni doveristiche sono un falso dimostrabile. Tanto per fare qualche esempio: devo andare in vacanza, devo andare alla posta, non devo permettere che…, non mi deve tradire, non mi devono trattare così, devo fare i soldi, devo diventare importante, devo fargliela pagare, devo…devi……non deve.. ecc. ecc. A questo punto ci si potrebbe chiedere: ma allora questo vuol dire che è giusto ammazzare? Assolutamente no! Quello che vogliamo sottolineare è il non senso dell’uso e l’abuso del termine DOVERE. Premesso ciò possiamo senz’altro ipotizzare che il concetto in questione è un falso; allora poniamoci la domanda: qual è il termine giusto/vero per esprimere la propria preferenza? Supponiamo di cancellare dal nostro vocabolario “dovere”, quale termine potrebbe sostituirlo e che ogni volta può superare la prova verità? Invito i cari lettori ad esprimere il proprio parere ed anticipo che comunque ciò sarà argomento del prossimo articolo.

Elisabetta Vellone

Sono solo parole, ma…
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