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Ossessioni: istruzioni per l’uso

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Donna con pensieri ossessivi

Tempo di lettura: 8 minuti
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Donna con pensieri ossessivi

Quante volte vi sarà capitato di utilizzare frasi del tipo “sono ossessionato da quella donna”, “questa canzone sta diventando un’ossessione”.

Affermazioni del genere di solito vengono utilizzate per dare rilevanza ad una eccessiva preoccupazione o ad un pensiero fisso che s’intrufola nella mente. A tutti noi, infatti, capita quotidianamente di avere diverse preoccupazioni e ossessioni che possono riguardare gli aspetti più disparati, che in alcuni casi finiscono per assillarci.

Preoccupazioni di non essere in grado di trovare lavoro, di non essere all’altezza del nostro partner, di non riuscire a superare un esame e tante altre ancora.

Pensieri sani e pensieri ossessivi

Ma quando realmente possiamo parlare di “pensieri ossessivi” o meglio di ossessioni?

Siamo vittime di un’ossessione quando una preoccupazione diventa così fortemente intrusiva, costante e incontrollabile da avere un impatto devastante sulla propria vita, sul proprio lavoro, sulle proprie relazioni personali.

Le ossessioni possono manifestarsi sotto forma di:

  • Pensieri
  • Impulsi
  • Immagini mentali
  • Parole

Presentandosi contro la propria volontà sono percepite come intollerabili e aliene da chi le esperisce.

Numerose ricerche hanno dimostrato infatti che coloro che soffrono di ossessioni, non sono in grado di tollerare pensieri minacciosi o immorali poiché generano un’alta fonte di sofferenza. Ad esempio una madre che pensa di colpire il proprio bambino, non avendo alcuna intenzione di farlo, come può sentirsi di fronte a tali pensieri, se non spaventata e sopraffatta? Ma ha davvero ragione a sentirsi così?

Scopriamo meglio in che modo possono presentarsi le ossessioni.

Parliamo di ossessioni

Tipi di ossessioni

L’ossessione, fenomeno quindi del tutto involontario, riguarda qualcosa che può accadere: non è dunque da confondere con la ruminazione che riguarda ciò che è già accaduto.

Quali sono le ossessioni che un individuo può sperimentare?

Vediamole qui di seguito:

  • preoccupazione costante di prendersi una malattia;
  • paura che accada qualcosa di brutto a un familiare;
  • impulsi etero-aggressivi: “paura di far del male a qualcuno”;
  • impulsi auto-aggressivi: “potrei gettarmi da un burrone”;
  • pensieri disturbanti come uccidere o far del male al proprio partner o a qualcun altro;
  • dubbi circa l’aver compiuto alcune azioni, tipo “avrò chiuso il gas”?
  • pensieri o immagini riguardanti eventi che potrebbero accadere;
  • idee o immagini a sfondo sessuale o circa la propria identità sessuale;
  • idee religiose o intrusive su Dio: “io ho peccato tanto, Dio non mi perdonerà e andrò all’inferno”;
  • dubbi ossessivi riguardo le relazioni sentimentali, come dubitare della fedeltà del partner.

Le ossessioni appena viste solitamente possono stare sotto un disturbo ossessivo-compulsivo.

Come è stato rilevato infatti, almeno l’80% dei pazienti ossessivi ha ossessioni e compulsioni; meno del 20% ha solo ossessioni o solo compulsioni (scopri di più sul Disturbo ossessivo compulsivo).

Cosa nascondono le ossessioni

Un’ossessione può portarci a non star bene con noi stessi, a trascurare le persone che ci stanno attorno, il lavoro, i nostri impegni e tanto altro.

Prendere consapevolezza di quanto questi pensieri possano essere destabilizzanti, tanto da interferire su qualsiasi aspetto della nostra vita, non può far altro che suggerire un interrogativo.

Cosa c’è dietro un pensiero ossessivo?

pensieri ossessiviEssere assorbiti totalmente da un pensiero, qualunque esso sia, può servire a farci “chiudere gli occhi”, o meglio distrarci da altri problemi che ci riguardano in prima persona. E’ in questi casi che, la nostra mente, per non star male, crea qualcosa di più “forte” (ossessione) che possa fungere da “distrattore”. Si crea così il principio dell’ubi maior, minor cessat, che tradotta letteralmente, significa «dove vi è il maggiore, il minore decade».

Lettura di approfondimento:  Quando il pensiero blocca i rapporti

Ma facciamo un piccolo esempio che ci aiuti a capire meglio le dinamiche insite all’ossessione. Una donna che vuole aver un totale controllo sul comportamento del proprio partner ne può, a sua volta, diventare ossessionata nella misura in cui non può controllare la sua vita e le sue azioni. Cosa c’è alla base di questo modo d’agire? Amore? Sicuramente no. Ciò che apparentemente potrebbe sembrare altruismo può nascondere solo una grande paura d’abbandono che talvolta si preferisce o non si è in grado di “vedere”, ma che chiede solo di essere “ascoltata”.

