I disegni dei bambini

Scritto da Lucia Mantovani. Postato in Infanzia

disegno di bambino“Mi disegni per favore una pecora?” sono le prime parole che il Piccolo Principe rivolge all’aviatore incontrato in mezzo al deserto; mentre non sembra soddisfatto dei disegni che l’adulto gli propone, è felice quando si trova davanti lo schizzo di una cassetta e la spiegazione che la pecora sta dentro: osservando il disegno da vicino sorridendo commenta che ora la pecora si sia addormentata.

Il disegno è uno straordinario strumento comunicativo nel rapporto con i bambini, i quali vi mettono i propri significati e i propri contenuti, che spesso non appaiono evidenti ad un primo sguardo ma emergono ad un livello più profondo. Il disegno diventa quindi oggetto di condivisione e veicolo di significati anche nel contesto psicologico, dove il clinico utilizza proprio le produzioni dei bambini per comprenderne e avvicinarne il mondo interno.

 

Il modo in cui un bambino disegna è influenzato sicuramente dalla sua età, dal suo livello di sviluppo e di maturazione e quindi da aspetti cognitivi e di organizzazione motoria dei gesti per produrre segni su un foglio, ma è anche largamente orientato dai suoi stati affettivi, dalla sua personalità in formazione e dai suoi legami relazionali; il materiale prodotto diventa quindi una sorta di proiezione del mondo interiore del bambino e come tale può essere interpretata da parte del clinico. Il disegno diventa così uno dei metodi più utilizzati a livello clinico nella relazione con i piccoli, sia perché veicolo di comunicazione vicino alla loro esperienza al pari del gioco, sia perché ricco di significati che possono essere esplorati insieme al bambino stesso.

Il disegno viene così a far parte della gamma di test definiti proiettivi, in quanto in essi la persona proietta aspetti di sé che vanno al di là del materiale oggettivamente osservabile; il bambino che disegna la propria famiglia, ad esempio, spesso introduce variazioni nella presenza o assenza di personaggi, nella loro maggiore o minore caratterizzazione, nella loro reciproca posizione e dimensione, e da questi elementi si possono trarre utili spunti per orientare la riflessione clinica o comprendere una problematica ad esempio nella relazione con un membro della famiglia.

Vi sono quindi disegni, definiti tematici, che cercano di approfondire alcuni specifici aspetti della vita, della personalità e delle relazioni del bambino; nell’accostarsi a queste produzioni è importante però mantenere la cautela nel non considerare il disegno (e soprattutto un unico disegno) come sicura prova dell’esistenza di una problematica e ricordare che ciascuna interpretazione rimane un possibile vertice di osservazione ma non l’unico da cui guardare alla situazione.

Scritto da Lucia Mantovani

Bibliografia

  • Cannoni, E., Il disegno dei bambini. Roma, Carocci, 2003
  • Carlino Bandinelli, A., Manes, S., Il disegno del bambino in difficoltà. Milano, F.Angeli, 2004
  • De Saint – Exupéry, A., Il Piccolo Principe. trad. It. 1949, Milano, Bompiani

 

Segui Psicologo Milano ora anche su FacebookTwitterGoogle+1Linkedin

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna

DISCLAIMER

L'autore dichiara che le immagini contenute in questo sito sono immagini già pubblicate su internet. Se dovesse pubblicare materiale protetto da copyright non esitate a contattare l'autore che provvederà immediatamente a rimuoverlo.

N.B.: Tutti i contenuti presenti in questo sito hanno come scopo quello di diffondere la cultura e l'informazione psicologica. Non possiedono quindi alcuna funzione diagnostica e non possono sostituirsi ad un consulto specialistico.