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Come trovare obiettivi da raggiungere quando mancano

trovare obiettivi

Obiettivi fuori bersagli.

Tempo di lettura: 7 minuti
trovare obiettivi da raggiungere

Obiettivi lavoro fuori bersaglio

La tennista statunitense Chris Evert una volta ha detto “trova qualcosa da fare nella vita che ti interessi veramente. Poniti degli obiettivi da raggiungere nella vita, perseguili e impegnati per raggiungere l’eccellenza. Fai sempre il meglio che puoi”.

Per ogni essere umano è di fondamentale importanza avere degli scopi da raggiungere, dei sogni per cui combattere e dei traguardi ai quali mirare.

Gli obiettivi personali e professionali che ci poniamo sono fonte di grande energia interna, ci stimolano ad agire e ci aiutano a sviluppare le nostre abilità creative, nel momento in cui, dobbiamo confrontarci con uno o più aspetti che ostacolano il loro raggiungimento.

Gli obiettivi personali ci aiutano a trovare la nostra strada, danno un senso alla nostra esistenza e ci dirigono verso una meta, che valutiamo importante per la nostra vita. Inoltre, ci spingono a testare i nostri limiti e a sviluppare le nostre potenzialità, anche quelle che sono in qualche modo latenti. La motivazione invece è il motore che ci spinge a realizzare e centrare i nostri obiettivi professionali e personali: quando decidiamo che vogliamo qualcosa per noi stessi e per la nostra vita, ci sentiamo motivati a lottare per ottenerla.

Ma cosa accade quando siamo confusi e scarsamente motivati? Come ritroviamo la spinta alla realizzazione personale, quando ci mancano obiettivi da raggiungere ed interessi?

In questo articolo discuteremo di scarsa motivazione e mancanza di obiettivi: analizzeremo insieme cause e conseguenze di questa condizione e scopriremo una strada per riuscire a uscire da un circolo vizioso di apatia, procrastinazione e immobilità.

Cos’è la motivazione e come raggiungere gli obiettivi?

Prima di addentrarci nel vivo della discussione, è importante approfondire quella forza che ci muove e ci carica, necessaria a centrare qualsiasi obbiettivo da raggiungere che ci poniamo o ci siamo posti nel passato: la motivazione.

Con la parola motivazione intendiamo l’insieme di necessità e desideri che stanno alla base del nostro comportamento e che ci spingono all’azione fino a raggiungere un obbiettivo.

Quando percepiamo un bisogno, che altro non è che un gap tra quello che abbiamo e quello che vorremmo avere, la motivazione ci spinge a adoperarci per soddisfare quello stesso bisogno, per ritrovare una situazione di equilibrio.

Esistono diverse categorie di motivazioni, partendo da quelle primarie che rientrano nella sfera delle pulsioni biologiche/fisiologiche e che sono di fondamentale importanza per la nostra sopravvivenza (come ad esempio dormire, bere e mangiare) fino ad arrivare alle motivazioni di livello superiore, le quali risultano essere specifiche dell’individuo e lo spingono a perseguire un obiettivo professionale o personale, coerentemente con i propri ideali e i propri valori.

Motivazione intrinseca ed estrinseca

traguardi nella vita

Lavorare per obiettivi

Un’altra distinzione rilevante ai fini della nostra discussione, è quella tra motivazione intrinseca e motivazione estrinseca.

La motivazione intrinseca è quel tipo di motivazione che ci spinge a fare qualcosa solo perché proviamo piacere e soddisfazione a farla.

È una spinta che viene da dentro, che si accende in presenza di un obiettivo che mira al soddisfacimento di un nostro bisogno profondo; può essere incentivata da fattori e ricompense esterne ma di sicuro non dipende da queste.

Lettura di approfondimento:  Identità professionale: perchè parto?

Quando siamo motivati intrinsecamente a svolgere una determinata attività si accende in noi la curiosità e veniamo assorbiti completamente dalla situazione: la sensazione di fatica si riduce, perdiamo la cognizione del tempo e generalmente questo tipo di impegno porta a buoni risultati, con conseguente aumento della nostra autostima.

Invece, la motivazione estrinseca ci porta ad impegnarci nello svolgimento di un compito solamente per ottenere delle ricompense (sia materiali sia emotive) oppure per evitare punizioni e conseguenze negative.

