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Il gruppo ABC per le famiglie

Tempo di lettura: 3 minuti

demenza-di-alzheimerCon l’avvento della malattia di Alzheimer e più precisamente a partire dal momento della diagnosi che fornisce una conferma della presenza della patologia nella vita del soggetto, la famiglia si trova ad affrontare un momento di crisi all’interno del quale vengono messi in discussione i modelli relazionali fino a quel momento funzionanti (Bruce E., Hodgson S., Schweitzer P., 2003). La malattia, inoltre, si interfaccia inevitabilmente con un altro concetto, quello di salute, “una faccia che rivela il carattere della persona e la qualità delle relazioni di cui è parte” (Cigoli V., 2000).

Le reazioni alla malattia, pertanto, saranno diverse e correlate alla storia precedente, alle strategie già note utilizzate in passato per gestire le situazioni di crisi, alle pratiche di cura che nella famiglia sono connesse ai copioni familiari: chi fa cosa, quali sono i ruoli e le funzioni delle diverse persone.

I gruppi ABC per uscire dal blocco

L’isolamento sociale, l’investimento di energie che richiede la presa in carico del soggetto Alzheimer diventa così gradualmente crescente, al punto tale da privare il familiare a vivere degli spazi privati all’interno dei quali sperimentare i molteplici aspetti della propria personalità (Tamanza G., 1998). Accade spesso inoltre che il familiare si trovi in una situazione di stallo dove le sue capacità di coping utili a gestire la situazione si trovano bloccate. Al fine di supportare il familiare per far sì che quest’ultimo e di riflesso il paziente possano ottenere un miglioramento della qualità della vita, Vigorelli ha messo a punto i gruppi ABC. Essi si presentano come gruppi di auto aiuto simili ai gruppi di Balint, inizialmente concepiti per la formazione dal punto di vista relazionale di medici e infermieri, che cercano di far passare ai familiari, consigli pratici per imparare ad adottare l’approccio conversazionale e per fornire al familiare uno spazio nel quale poter condividere stati d’animo, sofferenze, problemi sperimentati, infatti, “Il carico emotivo dell’assistenza, l’emergere dei ricordi e dei desideri, sono troppo forti per riuscire a prendere le distanze e far attenzione solo all’uso della parola” (Vigorelli P., 2008).

Lettura di approfondimento:  Alzheimer: il conversazionalismo

Nella prima parte di una seduta di gruppo ABC, dunque, i soggetti vengono sollecitati dal conduttore a rendere partecipe il gruppo su problemi e difficoltà sperimentati nel corso della settimana con il malato. Le dinamiche di rispecchiamento e di coesione che si attivano sono tali da portare i partecipanti a cercare di trovare insieme nuove soluzione per la gestione dei problemi. Nella seconda sessione di gruppo, invece, il conduttore invita i partecipanti a ricordare episodi di vita quotidiana che testimoniano la difficoltà a dialogare col proprio congiunto malato per poi far passare e trasmettere con un linguaggio semplice e concreto i principi e le tecniche del conversazionalismo. Il gruppo ABC si pone l’obiettivo di rendere il familiare “curante esperto della parola”, per cui può non soltanto assumere un ruolo attivo nella gestione di una malattia generalmente vista come invalidante e fonte di frustrazioni, ma ha anche la possibilità di riappropriarsi di spazi di vita privati (Vigorelli P., 2008) ed il malato, continuerà a sperimentare la sensazione di sentirsi parte integrante della vita familiare.

Bibliografia

  1. Bruce E. Hodgson S. Schweitzer P. I ricordi che curano. Pratiche di reminiscenza nella malattia di Alzheimer. Cortina editore, Milano 2003
  2. Cigoli V., Il corpo familiare:l’anziano, la malattia, l’intreccio generazionale. Franco Angeli, Milano, 2000
  3. Tamanza G., La malattia del riconoscimento: le relazioni familiari, il processo di cura. Unicopli, Milano
  4. Vigorelli P., Alzheimer senza paura, manuale d’aiuto per i familiari, perchè parlare, come parlare. Rizzoli, Milano 2003
Il gruppo ABC per le famiglie
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Dr.ssa Simona Lauri

Dr.ssa Simona Lauri

Psicologa Psicoterapeuta e Coach Alimentare
Esperta nel trattamento di Obesità e Disturbi Alimentari
Esercita la libera professione a Milano dove offre consulenza psicologica e psicoterapia breve strategica e interventi di mental training per sportivi.
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Dr.ssa Simona Lauri
Psicologa Psicoterapeuta e Coach Alimentare Esperta nel trattamento di Obesità e Disturbi Alimentari Esercita la libera professione a Milano dove offre consulenza psicologica e psicoterapia breve strategica e interventi di mental training per sportivi.