Domande frequenti sul metodo strategico breve |
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"Ognuno costruisce la realtà che poi subisce "
A. SalviniLa consulenza breve strategica viene applicata a tutte quelle tipologie di problemi, personali o relazionali, che seppur non provocano una sofferenza invalidante, non permettono di vivere il quotidiano nel modo desiderato. In questi casi, non è necessaria una terapia, ma bastano pochi incontri, da un lato per uscire dal problema e dall'altro per evitare che lo stesso possa cronicizzarsi producendo un maggiore danno. La consulenza breve strategica si focalizza sulla risoluzione in tempi brevi del problema portato. Come funziona il metodo?
L'intervento strategico breve si pone l'obiettivo di ristrutturare il modo in cui ciascun soggetto costruisce la realtà che poi subisce, quando si rapporta con se stesso, con gli altri e con il mondo. Il metodo, si basa sul principio dell’imparare facendo (learning by doing), per questo motivo vengono utilizzate soluzioni, tecniche e strategie di intervento concrete, dirette o indirette (quando sono gli altri a creare un problema), che permetteranno alla persona di sperimentare concretamente ed emozionalmente, punti di vista altri, che condurranno allo “sblocco” del problema stesso e a modificare le “lenti” con cui vede la realtà. La persona acquisce quindi un nuovo modo di percepire e di reagire alla realtà stessa, che risulta più flessibile e funzionale al tempo stesso. Ciò è stato reso possibile grazie agli studi svolti su un campione di oltre 3600 individui, che ha permesso la definizione di protocolli ad hoc, che in poco tempo, favoriscono la risoluzione del problema. Di cosa si parla nel primo colloquio e quanto dura?
All’interno del primo colloquio ci si concentra principalmente sul presente, piuttosto che sul passato e su ciò che mantiene il problema. Si cerca quindi di focalizzarsi sul “come" funziona un problema, piuttosto che sul "perché" esiste, definendo di volta in volta le strategie e le soluzioni più idonee al raggiungimento degli obiettivi preposti. Ciascun colloquio ha una durata media di circa un’ora.
Qual è la frequenza degli incontri?
Gli incontri in genere avvengono con una frequenza di una volta ogni due settimane, salvo alcuni casi più complessi, in cui può essee necessario un incontro settimanale. Successivamente allo "sblocco" del problema, che in genere avviene entro le prime dieci sedute, si passa alla seconda fase, ovvero al "consolidamento", che rappresenta uno step importante in quanto permette alla persona di rendere i cambiamenti stabili nel tempo, evitando quindi le ricadute. In questa fase gli incontri si svolgono con una frequenza di uno ogni 3-4 settimane, con l’obiettivo di permettere alla persona di rafforzare nel quotidiano, la propria autonomia e i risultati che è stata in grado di raggiungere. Essendo un approccio breve, il risultato finale è quello di ristabilire la completa autonomia e di far sì che la persona si riappropri delle risorse che, a causa del problema, erano andate perse.
Quanto dura in genere un percorso?
Ciascun percorso può essere individuale, di coppia o famigliare e si articola per obiettivi. Nel maggior numero di casi, lo sblocco del problema avviene entro le 4/5 sedute, mentre un intero percorso in genere ha una durata media di 7-10 incontri, ha i seguenti obiettivi:
Questo metodo è adatto ad ogni tipo di problema?
Da studi condotti e pubblicati (Nardone, Portelli, 2005; Nardone, Balbi, 2008), su un campione di 3.640 casi trattati, seguendo i parametri internazionali per la valutazione dell'efficacia ed efficienza delle psicoterapie, che comprende le varie patologie psicologiche, la terapia breve strategica si è dimostrata efficace (86% con punte del 95% dei casi è stato risolto con un cambiamento per perdura anche dopo la fine del trattamento) ed efficiente nel tempo (rapidità nella risoluzione dei problemi con una media 7 sedute, senza l'uso di alcun tipo di farmaci). Di seguito i risultati sull'efficacia dei trattamenti strategici per:
In genere, a conclusione del percorso, i sintomi possono riapparire o spostarsi su altro?
Gli studi e le ricerche effettuate sui follow-up, hanno potuto dimostrare che non esiste alcuno spostamento del sintomo, in quanto vengono forniti nuovi strumenti che permettono di interagire e gestire la realtà, in maniera più flessibile e funzionale, aumentando al tempo stesso, il ventaglio di scelte che si avranno a disposizione. Per questi motivi anche le ricadute, in genere sono rare.
Quali sono i vantaggi e quali i rischi?
Riassumendo i vantaggi sono:
Rispetto ai rischi, essendo l'approccio che cambia e si adatta in relazione alle risposte che provengono dal paziente e non viceversa, ciò non produce alcun tipo di danno e per questo motivo sino ad ora non sono state individuate controindicazioni. Scritto da Davide Algeri Articoli più recenti:
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