Pensiamo a quante volte a scuola abbiamo fatto i compiti o studiato una materia che non ci andava a genio, solo per non rischiare di prendere un brutto voto o per ricevere un riconoscimento, una nota di merito da parte dei nostri genitori.

Qual è il tipo di motivazione più potente?

Motivazione al cambiamento

Donna felice libera

Una motivazione non è migliore dell’altra, generalmente le integriamo, ma vale la pena interrogarsi su quale tipo di motivazione sia utile in certi casi piuttosto di altri. Ad esempio, pensiamo a chi si pone l’obiettivo di diventare un medico. È improbabile, anche se non del tutto impossibile, che una motivazione di tipo estrinseco (pensiamo al guadagno economico derivante dallo svolgimento di questa professione oppure all’approvazione sociale riservata alla categoria dei medici) abbia intensità e durata sufficiente a caricare questa persona fino a raggiungere un obiettivo, vista la complessità degli studi, l’impegno necessario e le rinunce richieste.

La motivazione intrinseca, al contrario, non avrebbe bisogno di un continuo feedback esterno ma si autorigenererebbe dall’interno, in maniera continuativa.

Il sacrificio richiesto sarebbe più sopportabile proprio perché il coronamento di quell’obiettivo da raggiungere appagherebbe dei bisogni più profondi (come ad esempio il bisogno di fare qualcosa di utile per la società, il bisogno di aiutare gli altri a guarire dalle proprie sofferenze ecc.).

Riassumendo, la motivazione estrinseca potrebbe essere sufficiente a farci raggiungere tanti piccoli obiettivi, preferibilmente a breve termine, ma forse mancherebbe di forza se fosse diretta ad un obiettivo più complesso, in termini di tempo e risorse personali.

Perché manca la motivazione

Come è possibile ritrovarsi senza obiettivi ed interessi? Perché ci sono dei momenti in cui sembra mancare totalmente la motivazione?

Una delle spiegazioni può essere la paura del fallimento, quando abbiamo già fallito in passato.

Immaginiamo per un secondo di aver dato tutto di noi stessi per raggiungere l’obiettivo professionale o personale prefissato: tempo, energie, coinvolgimento emotivo … e di aver mancato il bersaglio. Come ci sentiremmo? Probabilmente svuotati, senza forze ed energie … senza spinte di alcun tipo.

In questi casi è importante prendersi del tempo per ricaricarsi.

Innanzi tutto è fondamentale smettere di colpevolizzarsi eccessivamente; il fallimento è il rischio insito in ogni sfida. È più produttivo invece analizzare gli errori commessi e trarne degli insegnamenti che ci aiuteranno a ritarare i nostri obiettivi futuri.

Allo stesso tempo, in questi momenti di fragilità, è utile riconoscere che non si è gli unici sulla faccia della terra ad aver mancato un obiettivo importante e lasciare che le persone che ci stanno vicino ci supportino e sostengano.

Un’altra spiegazione potrebbe essere che conosciamo poco di noi stessi, delle nostre passioni e dei nostri talenti e magari abbiamo sempre rincorso obiettivi che in realtà ci venivano imposti o suggeriti da terzi.

Lettura di approfondimento:  Strategie per realizzare gli obiettivi

In questo caso, potrebbe essere utile prendersi una “pausa di riflessione” per poter riordinare le idee e le nostre priorità. Tuttavia, se questo time out si protrae più del dovuto c’è il rischio di immobilizzarsi, di cadere in una spirale di apatia, pigrizia e procrastinazione con la speranza che un’illuminazione improvvisa ci colga e ci ridia senso, scopo e direzione.

È necessario invece rimboccarci le maniche e sperimentare qualche nuova attività o approfondire degli interessi finché riusciremo a trovare qualcosa che sentiamo davvero nostro, qualcosa che ci rappresenti e che finalmente riattivi quel motore (la motivazione) che si era inceppato.

Il giudizio degli altri

Viviamo in un mondo che ci vuole sempre concentrati, efficienti e orientati in una direzione ben precisa.

Gli scivoloni quasi sempre non sono tollerati; bisogna galoppare ad alta velocità per raggiungere obiettivi ben definiti, e possibilmente scegliere di raggiungere gli obiettivi che siano validi per la società e per il gruppo sociale.

