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Come aiutare un amico o famigliare che soffre di un disturbo alimentare

Tempo di lettura: 2 minuti

disturbi-alimentari-rimediVi è mai capitato di trovarvi vicino ad una persona che soffre di un disturbo alimentare?

E’ probabile che vi siate chiesti come dovete comportarvi in alcune situazioni, o più semplicemente cosa sia meglio fare nella quotidianità.

E’ possibile che da bravi genitori o amici abbiate cercato di far mangiare la figlia o amica anoressica o abbiate cercato di contenere quella bulimia, insistendo sempre più per poi ritrovarvi esausti frustrati e impotenti.

Se le soluzioni tentante non hanno portato ai desideri sperati, proviamo a vedere in che altro modo aiutare queste persone.

Come approcciarsi a chi soffre di disturbo alimentare

Innanzitutto rivolgendosi ad un professionista che si occupa di disturbi alimentari e in secondo luogo seguendo gli accorgimenti sotto proposti nella quotidianità:

  • Non abbiate con questa persona una comunicazione legata solamente al cibo, anzi evitate proprio l’argomento, come se il problema non ci fosse. Parlate anche dei piccoli episodi della quotidianità: “come é andata oggi al lavoro?”, a “cosa ne pensi dell’ultimo film di Muccino?
  • Se la persona da aiutare non mangia, non continuate ad invitarla a cena, per poi guardarla supplicanti nella speranza che mangi. Smettete di apparecchiare per lei e se lei ribatte: “perché non avete apparecchiato per me? Ribattete con “tanto tu non mangi!”;
  • Se la persona inizia a mangiare ricordatele che questo potrebbe farla poi sentire in colpa e che quindi forse è meglio mantenere il comportamento ordinario;
  • Se lei è bulimica e mangia in maniera compulsiva tutto ciò che trova in dispensa e voi avete già cercato di mettere sotto chiave il cibo negli armadi, provate ad assecondare il suo desiderio di cibo, mettendolo in bella vista sul tavolo, piuttosto che nascondendolo, invitandola a mangiare tutto quello che desidera e ancor di più piuttosto che limitandola.
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Ecco come il paradosso diventa terapeutico.

Ciascuno di noi si costruisce i propri auto-inganni, ciò che fa la differenza è in che direzione questi sono orientati.

Queste strategie aiutano a condurre l’individuo verso gli auto-inganni a lui più funzionali.

E tu cosa ne pensi?

Bibliografia

Nardone G., Psicosoluzioni, Rizzoli.

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Dr.ssa Monica Salvadore

Dr.ssa Monica Salvadore

Psicologa del lavoro e Psicoterapeuta Sistemico-Relazionale
Specialista in Risorse umane
Collabora con enti di formazione e società di consulenza aziendale, occupandosi di formazione, orientamento professionale e outplacement.
Dr.ssa Monica Salvadore

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Psicologa del lavoro e Psicoterapeuta Sistemico-Relazionale Specialista in Risorse umane Collabora con enti di formazione e società di consulenza aziendale, occupandosi di formazione, orientamento professionale e outplacement.