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Depressione e minfulness

Tempo di lettura: 3 minuti

depressione e minfulnessLa depressione oggi è in aumento

La depressione oggi colpisce milioni di persone, si sta diffondendo sempre di più nei paesi occidentali. Se anni fa compariva per la prima volta dopo i quarant’anni ora compare intorno ai venticinque. Dai dati emerge che almeno il cinquanta per cento di coloro che fanno esperienza di depressione deve constatare che ritorna, anche se apparentemente si erano ripresi del tutto. Chi ha sofferto di depressione prima dei vent’anni è a rischio di subire ricadute.

La depressione e nuove scoperte

Si è constatato che la depressione forma una connessione nel cervello tra umore depresso e pensieri negativi, cosi che una normale tristezza può riattivare pensieri molto negativi (M. Williams, Z. Segal e J. Teasdale, J. K. Zinn, 2010).

“Non sono solo i pensieri ad influenzare l’umore, ma anche l’umore può influenzare i pensieri così da far precipitare l’umore stesso”.

Quando siamo molto tristi o depressi si attivano una moltitudine di pensieri, emozioni, comportamenti; come perdita di interesse, difficoltà di concentrazione, senso di tristezza o depressione per la maggior parte del giorno, rallentamento o agitazione durante la giornata, sensazione di affaticamento o calo di energia, pensiero di morte ricorrente o idee di suicidio (DSM IV).

La tristezza delle vote lascia il posto alla depressione, l’insieme di pensieri negativi generano tensioni, dolori, stanchezza, inquietudine che danno ulteriore forza ai pensieri negativi. Spesso quando siamo depressi siamo anche irritabili, impazienti, fatichiamo a sopportare le persone che ci stanno attorno.

Depressione e modalità del fare

Nella depressione i pensieri che si attivano ci comunicano che il problema siamo noi e di conseguenza cerchiamo di uscire dai nostri umori con il pensiero, cercando di capire cosa non ha funzionato: “cosa non va in me? Perché mi sento sempre sopraffatto?”

Lettura di approfondimento:  Mindfulness e il suo uso nella quotidianità

M. Williams, Z. Segal e J. Teasdale, J. K. Zinn (2010) affermano che spesso attiviamo la  modalità del fare che di solito funziona bene, aiutandoci a raggiungere i nostri obiettivi nelle situazioni di ogni giorno. Se vogliamo che accada una cosa concentriamo l’attenzione sulla riduzione del divario tra la nostra idea di dove siamo e l’idea di dove vogliamo andare. Questa modalità del fare ci consente di gestire bene la nostra vita quotidiana, pertanto la stessa modalità la attiviamo anche per trasformare il nostro mondo interiore, il nostro umore.

Nel mondo interiore la modalità del fare, però, non ha lo stesso successo che per le cose quotidiane, perché concentrandosi sulle discrepanze tra come siamo ora e come vorremmo essere e come temiamo di essere, ci fa sentire peggio.

Ci tempestiamo di domande come: “perché reagisco sempre cosi? Cosa ho fatto per meritarmi tutto questo?”

Sviluppiamo così uno stato d’animo critico definito rimuginio. Quando si rimugina ci si occupa troppo delle cause della nostra infelicità, dei significati e delle conseguenze. Le persone rimuginano perché pensano che così riusciranno a superare l’infelicità. Le ricerche dimostrano che la ruminazione produce l’effetto opposto. La stessa cosa avviene per i nostri umori, più ci sforziamo di spazzarli via, più peggiorano, ma noi non ci rendiamo conto di ciò che accade (M. Williams, Z. Segal e J. Teasdale, J. K. Zinn)

Le ricerche mostrano che esiste una strategia alternativa per gestire gli umori, i ricordi e gli schemi di pensiero negativi quando emergono. L’alternativa al pensiero critico è la consapevolezza.

Depressione e modalità dell’essere

Coltivando la consapevolezza della modalità dell’essere possiamo imparare a percepire il mondo direttamente senza l’incessante cronaca dei nostri pensieri, possiamo vedere i pensieri come eventi mentali che vanno e vengono come nuvole che passano nel cielo, possiamo cominciare a vivere  nel qui e ora, possiamo essere più consapevoli di noi stessi, possiamo riconoscere in uno stadio precoce i momenti in cui è più probabile che scivoliamo in depressione e reagire al nostro umore così da evitare di essere trascinati ancora più giù, possiamo individuare quando iniziano i pensieri di rimuginio ( M. Williams, Z. Segal e J. Teasdale, J. K. Zinn, 2010)

Lettura di approfondimento:  Psicostrategie per tirarsi sù

Praticare la consapevolezza significa essere consapevoli della modalità mentale che ci blocca e ci aiuta a passare ad una modalità mentale alternativa.

La pratica della mindfulness può aiutarci a mantenere una maggiore consapevolezza delle emozioni sottostanti, contribuendo a prevenire la depressione o a elaborarla quando sopraggiunge.

Da uno studio di ricerca è emerso che la terapia basata sulla mindfulness si è dimostrata efficace quanto i farmaci antidepressivi nella prevenzione delle ricadute depressive e ha permesso a molti soggetti di cessare l’uso degli psicofarmaci (Kuyken et al., 2008).

Bibliografia

  • DSM –IV-TR Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, Ed Masson
  • Kuyken W., Byford S., Taylor R.S., Watkins E., Holden E., White K. Et al (2008). Mindfulness-based cognitive therapy to prevent relapse in recurrent depression, “Journal of Consulting and Clinical Psychology”, 76(6), 966-978.
  • M. Williams, J.Teasdale, Z.Segal, J. Kabat-Zinn(2010) Ritrovare la serenità. Ed: Raffaello Cortina
Depressione e minfulness
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Dr.ssa Laura Tavani

Dr.ssa Laura Tavani

Psicologa, Psicoterapeuta
Esperta in EMDR e Mindfulness
Svolge la libera professione occupandosi di terapia individuale, di coppia e famigliare, consulenza genitoriale e terapia breve per traumi.
Dr.ssa Laura Tavani

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