Ad esempio, alcuni di questi obiettivi “più quotati” potrebbero essere il successo professionale, il raggiungimento di uno status sociale più elevato o la ricchezza economica.

Tante persone però, scelgono una strada diversa e questo non significa matematicamente essere poco motivati o meno motivati degli altri. Pensiamo semplicemente a chi punta a vivere una vita più serena, lontano da tutti gli stress, disinteressandosi del successo e del potere.

Tuttavia, la pressione sociale in questo senso è molto forte. Il rischio è di perdere la nostra autenticità, rincorrendo obiettivi standardizzati solamente per la paura di essere giudicati negativamente e di conseguenza di essere esclusi. Ci adattiamo agli altri, ai loro bisogni, ai loro desideri, dimenticandoci dei nostri e così facendo ci limitiamo.

Ci sabotiamo perché non concedendoci la possibilità di scoprire chi siamo e cosa vogliamo davvero, ci condanniamo alla mediocrità, motivati a metà, senza la forza sufficiente per emergere e sviluppare i nostri talenti.

Prima o poi questa strada diventa troppo faticosa: è allora che tutto crolla, che la motivazione si esaurisce e non si trova la modalità per ricaricarla.

Cosa fare quando manca la spinta?

Abbiamo visto che quando il motore della motivazione si spegne, rischiamo di cadere vittime di un vortice di autocommiserazione, apatia e immobilismo.

Come possiamo riaccenderlo? Come ritrovare la strada e come raggiungere i propri obiettivi?

Ecco di seguito cinque consigli utili.

  1. Prendersi del tempo. Un momento di smarrimento capita a tutti. È importante saperlo accettare, tollerare e sfruttare questa “pausa” per riordinare le idee. Può essere anche un momento per guardare al passato e vedere quanta strada abbiamo già fatto, riconoscendoci errori e passi falsi ma celebrando anche successi e traguardi raggiunti. 
  1. Capirne le cause. Come abbiamo visto ci possono essere molti motivi per cui ci sentiamo demotivati. Sarà perché abbiamo appena fallito nel raggiungere un obiettivo importante e abbiamo bisogno di ricaricarci, oppure perché abbiamo sempre seguito una strada che era stata tracciata da altri? Un’attenta analisi della situazione è proprio quello che ci serve, perché solamente riconoscendo dove sta il problema possiamo agire correttamente per risolverlo.
  1. Ascoltare soltanto noi stessi. Non è insolito che le persone che tengono a noi, nei momenti di difficoltà, provino a darci una mano, spesso riempiendoci di consigli e suggerimenti. Dobbiamo però tenere a mente che questa è la nostra strada, la nostra vita. Non ci faremmo un buon servizio se invece di confrontarci con i nostri dubbi e con la nostra confusione, accettassimo aprioristicamente le idee di qualcun altro. È importante perciò ascoltare noi stessi, i nostri desideri e le nostre emozioni.
  1. Provare e sperimentare. Dopo un momento di riflessione è fondamentale ributtarsi nella mischia. Proviamo a dedicare del tempo a nuovi hobby ed attività, riscopriamo il piacere di fare qualcosa giusto per il gusto di farlo, senza metterci sotto pressione e senza per forza configurarci un obiettivo in mente. Avviamo il nostro motore piano piano, senza pretendere che riparta immediatamente al 100%.
  1. Chiedere aiuto ad uno specialista. Se questa situazione di insicurezza e smarrimento dovesse persistere non c’è niente di male a chiedere rinforzi. Alle volte confrontarsi con un professionista può essere utile. É un persona che non conosciamo, che può rimandarci una visione più oggettiva della realtà, e aiutarci a districare i nostri dubbi. Un terapeuta potrà farci da specchio e facilitare i nostri ragionamenti, evitandoci di essere vittime di intricate rimuginazioni.
Lettura di approfondimento:  I bisogni di Maslow

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Dott. Davide Algeri

Psicologo, Psicoterapeuta, Consulente sessuale e Coach at Psicologia Pratica: La psicologia del cambiamento concreto
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Aiuto le persone a trovare semplici soluzioni pratiche a problemi complessi.

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