L'ossessivo-compulsivo: l'arte del controllo |
| Articoli di psicologia - Dubbi, ossessioni e compulsioni | |||||||
| Domenica 24 Ottobre 2010 19:30 | |||||||
Il disturbo ossessivo-compulsivo (DOC) è caratterizzato dalla presenza di pensieri ossessivi associati a compulsioni (particolari azioni o rituali da eseguire). Le ossessioni sono delle idee fisse, irrazionali che si presentano ripetutamente nella mente (esempio sono sporco, posso essere contaminato se tocco qualcosa, oppure di notte "non ho chiuso il gas"). Le compulsioni, invece, sono dei rituali, dei gesti ripetitivi che una persona non può fare a meno di compiere altrimenti cade in ansia. Alla base del DOC vi è principalmente il tentativo di ridurre o controllare una paura e/o il pensiero, attraverso l’utilizzo di rituali di pensiero, formule o compulsioni. Una piccola nota: mentre nel disturbo ossessivo si cercano di controllare i pensieri, cercando di scacciarli o controllarli e più si controllano, più se ne perde il controllo, nel disturbo ossessivo-compulsivo, il controllo funziona bene attraverso i rituali (compulsioni), e proprio per questo motivo si finisce per non poterne più fare a meno. Diagnosi di D.O.C.
Secondo il DSM-IV, il DOC è caratterizzato da sintomi ossessivi e/o compulsivi (pensieri e/o comportamenti) che diventano fonte di marcata sofferenza e di un enorme spreco di tempo (più di un'ora al giorno) e interferendo con le normali attività quotidiane e con il funzionamento sociale e lavorativo del soggetto. I criteri diagnostici suggeriti dal DSM-IV prendono in considerazione cinque punti:
A. Ossessioni o compulsioni
Compulsioni definite come
B. In qualche momento nel corso del disturbo la persona ha riconosciuto che le ossessioni o le compulsioni sono eccessive o irragionevoli. C. Le ossessioni o le compulsioni causano disagio marcato, fanno consumare tempo (più di un'ora al giorno), o interferiscono significativamente con le normali abitudini della persona, con il funzionamento lavorativo (o scolastico) o con le attività o relazioni sociali usuali. D. Se è presente un altro disturbo sull'Asse I, il contenuto delle ossessioni o delle compulsioni non è limitato ad esso (per es. preoccupazione per il cibo in presenza di un Disturbo dell'Alimentazione, tirarsi i capelli in presenza di Tricotillomania, preoccupazione riguardante le sostanze nel Disturbo da Uso di Sostanze, etc) E. Il disturbo non è dovuto agli effetti fisiologici diretti di una sostanza (per es. una droga di abuso o un farmaco) o di una condizione medica generale.
Rituali del D.O.C.Il paziente affetto da D.O.C. non si lamenta in particolare dell'ansia, ma piuttosto delle ossessioni e dei suoi rituali ripetitivi. L'ansia si manifesta solamente se si interferisce nei rituali messi in atto per difendersi dalle ossessioni. Questi rituali o compulsioni, sono profondamente importanti e devono essere eseguiti in particolari modi o un numero preciso di volte, al fine di opporsi (inutilmente) al pensiero o ai pensieri ossessivi, per evitare conseguenze negative e per impedire all'ansia di prendere il sopravvento. Può capitare che la persona sia convinta che i rituali siano solo un effetto del disturbo, ma anche in quel caso non riesce comunque ad ignorarli. Nella maggior parte dei casi questo comportamento diventa talmente regolare che l'individuo non lo ritiene un problema degno di nota. Le comuni compulsioni includono, in modo eccessivo, comportamenti come il lavarsi, il controllare, toccare, contare o sistemare e ordinare; altre possono essere comportamenti rituali che l'individuo esegue in quanto convinto che abbasseranno le probabilità che una ossessione si manifesti. Le compulsioni possono essere osservabili (come il lavarsi le mani), ma possono anche essere riti mentali come la ripetizione di parole e frasi o il conto. Nello specifico questi rituali possono essere classificati come:
TrattamentoUn'efficace trattamento per il disturbo ossessivo-compulsivo è la Terapia Breve Strategica, attraverso la quale si lavora prima sull'ansia e poi sulla fobia, intervenendo sulle precauzioni, sull'evitamento e sul controllo (rituali), attraverso stratagemmi che permettano di contenere il pensiero, tecniche paradossali come la prescrizione del sintomo, con l'uso del "piccolo disordine che mantiene l’ordine" e di contro rituali. Di seguito uno spezzone tratto dal film "Qualcosa è cambiato", dove è possibile intravedere il rituale preventivo del chiudere la porta un certo numero di volte:
Scritto da Davide Algeri Riferimenti
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