In linea con l’esempio fatto, per risultare sereni con se stessi ed evitare l’insorgenza di ossessioni, è di fondamentale importanza nuotare nel proprio flusso di pensieri, di emozioni e sensazioni, lasciandosi andare ad essi e accettandoli.

False illusioni dell’ossessivo

Quando invece il soggetto mette in atto comportamenti per liberarsi dai pensieri ossessivi, siamo in presenza di false soluzioni. Sono definite false proprio perché nell’illusione che possano eliminare un problema, al contrario lo incrementano.

Tra questi comportamenti sbagliati troviamo:

  • la tendenza a evitare i pensieri  minacciosi;
  • la richiesta di assicurazioni ad altri;
  • l’evitamento di situazioni che potrebbero innescare il pensiero ossessivo.

Le false soluzioni possono produrre dunque una sensazione di immediato sollievo, ma in realtà non funzionano. Non è questo il modo giusto per evitare di affogare nel flusso delle proprie ossessioni. Al contrario, chi ne è vittima dovrebbe trattenersi dal chiedere costantemente rassicurazioni a parenti o amici. Tali richieste oltre a fornire sensazioni frustanti circa la propria capacità di gestirsi, contribuisce a renderli sempre più reali.

Stesso discorso vale per l’ultimo punto: evitare situazioni percepite come minacciose, non permette al soggetto di rendersi conto dell’eccessività delle sue ansie. Ma non tutti, come ampiamente visto, siamo in grado di farlo.

Le compulsioni nell’ossessivo

Produrre pensieri ossessivi tuttavia può farci sentire insicuri rispetto a chi siamo, a come ci muoviamo, a come parliamo, a ciò che proviamo. Insomma ci fa sentire dannatamente inadeguati.

Chi è vittima di tali pensieri talvolta, nel tentativo di alleviare la propria ansia, può mettere in atto dei gesti o delle azioni ripetitive dette compulsioni o rituali. In tal caso siamo in presenza di un disturbo ossessivo-compulsivo, che come il nome lascia ben intendere prevede dunque ossessioni e compulsioni. Tra i rituali rientrano ad esempio il lavarsi le mani più volte, il pulire costantemente oggetti, mobili, pavimenti, il chiudere la porta o il gas ripetutamente, il ripetere formule mentali o parole al contrario, etc. (scopri di più sul disturbo ossessivo-compulsivo).

Una ragazza per esempio che ha il timore che succeda qualcosa ai propri anziani genitori, appena usciti in macchina, per cercare di tranquillizzarsi, potrebbe arrivare a chiamarli 20 volte, finché non tornano.

Ma l’atto stesso di chiamare ripetutamente i propri genitori, servirà davvero a tranquillizzare la ragazza?

Come per le false soluzioni, mettere in atto delle compulsioni aiuta la persona ad avvertire una sensazione di “apparente controllo” dell’ansia. Ma in realtà sta contribuendo alla formazione di una credenza errata secondo la quale, grazie alla messa in atto di tali gesti, sarà possibile allontanare ansie e preoccupazioni. Questo è del tutto illusorio e come vedremo nell’ultima parte dell’articolo, il soggetto stesso può arrivare a capirlo, spesso grazie all’aiuto di un professionista. 

Come intervenire sulle ossessioni

Alcune possibili soluzioni per gestire i pensieri ossessivi

Quanto detto fin ora ci conferma come non sempre sia facile fare la cosa giusta. Troppe volte siamo distratti da una vita frenetica e non abbiamo tempo per ascoltarci. Nella maggior parte dei casi infatti nel tentativo di star meglio, peggioriamo la situazione.

Lettura di approfondimento:  Disturbo ossessivo: quando diventa impossibile cacciare i pensieri

In presenza di un ossessione, quindi, concretamente, cosa occorre fare?

  1. Individuare

Il primo passo da fare sarebbe quello di riuscire a identificare i propri pensieri indesiderati e non incorrere in interpretazioni sbagliate.

Ci si potrebbe interrogare circa la propria ossessione, ponendosi domande del tipo:

  • Quanto è sconvolgente questa ossessione?
  • Che cosa dice questa ossessione su di me?

Questo è fondamentale per poterla identificare, ben interpretare e infine gestire.

Detta così potrebbe sembrare semplice, ma non lo è affatto in realtà.

Questo però, non vuole essere motivo di scoraggiamento, bensì un invito a  resistere alle proprie compulsioni, perché lo si può fare.

