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Rischio in adolescenza: perché è così diffuso tra i giovani?

Tempo di lettura: 2 minuti

Rischio in adolescenzaIl rischio nell’adolescenza

L’adolescenza è una fase della vita dell’individuo che costituisce il passaggio dall’infanzia all’età adulta, per questo particolarmente delicata e spesso burrascosa nella ricerca di se stessi e della propria identità.

L’adolescente quindi si trova a porsi la domanda “chi sono io?” e per trovare una risposta è portato a mettersi alla prova, a sperimentarsi anche in situazioni limite.

I tipici comportamenti a rischio

Il fascino del rischio e della sfida sono caratteristiche frequenti del temperamento degli adolescenti e, se da un lato consentono loro di acquisire sicurezza in se stessi e di confrontarsi con i coetanei e con il mondo adulto, dall’altro li espongono a situazioni estreme che possono trasformarsi in pericoli reali: il fumo di sigarette, l’uso di spinelli e di altre droghe, l’abuso di alcol, la ricerca dello “sballo” e di sensazioni forti, gli atti di vandalismo o i piccoli furti, la guida pericolosa, la sperimentazione di una sessualità precoce e non protetta, le restrizioni alimentari spesso immotivate, fino ai tentati suicidi, sono tutti comportamenti che per la loro novità e pericolosità preoccupano e spaventano gli adulti, soprattutto i genitori.

Il rischio come rito di passaggio

Questi comportamenti, sebbene dannosi dal punto di vista sia fisico, sia psichico che sociale, sembrano offrire all’adolescente una via d’uscita alle insicurezze e incertezze sperimentate in questa fase della vita. Una delle spiegazioni date per spiegare la tendenza degli adolescenti ad esporsi a tali situazioni di pericolo riprende aspetti antropologici e psico-sociali del percorso di crescita e si richiama al concetto di rito di passaggio: nei secoli passati, e ancora oggi nelle società tribali a tradizione orale, i momenti di passaggio da una fase della vita a quella successiva sono ritualizzati e contenuti all’interno di una cornice culturale e sociale che attribuisce loro un significato condiviso; nella nostra società attuale, invece, da un lato viene frequentemente a mancare un ordine simbolico stabile, mentre dall’altro si rafforza la tendenza all’individualità a scapito della dimensione di gruppo (come la famiglia allargata e il gruppo sociale di appartenenza), elementi che messi insieme rendono più difficoltosa la transizione dell’adolescente dalla condizione di bambino verso quella di giovane adulto.

Lettura di approfondimento:  Bullismo psicologico...al femminile

Verso l’età adulta

Il rito di passaggio si costituisce come un’iniziazione, dove la consuetudine prevede un insieme di processi di separazione, principalmente dalla madre e dalla famiglia, il lutto per il mondo infantile che si viene a perdere, e l’assunzione di una identità sessuale stabile e adulta, quindi il confronto con l’altro sesso ed infine l’elaborazione di sentimenti di invidia e rivalità verso il mondo adulto; tutti fattori che, se non socializzati e ritualizzati, vengono ricercati dall’adolescente in maniera disfunzionale attraverso il ricorso ad “iniziazioni” improvvisate e poco pensate agite spesso in gruppo o in banda, basate ad esempio sull’uso di stupefacenti o su prove di coraggio che possono rivelarsi altamente pericolose per l’incolumità dell’individuo che le sperimenta.

Approfondimenti

  • Ahovi, J., Moro, M.R. Riti di passaggio e adolescenza: una riflessione su normalità e patologia a partire dall’esperienza transculturale (Rites of passage and adolescence: a cross-cultural approach to normality and pathology), in Rivista Sperimentale di Freniatria, Milano, F.Angeli, 2010
  • Palmonari, A., Psicologia dell’adolescenza, Bologna, Il Mulino, 1997
  • Pietropolli Charmet, G. Fragile e spavaldo. Ritratto dell’adolescente di oggi. Roma, Laterza, 2009
  • Van Gennep, A., I riti di passaggio, Torino, Universale Bollati Boringhieri, 1981
Rischio in adolescenza: perché è così diffuso tra i giovani?
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