In che modo? Allenandosi in una pratica di interrogativi che non può far altro che rendere più forte la consapevolezza delle nuove interpretazioni.

Quali sono i vantaggi e gli svantaggi della mia nuova interpretazione? Una domanda di questo tipo può aprire diversi scenari. Così facendo possiamo riuscire non solo ad accettare quella paura di non esser belli, di non esser interessanti, di non essere bravi, ma anche a sostituire tali consapevolezze con pensieri più positivi, volti anche al cambiamento di quello che non ci soddisfa pienamente.

Ritenete che il vostro lavoro non sia consono alle vostre capacità o non vi possa dare una stabilità per il futuro ? Non riuscite a controllar questo pensiero tanto da farvi sentire insicuri? Forse è il caso che voi agiate. Come afferma Branden Nathaniel il primo passo verso il cambiamento è la consapevolezza, il secondo l’accettazione e il terzo l’azione. Se siete riusciti ad accettare che quello non sia il lavoro della vostra vita, nonostante non sia così male, siete già a buon punto. Il passo successivo è provare a fare qualcosa per cambiarlo. Prendere per esempio in considerazione la possibilità di iscrivervi a un corso che vi piace o mandare il proprio curriculum presso tutte le aziende della vostra regione vi aiuterà a sentirvi più gratificati.

Suggerimento per i pensieri ossessivi più ostici

terapia per ossessioniAvere cura di se stessi abbiamo visto essere la chiave giusta per aprire la nostra mente a nuovi mondi e modi di pensare e “controllare” le nostre ossessioni. Ma alcune ossessioni sono più incontrollabili di altre.

I pensieri non sono la realtà.

Quando capita per esempio di pensare di poter far del male a qualcuno, non è forse giusto perdere il controllo ed esserne terrorizzati? Assolutamente no.

Se siete in preda a questo tipo di ossessioni, sappiate che solo perché una cosa la si immagina non significa che sia più probabile che possa accadere. Se pensate di essere miliardari, lo sarete? Pensare di poter fare qualcosa potrebbe portarci a pensare di volerla fare davvero. Ma non è proprio così. Se al sol pensiero di fare qualcosa di immorale provate un senso di paura, non spaventatevi. Anzi, tirate un sospiro di sollievo.

Maggiore è la paura che voi provate e minor è la probabilità che tale pensiero venga messo in atto.

La paura dunque è un’importante spia che ci informa che far del male non è assolutamente nelle nostre intenzioni. Anche in questo caso imparate ad ascoltarvi e imparate anche che spesso alla base di un’ossessione può esservi una forma di stress: quindi prendete con le pinze tutto ciò che pensate o immaginate.

Psicoterapia per le ossessioni

Occorre dunque ascoltarsi per amarsi. Non tutti però siamo in grado di dar voce ai nostri pensieri ossessivi, soprattutto in presenza di atti compulsivi messi in atto proprio per la presenza ingombrante di immagini o pensieri che causano non poco disagio. Imparare a farlo diventa dunque fondamentale.

Lettura di approfondimento:  Superstizioni e pensiero magico

A tal proposito rivolgersi ad uno psicoterapeuta potrebbe aiutare a gestire in modo più efficace ciò che non si riesce a controllare, riuscendo a prendere la giusta distanza e distacco da ciò che ci crea ansia e paura. Spesso infatti basta cominciare a fare ciò per avvertire la sensazione di maggior controllo. Un tipo di intervento psicoterapeutico efficace in questo senso è l’approccio strategico breve. Attraverso il dialogo strategico, sotto-forma di domande, viene dapprima definito il problema e le relative tentate soluzioni messe in atto dal soggetto che non hanno funzionato. Con l’utilizzo successivo di tecniche e stratagemmi, è possibile poi aiutare il paziente a “spogliare” quei rituali messi in atto, dall’effetto positivo che avevano, accompagnandolo in un percorso alla scoperta di sé.

Al di là di come si riesca a farlo, il messaggio che prima di tutto desidero far passare è che è davvero possibile far funzionare positivamente le vostre ossessioni. Basta trovare il modo: da soli o con l’aiuto di un “interprete”. Controllarle farà in modo che esse non controllino voi.

Come dice Ligabue, ognuno di noi ha i propri mostri, i propri fantasmi, le proprie ossessioni e paure, ma ora sappiamo anche però che possono essere il filtro attraverso cui chiunque può maturare la propria personale visione del mondo.

Riferimenti 

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Dott. Davide Algeri

Psicologo, Psicoterapeuta, Consulente sessuale e Coach at Psicologia Pratica: La psicologia del cambiamento concreto
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Aiuto le persone a trovare semplici soluzioni pratiche a problemi complessi.

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